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Tra liuti e violini
Angelo Raffaele
e un'antica arte

«Il dottore del violino» è un musicista e creatore di strumenti ad archi, è interprete di una tradizione che da queste parti ha pochi rappresentanti

Angelo Raffaele Andrulli

di ONOFRIO BRUNO

MATERA - «La mia arte è creare un suono». Parola di liutaio materano, Angelo Raffaele Andrulli. Musicista e creatore di strumenti ad archi, è interprete di una tradizione che da queste parti ha pochi rappresentanti. Una passione nata da autodidatta, sezionando e ricomponendo il suo primo violino. Oggi è fra i più giovani costruttori di strumenti ad archi che operano in Basilicata ed in Puglia. Nel suo lavoro viene detto anche “il dottore del violino“, colui che lo fa nascere o che lo rimette a nuovo. E dalle sue mani, con sgorbie, piallette, scalpelli e lime, fa venir fuori molto pazientemente tre o quattro strumenti ad archi ogni anno. Al nobile artigianato dei falegnami unisce le competenze di ebanisti ed intagliatori.

«Ho iniziato da autodidatta – racconta – perché, suonando il mio strumento, volevo capire come nascesse il suono e da dove uscisse. Così ho sezionato il violino in tutte le sue parti. Ho studiato i componenti uno per uno, li ho rifatti e messi insieme. È stato un colpo di fulmine posizionare l’“anima“, il cilindretto in legno di abete che collega il piano armonico al fondo. Ho completato. Ed ho creato il suono. È nata la mia prima opera in questo modo. E non ho più smesso. Oggi che insegno nel Liceo musicale di Matera ed in una scuola media di Irsina, la mia prima lezione è proprio la costruzione di un violino e posso dire che gli studenti sono molto attenti e partecipi. Lo stesso faccio ai seminari con i miei allievi». È diventato il suo mestiere.

«Sicuramente c’era una predisposizione naturale – aggiunge – a cui ho aggiunto studio, approfondimento. L’attività è partita nel 2000 ma già prima ero solito usare dei pezzi di legno ed inciderli con un coltello da cucina. Il mio sogno era creare. Inoltre, poiché sono io stesso musicista, ho avuto la possibilità di confrontarmi con grandi maestri. Gli incoraggiamenti di Felix Ayo, Carmelo Andriani e Piero Massa e la loro soddisfazione nel suonare i miei strumenti sono stati un grande stimolo». Angelo Andrulli, prossimo ai 40 anni, è di “adozione” altamurana dove vive con la sua famiglia e insieme alla moglie Nancy Pepe, cantautrice, ha aperto la scuola di insegnamento al canto “Musicarte.” Alle due città vuole dedicare delle creazioni: sul violino per Matera è impressa l’immagine della Madonna della Bruna, su quello per Altamura ci sarà l’ingresso della Cattedrale con i leoni.

Un’altra realizzazione speciale sarà dedicata a Gabriella Cipriani, violinista di Molfetta, scomparsa all’età di 22 anni in un incidente stradale mentre insieme ad altri amici musicisti andava ad un concerto a Craco. Un camion condotto da un uomo ubriaco travolse la loro auto nei pressi di Matera, sulla statale 7. Era il 16 maggio di due anni fa. Andrulli si divide tra le sue due città. «Gli strumenti nascono in un laboratorio a Matera e poi vengono completati ad Altamura», aggiunge. Un’arte da tramandare. Su questo il giovane liutaio non ha dubbi. «In questo mestiere ci vuole etica e bisogna insegnare ai giovani – dice – mentre, invece, ci sono molte gelosie. Non devono essercene. Noi creiamo, non facciamo commercio. È come la grande opera di Carlo Levi al Palazzo Lanfranchi: ha lasciato un’eredità che va oltre la sua vita. Questa è l’arte».

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