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In Puglia e Basilicata

Resta in carcere

«Fu complotto per far fallire il Bari»: Giancaspro querela la Figc

Bari, pasticcio «F24: indagato Giancaspro

L'ex patron biancorosso accusato di bancarotta resta in carcere e contrattacca: «Hanno usato documenti coperti dal segreto d'indagine»

02 Giugno 2019

Massimiliano Scagliarini

Venerdì è stato di nuovo interrogato nel carcere di Trani, dove il gip Lucia Anna Altamura aveva stabilito che deve restare perché esiste ancora il rischio di inquinamento probatorio. Ma ieri l’ex patron della Fc Bari, Mino Giancaspro, è passato al contrattacco, depositando una denuncia di 35 pagine che attacca la Federcalcio e ipotizza una sorta di complotto per far fallire la società biancorossa. Accuse, ovviamente, tutte da dimostrare.

Le due vicende non hanno alcun collegamento. Giancaspro è finito in carcere due settimane fa nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Trani (pm Silvia Curione) che ipotizza a vario titolo le accuse di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, riciclaggio, autoriclaggio e appropriazione indebita. Un fascicolo che tocca marginalmente la storia della Fc Bari, esclusa dal campionato di serie B e poi dichiarata fallita dopo aver tentato il salto nella massima serie, stritolata dai debiti. L’inizio della fine della società di calcio biancorossa è datato marzo 2018, con la vicenda dei modelli F24 per il pagamento di tasse e imposte che, secondo la Procura di Bari, furono «truccati» per nascondere alla Covisoc la reale situazione societaria: un’indagine poi trasferita per competenza a Roma, dove l’avvocato che assiste Giancaspro in questo tentativo di contrattacco, Enzo De Michele di Foggia, ha chiesto di conoscere lo stato del procedimento per capire se - come sembra - ne sia stata disposta l’archiviazione.

Tornando invece alla ultima questione giudiziaria che lo riguarda, nell’interrogatorio di venerdì la Procura di Trani ha chiesto di confermare alcune circostanze relative agli «affari» che Giancaspro avrebbe trattato con il sindaco, Amedeo Bottaro, in cambio del salvataggio della squadra cittadina di Eccellenza: affidamenti di appalti comunali, in realtà mai andati in porto, anche perché nel frattempo (settembre 2018) l’ex patron biancorosso è finito ai domiciliari nell’ambito dell’indagine barese sul crac Finpower per cui adesso è a processo. Per la Procura di Trani le esigenze cautelari restano tuttora immutate, tanto che la difesa di Giancaspro (avvocato Vito Mormando) ha presentato ricorso al Riesame.

E veniamo al contrattacco. La querela depositata ieri in carcere e destinata alla Procura di Roma mette nel mirino da un lato l’esclusione del Bari dal campionato di serie B (sul punto, sia Giancaspro sia la curatela del fallimento hanno impugnato al Tar Lazio la nomina del commissario Figc), dall’altro le decisioni della giustizia sportiva che avrebbe utilizzato atti trasmessi dalla Procura di Bari (gli interrogatori dei dipendenti bancari che hanno effettuato il pagamento degli F24) all’epoca coperti da segreto. Un’azione a tenaglia, secondo Giancaspro, orchestrata per far sì che la Fc Bari fosse esclusa dal campionato di serie B. Accuse, come detto, tutte da dimostrare. Nel frattempo la giustizia sportiva e andata avanti e un mese fa la Disciplinare, su ricorso della Procura federale, ha squalificato Giancaspro per altri tre anni riconoscendo proprio che l’operazione fatta con gli F24 «retrodatati» servì a ingannare la Covisoc per coprire il fatto che sui conti del Bari alla data prevista mancavano i soldi (1.300.000 euro) necessari al pagamento. Giancaspro ha presentato ricorso alla Caf.

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