Mercoledì 26 Giugno 2019 | 22:13

NEWS DALLA SEZIONE

L'analisi
Giù le mani dall’unità ma serve più luce a Mezzogiorno

Giù le mani dall’unità ma serve più luce a Mezzogiorno

 
L'analisi
Dalle scosse nel governo alle crepe nei due partiti

Dalle scosse nel governo alle crepe nei due partiti

 
L'analisi
La sfida della manovra e il gioco del risiko

La sfida della manovra e il gioco del risiko

 
L'analisi
Il baluardo del Quirinale e la questione giustizia

Il baluardo del Quirinale e la questione giustizia

 
L'analisi
Ma l'eccessivo euro-castigo «sovranizza» il belpaese

Ma l'eccessivo euro-castigo «sovranizza» il belpaese

 
La riflessione
Ma il Nord l’autonomia l’ha già presa (con i soldi)

Ma il Nord l’autonomia l’ha già presa (con i soldi)

 
L'analisi
Sud avanti in letteratura indietro in economia

Sud avanti in letteratura indietro in economia

 
L'analisi
Tra spifferi e correnti terzo potere senza bussola

Tra spifferi e correnti terzo potere senza bussola

 
L'analisi
Se l’Italia si smarca da Bruxelles a Washington

Se l’Italia si smarca da Bruxelles a Washington

 
La riflessione
Sud, la nuova frontiera indicata dalle città

Sud, la nuova frontiera indicata dalle città

 
Il punto
Euro-trattativa e urgenza di ridurre le tasse

Euro-trattativa e urgenza di ridurre le tasse

 

Il Biancorosso

CALCIO MERCATO
Machach, talento francese del Napoliè l'ultima idea intrigante del Bari

Machach, talento francese del Napoli è l'ultima idea intrigante del Bari

 

NEWS DALLE PROVINCE

LecceIl caso
Lecce, ergastolano tenta di uccidere compagno di cella: è in coma

Lecce, ergastolano tenta di uccidere compagno di cella: è in coma

 
BariA Japigia
Bari, morti da roghi ex discarica: famiglie si oppongono ad archiviazione

Bari, morti da roghi ex discarica: famiglie si oppongono ad archiviazione

 
FoggiaLa tragedia
Foggia, muore infilzato nel cancello della Sapienza: in centinaia ai funerali

Foggia, muore infilzato nel cancello della Sapienza: in centinaia ai funerali

 
Potenza Graduation day Unibas
Potenza, la Giornata del laureato in stile college: 130 nuovi "dottori"

Potenza, la Giornata del laureato in stile college: 130 nuovi "dottori"

 
TarantoIl siderurgico
Taranto, la minaccia di Mittal: «Senza immunità, a settembre si chiude»E intanto parte il Cig per 1400 operai

Taranto, la minaccia di Mittal: «Senza immunità, il 6 settembre si chiude».
Di Maio: no a ricatti. Salvini: no chiusura

 
GdM.TVIl rogo
Torre Guaceto, incendio minaccia la Riserva:  interviene il Canadair

Torre Guaceto, incendio minaccia la Riserva: distrutti tre ettari

 
MateraGiustizia
Potenza-Matera, scoppia la guerra delle toghe

Potenza-Matera, scoppia la guerra delle toghe

 
BatIl caso
Barletta, tentano di rubare la pensione ad anziana: arrestati

Barletta, tentano di rubare la pensione ad anziana: arrestati

 

i più letti

L'analisi

Se il caso Genova diventa la metafora dell’Italia

«L’urlo delle sirene del porto ha lacerato il silenzio caduto su Genova. Erano le 11,36 di ieri: un mese fa alla stessa ora crollava il ponte Morandi uccidendo 43 persone. Vittime innocenti di una negligenza diffusa, di un menefreghismo assassino, di una cupidigia canaglia»

ponte Morandi

Il ponte Morandi prima e dopo il crollo

L’urlo delle sirene del porto ha lacerato il silenzio caduto su Genova. Erano le 11,36 di ieri: un mese fa alla stessa ora crollava il ponte Morandi uccidendo 43 persone. Vittime innocenti di una negligenza diffusa, di un menefreghismo assassino, di una cupidigia canaglia. Il crollo del ponte ha anche cambiato i destini di centinaia di persone che abitavano nelle case proprio sotto il viadotto maledetto. Da un mese vivono nella speranza di poter tornare a recuperare le loro cose, gli oggetti quotidiani e con essi i resti di un’esistenza.

Il governo ha da subito promesso il massimo impegno in favore delle persone rimaste senza casa e dei parenti delle vittime. Ha anche indicato nella società Autostrade (Aspi) l’unico responsabile del crollo, appesantendo la caduta del titolo in Borsa. Ieri, alla cerimonia in memoria delle vittime, il premier Conte ha portato il «Decreto per Genova» approvato giusto il giorno prima. Ma il decreto è una scatola vuota che rischia di far diventare la tragedia di Genova la metafora di quanto sta accadendo nel Paese: annunci su annunci, ma nessuna decisione concreta.

Nel Decreto Genova si prevede un commissario straordinario alla ricostruzione, ma il suo nome non è stato ancora individuato, segno che o non vi sono idee chiare o c’è una diversità di opinioni all’interno del governo o delle forze che lo sostengono. Nel Decreto mancano anche altri e forse più importanti «dettagli»: chi ricostruirà il ponte, come e in quali tempi. Dando per scontato una cosa che proprio scontata non è: che i costi saranno totalmente a carico della Società Autostrade.

Il ministro dei Lavori pubblici, Toninelli, l’altra sera ha ribadito in televisione che entro la fine del 2019 il ponte sarà pronto. A oggi non sono state ancora rimosse le macerie del crollo, cui si aggiungeranno quelle dell’abbattimento delle parti ancora in piedi. Si tratta di volumi importanti per i quali andrebbero già individuati dei siti di smaltimento. Quanto tempo andrà via per abbattere i resti del viadotto e sgomberare le macerie? Gli esperti sono cauti e non si pronunciano, i politici glissano.
Come ricostruire. Allo stato c’è solo un’idea che l’architetto Renzo Piano ha regalato alla sua città. Azione nobile e lodevole. Però è solo un’idea architettonica, non c’è un progetto vero e proprio su come sarà e quali requisiti dovrà possedere, oltre quello della resistenza e della durata nel tempo. E una progettazione a questo livello richiede competenze non comuni e approfonditi studi preventivi.

Altro punto: chi dovrà costruire. Un’azienda di Stato, dicono alcuni esponenti del governo, ritenendo questa una garanzia di efficienza, competenza e trasparenza. Un’azienda di Stato insieme con Autostrade, sostengono altri, perché quest’ultima possiede le competenze tecnologiche e professionali per farlo. Ma non è solo questione di capacità ingegneristiche. Aspi è - ancora oggi e chissà per quanto ancora - il legittimo titolare della concessione e dunque sulla rete di sua competenza nessuno può intervenire se non dietro suo esplicito consenso. Escludendo Autostrade dalla ricostruzione si potrebbe innescare un contenzioso interminabile e dall’esito incerto, con blocco dei cantieri, sospensive, ricorsi e controricorsi. Un film già visto.

La politica degli annunci può essere accettata in campagna elettorale e tollerata su questioni poco importanti. Ma non è ammissibile davanti a 43 morti e alle centinaia di persone che all’improvviso non hanno più una casa né un passato. C’è un dovere di verità che sovrasta qualsiasi esigenza politica o partitica. Ai genovesi va detto con chiarezza e realismo quali saranno i tempi e quali le ripercussioni sulla loro vita, a cominciare dalle case da abbattere e dalle attività portuali, oggi fortemente condizionate dalla viabilità disastrata. Si smetta di fare campagna elettorale sulla pelle dei povericristi e si realizzi al meglio e più in fretta possibile il nuovo ponte. Potrebbe essere l’icona del tanto sbandierato «cambiamento». 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie