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Bari capitale italiana della cultura 2022: pronti alla sfida

San Nicola alfiere della candidatura, ma serve coinvolgere l’area Metropolitana

san nicola

Capitale italiana della Cultura, la città di Bari ci crede e si ripropone in lizza per il conferimento del titolo per l’anno 2022 (mentre per il 2021 si è preferito lasciare spazio a Parma) assegnato dal Mibact.

Santo patrono  - È il culto di San Nicola il filo conduttore del programma culturale alla base della sfida intrapresa dal capoluogo, anche nell’ottica di ribadire la propria leadership nel cuore del Mediterraneo. Una candidatura cementata quindi nella forza e nelle suggestioni del mito Nicolaiano, sviluppato attraverso i sei archetipi collegati alla storia del vescovo di Myra: il sacro, la luce, il mare, l’oriente, il dialogo, il femminile.

Identificazione - Il lavoro è così incentrato sul culto nicolaiano, attraverso l’analisi e l’interpretazione del rapporto di identificazione tra San Nicola e Bari che è millenario e profondo, oltre ad essere completamente trasversale per ceto sociale, credo religioso e quartiere.

Manifesto - Palazzo di Città ha così presentato la propria manifestazione di interesse alla candidatura redigendo il dossier di presentazione, un punto di partenza alla base di una opportuna visione di lungo periodo che rappresenterà in ogni caso il manifesto culturale della città di Bari su cui l’amministrazione intende lavorare nei prossimi anni.

Gioco di squadra  - Un impegno concepito nel segno della coralità del progetto che lascia aperta la porta al partenariato con tutti i soggetti interessati in grado di esprimere una competenza in termini di ideazione, progettazione e attuazione in campo culturale. Enti, istituzioni, operatori in forma associata, hanno quindi ricevuto (ma anche recepito) la chiamata alle armi del sindaco Antonio Decaro a sostenere la candidatura in termini di progettazione e/o produzione culturale o in qualità di sponsor.
città metropolitana Esplicito in particolare l’invito ai 41 comuni della Città metropolitana a fare gioco di squadra, “poiché di fatto sono parte di questa candidatura”, ha ricordato il primo cittadino barese peraltro sostenuto dal sindaco di Bitonto e vice alla Città metropolitana, Michele Abbaticchio.

«Perché questa avventura per la città di Bari ha senso solo se diventa una sfida collettiva, a cui aderiscono fisicamente o progettualmente tutti gli attori, istituzionali, culturale e sociali del territorio», le parole di Decaro in tempi pre Covid di elaborazione della candidatura.

Ministero -  Il valore e la forza della leva culturale per alimentare e valoirizzare la coesione sociale, la creatività, l’innovazione, la crescita, lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo dei territori: è il senso dell’iniziativa targata Ministero della Cultura, che Bari intende sfruttare anche per animare e riempire di contenuti i tanti contenitori finalmente riaperti alla città, dall’ex teatro Margherita al teatro Piccinni, passando per il museo di Santa Scolastica e l’Auditorium Nino Rota. L’idea è di sfruttare un’occasione unica per dare corpo alla riqualificazione della linea di costa, vivere il nostro mare, anche attraverso il coinvolgimento di università, teatri, cinema, scuole, parrocchie e spazi pubblici in tutti i quartieri, in quanto parte attiva nella programmazione.

Bari intende così affermare la sua presenza sullo scenario nazionale e aggregare la comunità attorno a una sfida ambiziosa destinata a coinvolgere l’intera città metropolitana, attraverso il suo patrimonio di centri storici di pregio, spazi museali di valore, chiese e chiostri, filiere enogastronomiche, festival di musica, letteratura e teatro. Una proposta culturale e turistica che deve poter confidare su una rete di operatori e associazioni all’altezza con la posta in gioco. «Nel delineare la candidatura abbiamo ragionato sui principali temi che hanno attraversato la città nei 5 anni del primo mandato di Decaro - innovazione, smart city, riscoperta del mare, recupero spazi culturali e partecipazione, al futuro - e ci siamo detti sarebbe stato interessante delineare una candidatura che si rivolgesse a un’intera comunità, la nostra, affinché vi si potesse riconoscere», ha ricordato l’assessore alla Cultura Ines Pierucci. E una sfida corale non può che vincerla una comunità.

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