Giovedì 06 Ottobre 2022 | 23:27

In Puglia e Basilicata

L'operazione in tutta Italia

Truffa Regione Puglia, contenziosi sull'agricoltura: 7 indagati, anche avvocati
Inchiesta nata da denuncia Emiliano

L'ipotesi è che diverse decine di agricoltori avessero messo in atto, con noti avvocati baresi, una serie di raggiri per ottenere fondi pubblici

04 Dicembre 2018

Redazione online

BARI - Le perquisizioni disposte dalla Procura di Bari in alcuni studi legali nell’ambito di una indagine su presunte truffe ai danni della Regione Puglia in relazione a contenziosi legali per ottenere contributi agricoli sono state eseguite in tre città: Bari, Napoli e Cosenza. Sono sette gli indagati, cinque avvocati e i familiari di uno di loro, accusati a vario titolo di associazione per delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falso materiale e ideologico e autoriciclaggio. Gli avvocati indagati sono i baresi Michele Primavera (con suo figlio Enrico Domenico e la moglie Anna Maria Deruvo), Oronzo Panebianco e Francesca Fiore, Assunta Iorio con studio legale a Napoli e Salvatore Lanciano, di 47 anni, di Cassano allo Ionio con studio a Napoli. Nell’inchiesta della Procura di Bari, coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Rossi e dal sostituto Francesco Bretone, sono indagate anche tre società, oggi destinatarie di perquisizioni da parte della Guardia di Finanza. Si tratta di Giuriconcilia &service srl, Giuristudio srl e Polo Immobiliare D’Eccellenza Srl, tutte e tre con sede a Bari in via Calefati 61/A.

Ammonta a più di 20 milioni di euro la presunta truffa in danno della Regione Puglia su cui indaga la Procura di Bari, e che fa riferimento a contenziosi legali avviati per ottenere dall’ente regionale l’erogazione di fondi destinati all’agricoltura in zone svantaggiate. Stando a quanto accertato dalla Guardia di Finanza, le legittime pretese degli agricoltori, relative a contributi risalenti agli anni Novanta ma non erogati dall’ente, sarebbero state gestite da avvocati che, d’accordo tra loro, avevano messo in piedi un sistema per far aumentare in modo esponenziale le spese legali. In particolare, con la regia dello studio legale Primavera di Bari, gli avvocati indagati avrebbero avviato, per ciascun agricoltore destinatario dei contributi, tanti contenziosi quante erano le annualità per le quali spettavano i fondi anziché avviare un solo procedimento per ciascun richiedente. Avrebbero cioè spacchettato le cause moltiplicando così i propri compensi. I fatti contestati fanno riferimento agli anni 2006-2018.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725