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Bari, il consolato onorario russo apre nella città vecchia

Console onorario sarà Michele Bollettieri: inaugurazione martedì 15 maggio con l'ambasciatore Razov

Bari, il consolato russoapre nella città vecchia

BARI - Il 15 maggio sarà inaugurata ufficialmente la sede consolare onoraria della Federazione Russa in Bari, con circoscrizione in tutta la Puglia. Perno dell’iniziativa diplomatica è il neo-console, il barese Michele Bollettieri che spiega: «La sede è in bella posizione, sulla Muraglia, in una palazzina dell’Ottocento, che guarda verso il mare, guarda verso Est, ed è a ridosso della Basilica di San Nicola».

Un’ubicazione da manuale.
«L’ho cercata per oltre un anno. Volevo avesse un valore simbolico e mi pare che ci sono riuscito. Martedì saranno presenti l’ambasciatore Sergey Razov (ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Federazione Russa nella Repubblica italiana e in quella di San-Marino; ndr), il governatore Michele Emiliano e tutte le autorità. Ma, soprattutto, ci sarà una partecipazione di giovani: studenti di russo sia della Facoltà di Lingue dell’Università di Bari sia di Scienze Politiche sia degli Istituti della Provincia di Taranto facenti parte del “progetto Russia” (un’iniziativa che consente lo scambio di studenti di scuola media tra Italia e Russia). E questi ragazzi, il giorno dopo, partiranno per San Pietroburgo, ospiti della Duma».

Cosa l’ha spinta ad appassionarsi a quel grande Paese fino al punto da diventarne console?
«Non lo sono diventato certo per concorso. Ma perché negli anni, in qualità di rappresentante in Puglia dell’associazione “Conoscere Eurasia”, fondata e diretta dal presidente di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico (filologo brontese, di grande cultura e potere, conosce perfettamente il russo, è da lustri il “ponte” a Mosca di buona parte dell’Italia che conta; ndr). L’Associazione cerca di sviluppare il dialogo e la comprensione tra il popolo italiano ed europeo e la vasta zona eurasiatica. In quella veste, io ho organizzato tre forum economici italo russi che avevano come titolo “Bari e la Puglia partnership strategiche nelle relazioni con la Federazione Russa”. Poi ho fatto un incontro interreligioso, il 12 dicembre 2016, cui partecipò sua eminenza Hilarion Alfeyev (vescovo di Volokolamsk, è il presidente del dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca; ndr), monsignor Francesco Cacucci (arcivescovo metropolita di Bari-Bitonto; ndr), due muftì (esperti giuridico-teologici islamici; ndr) e due rabbini. E in quell’occasione ho avuto modo di incontrare l’ambasciatore Razov e altissimi esponenti del governo russo che hanno ritenuto io avessi il profilo morale, culturale, professionale, per rappresentare onorevolmente il governo russo in Puglia».

Ma cosa l’ha spinta? È un russofilo?
«Io sono un cultore musicale, un grande organizzatore musicale, teatrale. E, quindi, ho approfondito la letteratura russa e i musicisti russi».

È stato rapito dalla cultura russa, quindi?
«Del resto Tjutčev (1803-1873, fu al contempo un poeta e un diplomatico in Germania e Italia; ndr) diceva che “con la sola mente non si può comprendere la Russia, nessun mezzo può misurarne la grandezza. Nella Russia si può solo credere”. Ed ecco io nella Russia ho sempre creduto, sin da quando avevo i pantaloni corti».

La sede consolare onoraria barese, operativamente, cosa farà? Sarà dotata di un Centro Studi?
«Io desidero fare della sede consolare non solo la casa di tutti i russi e gli italiani ma anche un centro di promozione e diffusione di valori culturali ed etici. Cercherò di aprire uno sportello e dei “tavoli” perché gli imprenditori russi e pugliesi possano trovare forme di collaborazione nel settore enogastronomico, turistico, agricolo e anche in quello industriale. A questo proposito, la Puglia ha qualcosa da dire in campo energetico. È noto come la Russia stia compiendo un grande sforzo di diversificazione e potenziamento dei propri comparti industriali strategici. Mi riferisco in particolare ai comparti energetici, nei quali si potrebbero aprire spazi per una intesa con imprese pugliesi del settore. Però, perché ciò possa avvenire, è necessario che le anacronistiche sanzioni non vengano più rinnovate. Perché le sanzioni, oltre a danneggiare pesantemente le economie dei Paesi sanzionatori, implicano delle contro-sanzioni da parte della Russia, il che è un limite allo sviluppo delle relazioni economiche, ma anche un motivo di lacerazione e di incomprensione tra i popoli».

Forse col nuovo governo M5s/Lega si apriranno nuovi spazi ...
«È auspicabile. Le sanzioni scadono a luglio. Basterebbe che l’Italia si comportasse come San Marino o l’Austria».

Ma San Marino non è una potenza Nato con le bombe atomiche Usa sul proprio territorio.
«Ma occorre una nuova visione dei rapporti geopolitici. La Russia è fondamentale per la pace nel Mediterraneo. Ecco perché Bari, che è la città di San Nicola e che guarda a Oriente, può svolgere un ruolo – a Bari, per inciso ci stanno 6.000 cittadini russi – importante per spingere nella direzione della pace e per spingere a una nuova visione dei rapporti geopolitici. Noi faremo l’inaugurazione parlando di pace, partendo dalla pace. Certo, poi le idee camminano sulle gambe degli uomini e, quindi, le cose si possono complicare. Ma che Bari abbia una vocazione per gli incontri con i Paesi dell’Est è indubbio, fin dalle sue origini bizantine. Ma ci vuole gente di buona volontà che lavori ad affermare questi ideali».

E anche magari ad evolvere nei costumi democratici...
«Non c'è dubbio».

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