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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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La mostra

I «Quaderni di Gramsci»
la prima volta in Puglia
A Bari fino al 12 dicembre

I «Quaderni di Gramsci»la prima volta in PugliaA Bari dal 15 novembre

BARI - La mostra «Gramsci. I quaderni e i libri del carcere» realizzata dalla Fondazione Gramsci, promossa e finanziata dalla Regione Puglia con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, del Ministero della Giustizia e del Comune di Bari, è stata inaugurata oggi nel Museo Civico del capoluogo pugliese, dove resterà allestita fino al prossimo 12 dicembre. Alla sua realizzazione hanno collaborato l’Archivio centrale dello Stato e la Fondazione Gramsci di Puglia.

La mostra presenta i manoscritti dei 33 quaderni del carcere, provenienti da Londra dove sono stati esposti presso l’Istituto italiano di cultura, affiancati da una selezione di volumi appartenuti a Gramsci durante gli anni della sua detenzione. "Un’emozione fortissima - commenta l’assessore alle Culture di Bari, Silvio Maselli, intervenuto all’inaugurazione - È quel che si prova accostandosi ai quaderni originali vergati da Gramsci e ai libri che potè consultare nel carcere di Turi e nelle case di cura ove fu trasferito, quando ormai le sue condizioni di salute vacillavano. Non esiste pensatore italiano più necessario alla politica, all’economia, alle classi dirigenti come a quelle subalterne, di Antonio Gramsci».

Gramsci ottiene il permesso di scrivere nel gennaio del 1929, mentre è recluso nel carcere di Turi dove sconta la condanna a oltre vent'anni inflittagli il 4 giugno 1928 dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Inaugura il primo quaderno già l’8 febbraio 1929 e, sino al novembre 1933, quando lascerà Turi per una clinica di Formia, compilerà 21 dei 33 quaderni. Ad essi consegna le riflessioni sulle cause che hanno condotto alla vittoria del fascismo. Alla sua morte i quaderni sono inviati a Mosca dalla cognata Tatiana Schucht e tornano in Italia nel marzo del 1945.

Il Fondo librario Antonio Gramsci viene costituito nel marzo 1950, quando i volumi, fatti giungere a Mosca da Tatiana Schucht, rientrano in Italia a bordo di un piroscafo sovietico. Il Fondo si compone attualmente di 763 volumi (tra libri, opuscoli e annuari) e 76 testate di periodici (con circa mille fascicoli). 

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