Lunedì 19 Novembre 2018 | 16:47

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L’Invasione e i rimedi

Bari, cinghiali al San Paolo: l’emergenza continua

Gli animali pullulano dove giacciono i rifiuti in strada. Ieri l’ultimo incontro ravvicinato. «Chiederemo i danni»

Bari, cinghiali al San Paolo: l’emergenza continua

Foto Luca Turi

BARI - Continua l’emergenza cinghiali al San Paolo. Sono una quarantina gli esemplari che sconfinano dal Parco Lama Balice e si riversano sulle strade alla ricerca di cibo causando pericoli e danni ai residenti. Il Comune è a un passo dalla cattura: entro fine settembre, assicurano dall’Ente, saranno catturati e traferiti in un altro sito, ancora da individuare. I cittadini si proteggono, anche perché non è che l’ultimo capitolo di una storia ancora da scrivere.

Gli sporcaccioni, circondando i cassonetti di spazzatura, sono i migliori amici dei cinghiali. Gli animali ringraziano e, pur essendo potenzialmente pericolosi, fino ad aggredire l’uomo e ad ucciderlo se si sentono in pericolo, possono anche arrivare, specialmente se cuccioli, a ricambiare tanta gentilezza, soprattutto se a qualcuno viene in mente di metterli al guinzaglio e di portarli a spasso come cani. È accaduto anche questo al San Paolo, dove, ironia a parte, la situazione è grave e pure seria, soprattutto se la si inserisce in un contesto più ampio: l'Italia è invasa da questi ungulati, così chiamati perché appoggiano il proprio peso corporeo sulla punta delle zampe, un gruppo di mammiferi che contempla pure cavalli, caprioli, cervi, stambecchi e così via. Al quartiere di Bari, che confina con Modugno, cavalli e cervi in libertà non ce ne sono (per fortuna), ma nemmeno lupi (sarebbe il modo naturale per debellare l'emergenza). E allora i cinghiali restano, almeno fino a quando non saranno prelevati.

Il primo avvistamento risale a un paio di anni fa, l'ultimo è di poche ore fa in via Ermanno Pirè, a qualche decina di metri della sala cinematografica Ciaky e al confine col Parco naturale regionale Lama Balice. «Verba volant» (le parole sono volatili), ma le immagini restano (come si può verificare dai post dei residenti sui social in Rete, un medium che i latini mai avrebbero immaginato). Rimangono i video degli animali che assaltano i cassonetti, puntualmente filmati da curiosi divertiti (c'è chi, come Vito Toscano, candidamente afferma su Facebook: «Ma che fastidio danno? Io li vedo tutti i giorni alla nuova San Paolo...

Dovremmo prendere esempio da queste bestie!!!»), cuccioli che s'incastrano nelle reti (com’è avvenuto circa una settimana fa: situazione risolta dai Vigili del fuoco), femmine con prole che girovagano per le vie, con casi recentissimi di presenze anche nel cuore del quartiere, ad esempio in viale delle Regioni.
Può darsi che si debba prendere esempio da «queste bestie» (nella cura dei piccoli, tanto per dirne una), ma di certo l'istinto di sopravvivenza è comune. Anche l'uomo è un animale, a volte una bestia, e spesso cacciatore, ma a parte queste divagazioni, è il suo comportamento ad aver favorito gli sconfinamenti sempre più frequenti.

Lasciare i sacchetti di immondizia per strada, dar da mangiare volontariamente, addirittura allevarli in casa (come già scritto, è successo anche questo al San Paolo, con tanto di cinghiale portato al guinzaglio), se è vero che «li ha umanizzati», come sostiene Gianni Di Meo, un altro residente, «perché adesso aspettano dietro i cassonetti senza troppa paura», è altrettanto vero che di certo ha contribuito ad acuire il problema.

Perché, sia chiaro, i cinghiali potrebbero in teoria anche avanzare ancora, arrivare in pieno centro, se non fosse, al contrario di Roma oppure Genova, che Bari presenta una struttura urbanistica meno favorevole (ebbene sì, la carenza dei parchi a volte aiuta...). Cosicché, se gli abitanti del San Paolo (nuovo o vecchio che sia) non collaborano, sarà difficile debellare il fenomeno, almeno fino a quando i gestori del Parco di Lama Balice (Comune di Bari, Comune di Bitonto e Città metropolitana) e la Regione, in base alle rispettive competenze competenze, non interverranno per portare via i cinghiali.
Per il resto, al SanPaolo si fa quel che si può. Ad esempio, ci si protegge dalle scorribande, anche nei condomini. «Entravano nel giardino, abbiamo appena messo una rete metallica di zinco - afferma Di Meo - che ci è costata circa 500 euro. Abbiamo intenzione di fare causa al Comune». E se non entrano negli spazi, gli ungulati circolano per le strade: in via Troccoli, in via Di Giesi e più in là verso Capo Scardicchio e zona Santa Cecilia. Racconta Arianna: «Ieri stavamo per investirne uno...

Fortunatamente ci siamo accorti che c'erano delle macchine che andavano lentamente e abbiamo capito che c'erano dei cinghiali! Stavamo per investire la mamma che aveva le mammelle gigantesche!... Ma se l'emergenza cinghiali è finita, questo video è solo un'illusione ottica?». Aggiungono Lory e Gianni Loseto: «Ieri sera intorno alle 21 abbiamo rischiato di fare un maxi tamponamento causa mamma cinghiale con la sua allegra famiglia. Fortuna che andavamo piano. In caso di incidente, chi paga?». 

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