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Sanità

Bari, i medici di base sui vaccini: «Nessun accordo sulla quarta dose, a rilento»

vaccino

La denuncia: «Molti rifiutano di eseguire la prestazione per i rischi medico-legali»

05 Maggio 2022

Flavio Campanella

BARI - «L’aspetto fondamentale è che non c’è alcun accordo per la quarta dose. Il ministero raccomanda il richiamo per proteggere gli ultraottantenni e i più fragili, la Regione invita i medici di famiglia a continuare le vaccinazioni ai propri assistiti, ma non ci sono i passaggi conseguenti, a partire dalle convocazioni dei Cpr e dei Cpa. Mi chiedo a questo punto perché continuino a esistere questi organismi se poi tutto deve essere deciso senza confronto. Ci sono elementi fondamentali da tenere conto nella definizione delle intese: i medici di base, convenzionati con il servizio sanitario nazionale, e non dipendenti, potrebbero andare incontro a rischi di natura medico-legale, a maggior ragione se, essendo esentati i soggetti più vulnerabili che abbiano contratto il virus dopo la somministrazione del primo booster, non ci vengono fornite dalla Asl le liste dei pazienti da escludere». Ivo Vulpi, referente dello Smi (Sindacato medici italiani) di Bari, evidenzia la principale preoccupazione dei dottori di famiglia, in un momento in cui, visto il netto rallentamento della campagna vaccinale, la loro attività è sollecitata dall’azienda sanitaria locale per indurre over 80 e chi soffre di gravi patologie a sottoporsi alla quarta iniezione.

VACCINI

Sotto traccia, però, incidono anche alcune evidenze scientifiche: studi hanno accertato una azione della durata di pochi mesi (al massimo tre). L’approssimarsi dell’estate e soprattutto un prodotto realizzato sulla base dei vecchi ceppi del virus sono deterrenti che di fatto affievoliscono l’azione di persuasione da parte dei medici di base. La conseguenza è che, sebbene da parte della Fimmg ci sia stata piena adesione alla continuazione dell’opera degli iscritti, in molti non agiscono, invitando i pazienti a recarsi agli hub vaccinali (attivi fino a fine maggio quelli di Bari Catino, Grumo e Sammichele). Insomma, ogni medico agisce come meglio crede, oltretutto infastidito ultimamente per motivi economici. A parte il ritardo dei pagamenti delle spettanze di aprile (incassate martedì scorso) per l’assistenza dei pazienti (ogni dottore ne ha in media mille con punte di 1.500), è stata riconosciuta per i vaccini fatti entro il 31 dicembre una quota di 8,16 euro a iniezione (25 euro per il domicilio), indipendentemente dal luogo di somministrazione (hub oppure studio), quando invece per le dosi negli ambulatori (per chi ha fatto questa scelta) era stata pattuita la somma di 10,50 euro.


BUROCRAZIA

Ma è l’eccesso di burocrazia, che ormai da mesi è origine di dissidi con le autorità regionali, a mantenere sempre acceso sotto la cenere il fuoco delle agitazioni e delle mobilitazioni, un aggravio che, detto senza mezzi termini, sta rendendo impossibile il compito primario: visitare gli assistiti («la situazione è pesante - conferma Vulpi - ma lo è ancor di più se si considerano le lunghe liste di attesa negli ospedali per le prestazioni. Ecco perché assistiamo a un esodo verso le strutture private nonostante il momento di grave difficoltà economica delle famiglie»). In questi giorni a far ammattire i medici di famiglia sono le prescrizioni per i pazienti diabetici. «Dopo mesi di delirio sul fronte vaccini e tamponi e i recenti problemi con le piattaforme anche per le ricette dematerializzate, siamo alle prese con un cambiamento per glucometri e striscette. Ora ci sono nuovi fornitori e ciascuno di loro ha prodotti diversi, cosicché diventa un incubo capire paziente per paziente, e di diabetici ciascuno di noi ne ha in carico decine e decine, quale sia il codice di riferimento. Ci chiediamo cosa impedisca alla Regione e alla Asl di decidere una cosa semplicissima: fatti i piani individuali e magari prescritta la prima ricetta, anziché passare ogni mese dai medici di base, perché non garantire l'approvvigionamento delle striscette in maniera automatica in farmacia, magari ospedaliera, con forniture standardizzate come avviene in altre regioni? Le esigenze dei diabetici non cambiano di mese in mese. A questo si aggiunge il farraginoso meccanismo di inserimento dei piani terapeutici per le note AIFA 97 (Anticoagulanti) e AIFA 99 (Broncodilatatori). Quest'ultima, oltretutto, prevede anche la prescrizione di un esame spirometrico che i pazienti hanno gravissime difficoltà a prenotare».

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