il campione

Handbike, Mazzone non vede l’ora: «Pronto per nuove sfide»

antonio gattulli

L’atleta pugliese si prepara per la stagione 2026: «Regalare emozioni è la molla che mi spinge ad andare avanti»

Il cronometro si è azzerato, ma la fame è rimasta la stessa. Per Luca Mazzone, il pluricampione di handbike, la nuova stagione non è solo una ripartenza, ma la pagina bianca su cui scrivere un nuovo capitolo chissà il più importante della sua carriera. Sudore, sacrifici e un obiettivo chiaro nella mente: inseguire una medaglia. Testa bassa e pedalare in vista degli impegni del 2026. Così l’atleta paralimpico di Terlizzi, che difende i colori del Circolo Canottieri Aniene, è tornato ad allenarsi con la determinazione di chi non si accontenta del passato, costellato di tanti successi. Ogni fine stagione porta con sé un silenzio che profuma di promesse. Luca Mazzone, che sarà ancora sostenuto dalla Barile Flowers, ha usato quel silenzio per costruire la sua versione migliore in vista dell'imminente esordio. Lo scorso 31 dicembre a Bari è stato tra i 1001 tedofori che si sono alternati sino all'accensione del tripode delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, un altro prestigioso riconoscimento dopo essere stato il portabandiera dell'Italia alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Parigi 2024. «Sono stato felice e onorato - dichiara Mazzone - di essere stato tedoforo a Bari. Portare la torcia, in Puglia, per me non è stato solo un gesto simbolico, ma un messaggio forte di inclusione. Anche questa volta ho rappresentato lo sport paralimpico, caratterizzato da forza, coraggio e determinazione».

Mazzone si presenta ai nastri di partenza della stagione con una condizione fisica impeccabile e rinnovate ambizioni. Due tappe di Coppa del Mondo di handbike a Middelkerke in Belgio e in Abruzzo, rispettivamente nel weekend dell’1 maggio e del 10 maggio. L’annata sportiva entrerà nel vivo con gli Europei di Maniago dal 12 al 14 giugno e quindi i Mondiali a Huntsville in Alabama, negli Stati Uniti all'inizio di settembre, senza escludere i campionati italiani di cui non si conosce ancora sede e data ma dove Mazzone farà di tutto per riconfermarsi re d’Italia dell’handbike. Undici medaglie, di cui tre d’oro, alle Paralimpiadi, 29 allori (19 d’oro) ai campionati del mondo, 10 coppe del mondo vinte, un palmares che potrebbero far dire basta. Ma Luca Mazzone è un atleta fuori dalle righe, uno che sino a quando le braccia spingono non si tira indietro e per questo è pronto a una nuova avventura. L’attesa è finita. Con una preparazione atletica mirata e nuove strategie tecniche è pronto a sfidare i pronostici e ad alzare l’asticella delle proprie prestazioni deciso a competere con i migliori fin dalla prima gara.

«Purtroppo la preparazione invernale - continua Mazzone - la faccio nella mia terra. Mi alleno sulle strada del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. È problematico per la temperatura molto bassa, a parte qualche giornata più calda. Il freddo incide negativamente sulla presa delle mani sulle manopole per la lesione midollare che ho per l’incidente. Pertanto spesso non esco. A Terlizzi ho un locale all’interno del quale ho allestito una palestra. Ho una bici fissa simile a quella che uso su strada e faccio allenamenti con il rullo e il rilevatore di potenza sull’handbike. È una condizione ottimale per la preparazione perché raggiungi determinate potenze senza pensare ai pericoli della strada, dove devi stare attento alle macchine e agli incroci. Con l’arrivo della primavera andrò su strada e farò più chilometri di resistenza. I miei avversari a livello mondiale vanno in Spagna per 2-3 settimane a dicembre ed escono sempre su strada. Questo crea un deficit di cui non si può tener conto».

Intanto Mazzone è pronto agli impegni del nuovo periodo agonistico. Dopo un lungo periodo di intenso allenamento, l'atleta paralimpico è pronto per i Mondiali, che sono l’evento clou del 2026. «Sono scaramantico - continua l’atleta paralimpico -. Pertanto non voglio farmi aspettative, adesso che la stagione è alle porte. Poi si vedrà. Il ciclismo è fatto di imprevisti. Può succedere di tutto: un guasto, un incidente in qualche gara prima. Non crearsi aspettative che danno ansia è stato sempre il mio segreto. Io continuerò a lavorare sodo per cercare di regalare emozione a tutti quelli che fanno sentire il loro calore e vicinanza sui canali social. È la molla che mi spinge a non mollare e ad andare avanti».

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