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Persefone «bis»
arricchisce MarTa

copia Persefone al MarTa

La copia di Persefone

di ALESSANDRO SALVATORE

TARANTO - Seppur in una versione riprodotta, la Persefone Gaia (o Afrodite) «sarà una delle attrazioni del nuovo percorso espositivo del Museo Nazionale Archeologico di Taranto». Ieri, in una conferenza stampa, la direttrice del MarTa Eva Degl’Innocenti ha tenuto a battesimo la statua replicata in resina con la tecnica del laser scanner a Berlino ed il cui «corpo» è stato realizzato con fresatrice a controllo numerico a Carrara. Le sue rifiniture e la colorazione saranno affidate ad un restauratore del laboratorio museale, sotto l’occhio del gruppo scientifico dell’allestimento diretto da Antonietta Dell’Aglio, che parla di «uno degli importanti obiettivi centrati durante l’intensa ristrutturazione del MarTa». L’ex direttrice del museo è stata una delle fautrici della riproduzione che ora, nella sua tangibilità, rende onorevole la «sconfitta» da parte di Taranto nell’arrovellata querelle con la Germania, alla quale si è chiesto il prestito o (con pretese opinabili) la restituzione della scultura che, secondo gli studi più realistici, è stata rinvenuta nel 1912 nel capoluogo jonico, durante la realizzazione di un palazzo tra le vie Duca degli Abruzzi e Mazzini.

«Non essendo stato possibile ottenere la statua originale, a causa delle vigenti leggi internazionali, si è ritenuto di esporre al MarTa una replica sulla base di un accordo stipulato con la direzione dell’Altes Museum di Berlino dove il monumento è collocato» evidenzia il soprintendente Luigi La Rocca, attualmente nel «guado» tra il suo consumato ruolo di responsabile dei beni archeologici della Puglia con sede a Taranto ed il nuovo scenario che verrà fissato a Lecce (prossima sede dell’istituto accorpato) dalla contestata riforma-Franceschini. Ma quello di ieri ha costituito per il tecnico napoletano un giorno di festa, visto «il primo significativo risultato - ha detto La Rocca - di un rapporto di collaborazione tra la Soprintendenza Archeologia della Puglia e l’Autorità Portuale finalizzato alla valorizzazione della città di Taranto».

L’ente pubblico, attraverso un investimento di 70mila euro, ha garantito la riproduzione della Dea. «Da tarantino sono orgoglioso di aver contribuito a questo risultato - commenta il presidente dell’Autorità Portuale Sergio Prete -. Tale iniziativa rientra in un piano, già avviato dall’ente da me rappresentato, di promozione del territorio. Specificatamente ai rapporti con la Soprintendenza, siamo in contatto per poter ospitare prossimamente esposizioni di tesori archeologici rinvenuti nell’area di competenza portuale».
Per l’architetto Augusto Ressa, direttore dei lavori di ristrutturazione del MarTa, la replica della Persefone costituisce «un mirabile intreccio tra alta tecnologia ed arte restauratrice, che ha già dei precedenti nel nostro museo, come dimostrano il testone dell’Eracle di Lisippo e l’ipogeo delle Cariatidi di Vaste. La fedeltà dell’originale statua in marmo - sottolinea il coordinatore della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici di Lecce, Brindisi e Taranto - si deve alla scannerizzazione tridimensionale dell’oggetto, la cui lavorazione è avvenuta al prestigioso Studi D’Arte Cave Michelangelo di Carrara. Adesso, nel laboratorio del MarTa avverrà la sua rifinitura con il colore che andrà ad accostarla all’opera originale presente a Berlino».

La «Dea in trono» sarà visibile in una sezione dedicata alle eccellenze della scultura tarantina di epoca arcaica e classica. Sarà uno dei reperti più appetibili del nuovo percorso espositivo del secondo piano del museo, che racchiude la vasta epoca che va dalla Preistoria all’età ellenistica. Per poterlo ammirare bisognerà attendere Pasqua, ma molto presumibilmente l’inizio dell’estate quando il MarTa, promosso dal Ministero come uno dei 30 mesi autonomi d’Italia, si consegnerà definitivamente al pubblico con il suo scrigno contenente 6500 anni di storia.

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