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In Puglia e Basilicata

la replica

Frasi sessiste, la verità del Prof: «Io vittima degli studenti e cultore delle donne sospeso ingiustamente»

Bari, lezione sessista dal prof. di Bioetica

Donato Mitola, cultore della materia all’Università di Bari, dopo essere stato sospeso per aver pronunciato frasi offensive nei confronti delle donne, chiede diritto di replica inviato una lettera al Magnifico Rettore

25 Novembre 2020

Redazione online

Per le sue lezioni di Bioetica infarcite di frasi ritenute sessiste («Non ci possono essere giudici donne, perché giudicare vuol dire essere imparziali e le donne invece sono condizionate dall’emotività»), il dottor Donato Mitola, cultore della materia all’Università di Bari, è stato sospeso. Il rettore, Stefano Bronzini, ha fermamente preso le distanze e, in una “lettera alle donne” pubblicata su queste pagine, ha confermato che l’Ateneo è in prima linea contro ogni discriminazione.

Oggi Mitola chiede diritto di replica. Qui il testo (integrale) della sua «Lettera Al Magnifico Rettore dell’Università Aldo Moro di Bari».

Il sottoscritto Dott. Mitola Donato, in risposta alla sua “autoproclamatosi docente”, è stato docente per sei anni alla Scuola Parauniversitaria Infermieri presso il convitto dell’Ospedale Di Venere. Docente per diversi anni presso scuole di formazione professionali accreditate dalla Regione Puglia. Docente da due anni come cultore della materia presso codesta Università.
Lei parla di un “ritorno al Medioevo”, ma le mie frasi sono state totalmente fraintese.

Mea culpa per gli esempi fatti, ma le slides da me trasmesse on line non riportavano contenuti sessisti, anzi nelle ultime si configurava la complementarietà dei due generi.

Lei ritiene che le mie dichiarazioni siano frutto di ipotesi prive di alcun fondamento scientifico? Direi proprio di no.
Sono dieci anni che mi occupo di neuroscienze anche per la mia base di medico.

Ebbene elencherò le maggiori fonti da cui ho estrapolato i miei concetti, in quanto gli studi e gli esperimenti eseguiti negli ultimi anni con le tecniche di neuroimmagini, dimostrano ciò che il sottoscritto espone e ha esposto in vari congressi.
Per questione di spazio elencherò solo alcuni testi di noti neuroscienziati e psicopatologi di fama internazionale per meglio rafforzare i concetti (la bibliografia è immensa )

Per quanto riguarda le “ emozioni “:
punto 1) Le nostre decisioni, azioni, pensieri, sono influenzate dal Sistema Limbico ( emozioni, pregiudizi, bias ) al 95% e solo il rimanente 5% rimane alle decisioni razionali.
Punto 2) È stato dimostrato con fMRI che il sistema limbico è più esteso nella donna per il numero maggiore di sinapsi presenti e passanti nel Corpo Calloso da un emisfero ad un altro e l’ Amigdala è maggiore rispetto all uomo.
Punto 3) Si deduce che la donna è più emotiva , empatica rispetto all’ uomo, (ed , ecco , mea culpa, l’ esempio fatto)
Testi con bibliografia : Chi comanda, Io come cervello, Marketing emozionale e neuroscienze, Il cervello delle donne, Collana di Neuroscienze- Emozioni,

Per quanto riguarda “la cura e attaccamento materno” ho riferito ciò che centinaia di neuroscienziati e psicologi, studiano da molti anni.
Nei primi anni di vita, 2-3 anni, è conveniente che proprio le madri siano vicino ai propri neonati, sia per gli innumerevoli studi svolti durante la gravidanza ( es., a tre mesi il feto sente e ricorderà il timbro di voce della propria madre ), sia per i neurotrasmettitori, importantissimi per lo sviluppo cerebrale, che si formano nel neonato e che la madre può apportare con la sua vicinanza. La mancanza di ciò può portare a conseguenze di natura psicologica nell’ età adulta. L’ apporto benefico del latte materno è lapalissiano. Quindi , il mio concetto riguardante il lavoro della donna, era riferito al rapporto nei primi tre anni con il proprio figlio, e non al lavoro femminile, in se stesso.
Testi con bibliografia : La scienza del male, L’io come cervello, Il cervello in amore,

Per quanto riguarda le persone omosessuali, non ho usato nessun termine omofobo ed ho solo riferito una mia opinione, anche se avvalorata da ciò che ho esposto sulla cura e attaccamento materno. Nulla in contrario con questo genere, anzi ha delle qualità superiori alla norma.

Per quanto riguarda la questione della criminalità, ho riferito che il carattere criminale può essere ereditato perché l individuo è costituito da due enti: il DNA e l’ esperienza ( epigenetica ), ma l’ esperienza si attua sempre nell’ ambito del proprio DNA.
Testi con bibliografia: Neuroetica, Collana di Neuroscienze-Etica e Neuroetica
Accennerò solo ad un paio di frasi estrapolate.
Neuroetica , pag. 86 : …ne dovremmo concludere che un immagine ottenuta con fMRI vale più di mille parole, scambiate, con lo psicoanalista, con l’ insegnante, con il giudice, con l avvocato…
Marketing emozionale, pag.33: .. la componente razionale delle decisioni conta molto poco, in una scala da uno a cento, diciamo che conta il 5%...

Detto questo, ho avuto sempre rispetto del prossimo, e ho avuto sempre rispetto nei confronti di una Istituzione come l’ Università, che nutre le menti del domani, e non mi permetterei mai di disonerarla, perché non è nelle mie intenzioni e nella mia indole.

Invoco la Sua capacità di discernere ciò che è reale, da ciò che sembra reale e non ho avuto il Suo conforto : io sono vittima di studenti che hanno approfittato della mia modalità di insegnamento e di approccio” easy”.
Non ritengo di aver approfittato di un posto che mi è stato affidato lecitamente e che ho accolto spendendo il mio tempo e senza alcuna retribuziome .

Sono da sempre un Cultore delle Donne, non solo per la loro bellezza estetica, ma anche per le loro capacità di analizzare le problematiche quotidiane e la maggior parte delle mie amiche, guarda caso, sono giudici e avvocati, che ringrazio per essermi stato a fianco in questo attacco mediatico.

L’ Università ha la responsabilità di difendere i Suoi docenti da attacchi gratuiti e mi addolora alquanto leggere la Sua Lettera aperta Alle Donne.
Chiedo , dunque, di rivedere la sua posizione.

Ribadisco la mia completa ammirazione verso le Donne, qualunque lavoro facciano, in quanto dotate di un “ quid” , che manca al sesso maschile e che non sono assolutamente sessista, anzi.

(Dott. Donato Mitola)

ATENEO BARI: «SRADICARE MODELLI SESSISTI» - Oggi più che mai, dinanzi al reiterarsi di forme di discriminazione e alla recrudescenza del fenomeno della violenza contro le donne, si percepisce l'esigenza di ribadire la centralità del ruolo dell’Ateneo barese come Istituzione educativa e formativa, costantemente impegnata nell’attività di informazione e di sensibilizzazione al fine di sradicare tutti gli stereotipi legati a pregiudizi di genere e a modelli sessisti».

E’ quanto si legge in una nota dell’Università di Bari in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

«La comunità universitaria - prosegue la nota - si propone di promuovere e sostenere tutte le iniziative volte a rafforzare i valori di eguaglianza e di pari opportunità di coloro che studiano, lavorano e, complessivamente, si riconoscono nell’azione politico-istituzionale dell’ateneo barese». 

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