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In Puglia e Basilicata

L'allarme in Puglia

Mancano gli psicologi negli ospedali, liste d'attesa fino al 2019

Mancano gli psicologi negli ospedali, liste d'attesa fino al 2019

Al Policlinico di Bari di 15 in pianta stabile ne lavora soltanto uno

22 Agosto 2018

Enrica D'Acciò

Psicologi cercansi negli ospedali baresi. L’allarme è dell’ordine regionale, anche a seguito del caso limite del Policlinico: gli psicoterapeuti in servizio dovrebbero essere 15, invece ce n’è sola una, con una lista d’attesa che arriva fino al 2019. «A parte il caso limite del Policlinico», commenta a riguardo Antonio Di Gioia, presidente degli psicologi di Puglia, «la situazione è drammatica in tutti i presidi ospedalieri e, in generale, in tutti i servizi pubblici. Da anni chiediamo una revisione delle piante organiche negli ospedali pugliesi e baresi, in particolare, che tenga conto della necessità dello psicologo psicoterapeuta. L’assistenza psicologica è un servizio essenziale e rientra pienamente nel diritto alla salute costituzionalmente tutelato». L’alternativa è la costosa psicoterapia negli studi privati. «Esistono in realtà altri servizi del sistema sanitario regionale che garantiscono percorsi di psicoterapia pubblica», spiega a riguardo Di Gioia. «Penso, per esempio, ai consultori o ai centri di salute mentale. Anche qui, tuttavia, registriamo gravi carenze di organico e un sovraccarico di lavoro. I centri di salute mentale lavorano per lo più sulle emergenze, mentre i consultori gestiscono, per esempio, i rapporti con i tribunali e con i servizi sociali. Nel complesso, quindi, non si riesce a soddisfare la domanda di assistenza psicologica che arriva da un numero sempre più elevanti di utenti». Con pesanti ricadute soprattutto per chi non può permettersi le sedute private. «Ma la psicoterapia non deve essere considerata un lusso, anzi, al contrario, va incentivata soprattutto fra i soggetti più deboli». Una nota a parte, poi, per gli psicologi in servizio nei reparti di oncologia, pure previsti nelle linee guida regionali: anche in questo caso, sono pochissimi in servizio. «La loro professionalità – continua Di Gioia - è fondamentale non solo per i malati ma anche per le famiglie e finanche per i medici e gli infermieri: dalla diagnosi, ai percorsi di cura fino all’accompagnamento alla morte, in tutti i reparti in cui ci sono malati terminali». Con un guadagno non solo in termini di salute. «Recenti studi dimostrano che gli ospedali che garantiscono la presenza degli psicologici psicoterapeuti al fianco dei medici ospedalieri anche in altri reparti, dalla rianimazione alla ginecologia, riescono a ridurre il consumo dei farmaci». A fine anno, dunque, uno psicologo in più potrebbe incidere anche sulla famigerata spesa farmaceutica. «Abbiamo già chiesto al presidente Michele Emiliano e al direttore generale del Policlinico, Giovanni Migliore, un incontro per discutere della situazione specifica del policlinico. Uno dei più importanti ospedali del sud non può restare con un solo psicologo né un servizio importante come l’assistenza psicologica può essere del tutto cancellato». Segnali di apertura, nel frattempo, arrivano dalla Asl di Bari che ha già deliberato per un concorso con cui arruolare otto psicologi. «Un segnale importante per cominciare a porre rimedio ad una carenza incomprensibile e intollerabile».

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