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L'iniziativa

Molfetta, azienda abbigliamento si converte: produrrà 10mila mascherine al giorno

La David srl realizza un prodotto in tessuto (98% cotone) filtrante e riutilizzabile grazie a un lavaggio a 90 gradi con disinfettante, conforme al nuovo dl. Non è un dispositivo medico e non può essere utilizzato da personale sanitario. I contatti

Molfetta, azienda di abbigliamento si converte: produrrà 10mila mascherine al giorno

La mascherina prodotta a Molfetta

La produzione di mascherine è iniziata proprio in queste ore: 10mila al giorno, a regime, con una capacità fino a 100mila la settimana. La «David srl» di Molfetta, azienda che produce e distribuisce abbigliamento in tutta Italia con un marchio proprio (Paola T.), è una delle prime ditte pugliesi che ha convertito la sua produzione dopo il «dl cura Italia» di qualche giorno fa. E lo ha fatto interpretando le difficoltà che centinaia di migliaia di persone stanno incontrando in questi giorni nel reperire le tanto agognate mascherine. In che modo? Iniziando una produzione di mascherine di tessuto.

Sul punto va fatta una precisazione: il decreto legge, approvato d'urgenza dal Governo, di fatto deroga la produzione di tali prodotti secondo le regole CE ma fissa comunque due distinte procedure come chiarito da una circolare del ministero della Salute: una per le mascherine destinate al personale sanitario, ovvero quelle che per capacità di filtraggio sono classificate come FFP2 (con o senza valvola) ed FFP3 prevista dall'art. 15 del decreto (per le quali è necessaria una validazione dell'Iss),; e una per quelle considerate come «ulteriori misure di protezione e favore dei lavoratori e della collettività» sancite dall'art. 16 del dl che deroga alla certificazione. L'unico requisito richiesto è che siano filtranti, pur non essendo destinate - si ribadisce - nè per usi sanitari (quindi non è un dispositivo medico) nè come DPI per particolari categorie di lavoratori. 

ECCO LA DIFFERENZA TRA MASCHERINE

Tale differenza non è solo una questione di forma visto che, per assurdo, chi va a caccia della mascherine migliori (quelle sanitarie chre scarseggiano negli ospedali), in teoria rischierebbe di farsi o far del male perchè l'utilizzo di tali dispositivi è solo per ambienti sanitari. E’ importante sapere, a proposito di mascherine con valvola FFP2 o FFP3 che: dalla valvola della mascherina fuoriescono le esalazioni (che equivale a diffondere il possibile contagio, è come non averle) quindi sono assolutamente sconsigliate per la popolazione (ci contamineremmo uno con l’altro), sono sconsigliate anche per le Forze dell’ordine che sono costrette ad un contatto ravvicinato tra colleghi (si contaminerebbero l’uno con l’altro), sono sconsigliate anche per tutti i reparti di alimentari o banchi del fresco e sono sconsigliate a Uffici aperti al pubblico (si contaminerebbero uno con l’altro tra colleghi). Tutto ciò è contenuto in un vademecum predisposto da un ente accreditato della Regione Piemonte e diventato punto di riferimento nazionale. Quindi, i cittadini e gli addetti alla vendita non devono usare le mascherine con valvola perché possono diffondere il contagio; devono usare mascherine senza valvola o chirurgiche o fatte in casa con tessuti pesanti che assorbano l’esalazione ed umidità trattenendola e non rilasciandola.

LA MASCHERINA PRODOTTA A MOLFETTA

Veniamo alla ditta di Molfetta. La mascherine che la David srl si accinge a produrre (così come altre azienda che in ordine sparso si stanno muovendo) di certo possono essere utilizzate ad esempio dalle forze dell'ordine e dalla gente comune, autorizzata dallo stesso dl a utilizzarla. L'azienda molfettese, per effetto delle misure di contenimento, ha dovuto interrompere l'attività salvo poi testare la propria produzione per una conversione che potesse in qualche modo assolvere anche a una utilità sociale, garantendo al tempo stesso la continuità dell'impresa e una retribuzione ai lavoratori.

Quindi ha elaborato un prototipo di mascherina filtrante. La mascherina è costituita per il 98% da cotone (e 2% Elastan), è munita di elastici laterali, ed è realizzata in due strati di tessuto in cotone. I diversi strati - recita la schede tecnica - sono tenuti insieme da saldature termiche e cuciture, in grado di fornire maggiore confort agli utilizzatori.

Le mascherine coprono naso e bocca, arrivando fin sotto il mento, provvedendo, così, a realizzare una barriera per minimizzare la trasmissione diretta di agenti infettivi tra le persone. Il prodotto viene confezionato in bustine singole per evitare che la mascherina possa entrare in contatto con agenti contaminati. Limita la diffusione nell’ambiente di particelle di individui infetti o potenzialmente infetti. Ha effetti filtranti.

E veniamo alla produzione. La David srl è in grado di poter produrre 10mila mascherine al giorno grazie anche a una quantità di tessuto fatto realizzare appositamente che avrebbe a disposizione in casa. «Ne potremmo ricevere tantissimo altro dai nostri fornitori presso i quali abbiamo tanta stima» precisa il general manager dell'azienda, Stefano Diperte. La produzione in queste ore sta per entrare nel vivo: la ditta sta ricevendo continua richieste da parte di enti e organizzazioni. «Noi forniamo garanzie sulla qualità del nostro prodotto e sulla corrispondenza della mascherina ai requisiti previsti dalle normative in vigore». 

Il vantaggio è che si tratta di un prodotto, riutilizzabile. «A fine giornata - spiega Diperte - quella mascherina può essere lavata in acqua calda a 90 gradi e disinfettante, quindi riutilizzata più volte. Un modo per andare incontro a chi, in questi giorni, continua a dare la caccia a prodotti introvabili, e comunque monouso, a costi davvero esorbitanti, a dir poco anche speculativi». Per ogni informazione o richiesta, si può contattare direttamente l'azienda inviando una mail all'indirizzo: info@davidbluh.com (indicando anche un recapito telefonico per essere ricontattati) o contattando i numeri 388 3514913 oppure 335 6972919. La David srl si sta organizzando anche con corrieri per l'invio della mascherina (in plico sigillato) direttamente a chi ne farà richiesta.

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