Sabato 04 Aprile 2026 | 03:51

Premi e festival che passione

Premi e festival che passione

Premi e festival che passione

 
Premi e festival che passione

Lunedì 07 Luglio 2014, 09:40

03 Febbraio 2016, 05:16

di Raffaele Nigro

Si svolgerà mai l’edizione 2012 del premio di narrativa Città di Bari, slittato al 2013 e poi al 2014 e lasciato in sospeso come la «zita di Ceglie» per la tragica e comica scelta del primo cittadino di non nominare mai (per dieci anni!) un assessore alla cultura? La giuria presieduta da Walter Pedullà ha scelto i finalisti di narrativa e saggistica da tempo immemore, i vincitori sono stati avvertiti dalle segreterie, ma la macchina è morta, temo per sempre. Morta come la cultura a Bari, cioè i teatri, l’università traslata in eredità da padri a figli, i parchi ciechi e abbandonati, la mai avvenuta ricostruzione di una storia e di una storia letteraria comunale e regionale. Che volete che sia, è solo cultura. Una parola, un perditempo. Ovvero sovrastruttura. Un gioco che ho sempre sperato venisse condotto da gente preparata e non venisse consegnato in mano a politicanti che ruotano attorno alla coda di altri politicanti, quelle figure sempre con mani in pasta, che al primo vagito pensano già di scegliere tra l’iscrizione a scuola e una tessera di partito. Per restare sempre in affari.

Che vuoi è Bari mi sono detto per darmi coraggio, (come dire l’Italia), Banfield si sbagliò, il familismo amorale non era solo di Chiaromonte. Aspettiamo adesso di vedere cosa accadrà con la nuova giunta, in fondo non riesco a perdere fiducia negli uomini. La Puglia minore scopre intanto una sopita vocazione al cinema, alla poesia e alla narrativa e organizza premi, concorsi, serate che intendono riprodurre le grandi kermesse nazionali di Strega, Nobel e Campiello, i festival di Mantova e della Milanesiana, quelli di Cannes e di Venezia, le fiere di libri che vorrebbero emulare il Salone di Torino e la fiera di Francoforte, attraverso manifestazioni a volte vagamente romantiche a volte hollivudiane e televisive quando non hanno come finalità la promozione della lettura, della scrittura e della critica cinematografica non solo tra i giovani. In questa direzione vanno le presentazioni di autori e di libri organizzate a Polignano, Ostuni, Bisceglie, Cerignola, Campi Salentina e nella stessa direzione il Byfest, i festival di cinema a Lecce a Foggia e a Massafra, alla stessa meta vanno miriadi di premi che si assegnano tra maggio e settembre.

In rassegnaNe passerò in rassegna alcuni, quelli a cui ho assistito come spettatore sempre più disincantato. In direzione della formazione dei giovani studenti va per esempio il premio intitolato a più personalità intellettuali di Corato, da Elisa Miccoli a Luigi Santarella a Domenico Calvi. È organizzato dall’associazione Cataldo Leone, un docente che ha formato generazioni di docenti e di professionisti e scomparso anni orsono. Se lo è preso in carico Nicola Tullo, un poderoso ed epico pittore ottuagenario che lavora costantemente sulla scorta degli espressionisti tedeschi e del grande Sironi. Il premio vive come vive, con pochi fondi (tanto è cultura!) ed è giunto alla quinta edizione e distribuisce una diecina di borse di studio tra gli studenti medi che si sono impegnati nella realizzazione di racconti e versi giudicati ottimi da un’apposita giuria. Più a nord si è appena concluso il premio di poesia e narrativa intitolato a Emilio Bozzini e rivolto ad autori di tutta Italia. La manifestazione si svolge a Lucera, nel teatro comunale che ho trovato una bomboniera raffinatissima e ne è presidente Francesco De Martino, docente di Letteratura Greca all’università di Foggia, soprattutto attento ricercatore di elementi classici nella cultura e nella pubblicità del nostro tempo. Bozzini fu invece autore di testi teatrali, la sua «Fedra» ebbe un notevole successo sulle scene romane e fu copiata da D’Annunzio, contro il quale l’autore lucerino provò a farsi sentire. Si svolge a Castellana Grotte il premio di poesia e narrativa inedita intitolato a Pietro Piepoli. È giunto alla quattordicesima edizione e quest’anno, tra i tanti è stato assegnato un riconoscimento alla carriera a Giovanni Dotoli. Da tempo Castellana prova a unire alla sua fama di capitale delle grotte un segno di vivacità culturale, visto che qui hanno operato lo scultore Aurelio Persio e il pittore Niccolò De Bellis. A Dotoli si è voluto riconoscere non solo la versatilità nella poesia ma il lungo lavoro svolto con Fulvia Fiorino nella scoperta di scrittori stranieri passati da queste parti. Una collana ricchissima tenuta a battesimo dal bravo Nunzio Schena. Schena al quale è dedicata una sezione del premio di poesia e narrativa organizzato dal circolo Rotary di Fasano e diretto da Angelo Di Summa. Di Summa non è nuovo a impegni di tipo letterario. Oltre ad essere lui stesso autore di versi e di racconti, ha fondato e diretto per anni il periodico «Il Cicloplano». Lo si stampava a Triggiano e fu un mezzo sul quale ci provammo da giovani a scrivere le nostre prime recensioni, insieme a Gianni Custodero e Gianluigi Zecchin. Mentre si è concluso a metà giugno il premio Rodi di narrativa edita intitolato a Giuseppe Cassieri, si svolgerà a fine agosto il premio Alberona, su nel Subappennino. Fondato due lustri orsono da Michele Urrasio, uno dei più prolifici poeti di Capitanata, il premio è rivolto a testi editi di poesia e si colloca per longevità affianco al premio Adelfia, le cui giurie variano, dopo la morte di Francesco Nicassio che ne fu fondatore, a seconda degli umori politici degli amministratori comunali che si alternano.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)