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A Bari

Omicidio transa Bari, le sue ultime ore nella stradina senza uscita

Indagini sui clienti della 40enne uccisa con un colpo di coltello alla base del collo

Bari Omicidio di una trans

Foto Luca Turi

BARI - Il suo corpo senza vita è stato trovato riverso sui sedili anteriori della sua utilitaria, una Fiat Punto di colore scuro. L’auto era ferma con le portiere aperte in una strada Pantaleo, una «strada bianca», inserita in un intreccio di piccole lingue di asfalto e budelli sterrati, che disegnano un labirinto, tra villette e capannoni che si affaccia su via Alfredo Giovine, a San Giorgio. Vie e viuzze, che di notte diventano alcova a cielo aperto, per le automobili dei clienti delle prostitute. Il corpo della transessuale, 40 anni, residente in un comune della provincia, era nudo per metà, con una ferita profonda all’altezza della clavicola destra, quasi alla base del collo.

Una prima ispezione condotta sul cadavere dai medici legali ha permesso di stabilire che la ferita è stata provocata dalla lama di un coltello che ha reciso la vena succlavia destra. Un solo affondo. A fare la macabra scoperta, poco dopo le 3 di ieri mattina è stata una coppia che stava portando a spasso il cane e che si è ritrovata nel bel mezzo di una scena da film dell’orrore: il buio pesto, l’auto con le portiere spalancate, quel corpo nudo e immobile e il sangue, sui sedili, su una portiera. I primi a giungere in stradella Pantaleo sono stati gli uomini della Squadra Volante della Questura e i soccorritori del 118, questi ultimi non hanno potuto fare altro che constatare il decesso, avvenuto non molto prima del ritrovamento. Non vi erano sul corpo altri segni di violenza. Le indagini sono state affidate ai detective della sezione Omicidi della Squadra mobile. La Fiat Punto, messa poi sotto sequestro, è stata rivoltata come un calzino dagli specialisti del Gabinetto regionale di Polizia scientifica che hanno cercato la presenza di impronte digitali e tracce biologiche. L’arma con la quale l’assassino ha inferto quell’unico colpo mortale non è stata trovata.

La scena che si è parata innanzi agli investigatori induce a pensare che la trans sia stata colpita subito dopo aver consumato un rapporto sessuale. I detective stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita della vittima e il suo arrivo sul posto, attraverso l'esame delle immagini di telecamere di videosorveglianza e il racconto di alcuni testimoni che potrebbero rivelare dettagli utili per risalire agli ultimi contatti avuti dalla donna. Sotto esame anche la sua utenza telefonica. L’attività di indagine viene coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica, Marcello Barbanente che nelle prossime ore, con ogni probabilità, affiderà l’incarico per l’autopsia. La vittima era incensurata .Gli investigatori si stanno interrogando sul movente del delitto, ossia sulla causa che ha spinto la persona che era in compagnia della trans a colpirla. È ipotizzabile che siano arrivati insieme e che abbiano consumato un rapporto sessuale. Qualche cosa ha turbato il tête-à-tête. È possibile che i due già si conoscessero. Per questa ragione la Polizia sta scavando nella vita della donna, tra le sue frequentazioni, per capire se avesse dei nemici, se qualcuno la perseguitasse. C’è poi l’arma del delitto. Perché colui (o colei) che nel cuore della notte è salito sulla Punto per appartarsi nella stradina sterrata di San Giorgio, ha sentito il bisogno di portarsi dietro l’arma? È stato un omicidio premeditato? Sono tante le domande alle quale i detective della Squadra mobile stanno cercando una risposta. Non è neppure da escludere che la vittima avesse in auto il coltello per utilizzarlo alla bisogna, come arma di difesa e che il suo aggressore, in preda ad un raptus lo abbia afferrato assestando quell’unico colpo mortale. La precisione con la quale l’autore dell’omicidio ha ferito la sua vittima è uno dei tanti aspetti inquietanti di questo omicidio. Qualche cosa è stato detto o fatto in quella Fiat Punto di così grave da spingere lo sconosciuto ospite della donna a colpire. Per il momento si lavora sulle ipotesi, sulle congetture ma il lavoro degli inquirenti potrebbe portare risultati in tempi rapidi.

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