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Manfredonia
apre al pubblico
il Parco degli Ipogei

ipogei di manfredonia

di MICHELE APOLLONIO

MANFREDONIA - Il parco degli ipogei di Siponto sarà aperto alle visite da sabato prossimo con il «Sipontum day». L’inaugurazione alle 10 con raduno in piazza Santa Maria Regina. Gli ipogei funerari dell’area di Siponto costituiscono un unicum nel contesto dell’area archeologica che fa capo all’antica città romana che si affacciava sulla laguna che dall’Adriatico si incuneava fino ad Arpi, l’attuale Foggia. Fanno parte di questo lascito degli antichi abitatori di quel territorio gli ipogei Capparelli dal nome del proprietario del terreno su cui insistono, gli ipogei Scoppa 1 e Scoppa 2 dalla località in cui si trovano ovvero la pineta di Siponto, l’ipogeo Santa Maria Regina inglobato nelle fondamenta di quella chiesa parrocchiale e, oltre Capparelli, l’ipogeo di Minonno.

Solenni vestigia di grande valore storico non sempre tenute nel debito conto, tanto che hanno dovuto superare una serie di traversie che in qualche modo le hanno menomate. Ma è giunto il momento del loro riscatto. Anche se l’ipogeo Capparelli, il più grande e articolato, restaurato un paio di anni fa a cura del Mibact, è stato poi lasciato praticamente incustodito. Più dignitosa si prospetta la sorte dei due ipogei Scoppa: l’ Archeoclub di Siponto è riuscito ad ottenere il loro affidamento dal consorzio di bonifica di Capitanata in collaborazione con l’Aacidiocesi di Manfredonia e la parrocchia di Siponto. «Una opportuna sinergia» dice il presidente dell’Archeoclub, Aldo Caroleo «per una iniziativa culturale che si propone di valorizzare importanti cimeli dell’antica Siponto al fine di avviare unitamente agli altri presidi culturali tra cui il museo etnografico “Melillo”, e architettonici come la basilica di santa Maria Maggiore e i resti di quella paleocristiana, qui concentrati, un circuito virtuoso per trarre Siponto dal degrado e dall’abbandono in cui versa».

Il primo passo compiuto dai volontari dell’Archeoclub è stato quello di ripulire da ogni sorte di immondizia che si era accumulata in quei sepolcri. In particolare l’ipogeo Scoppa 2, quello più vicino al canale delle brecce che, secondo fonti storiche, è il luogo dove il vescovo di Siponto, Lorenzo Maiorano, edificò nel VI secolo una chiesa dedicata ai protomartiri Stefano e Agata. Tra gli altri recuperi anche i resti di uno splendido mosaico probabilmente parte del pavimento della chiesa.

I due ipogei furono scoperti nel 1937 durante i lavori di bonifica in cui venne sottoposta l’intera area sipontina degradata in palude e infestata dalla malaria. Dopo ottant’anni dunque quelle significative testimonianze di popoli vissuti in quei luoghi sono stati sottratti all’ingiuria del tempo e all’incuria degli uomini e offerti allo studio e alla riflessone dei contemporanei. I monumenti sepolcrali potrebbero essere le evidenze di una necropoli sotto la pineta. «Alcune tombe emergenti dal manto tufaceo, resti di coperchi di sarcofagi attestano» prosegue Caroleo «l’esistenza di un grandissimo bacino archeologico e storico ancora tutto da scoprire». Da sabato sarà possibile visitare il parco degli ipogei.

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