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Il personaggio

Nitti, lo «strano» caso
dell’«onorevole maestro»

Il primo direttore d’orchestra a Montecitorio

Nitti, lo «strano» casodell’«onorevole maestro»

All’alba di questa XVIII legislatura i responsabili amministrativi e i legulei di Montecitorio si sono subito dati da fare in una strana ricerca espletata sugli annuari della Camerata dei Deputati. Si voleva sapere se, nella nostra storia repubblicana, un direttore d’orchestra professionista avesse mai occupato uno di quei preziosi scranni. Ebbene, il risultato ha sorpreso un po’ tutti: mai e poi mai, tra Camera e Senato, tra Montecitorio e Palazzo Madama, un direttore d’orchestra è stato eletto deputato oppure senatore. Fino a ieri, appunto, come è attualmente per il caso del maestro Michele Nitti, eletto in un collegio salentino tra le liste dei pentastellati, egli nativo e residente ad Adelfia. Per la precisione, musicisti a vario titolo ce ne sono stati nelle passate legislature. Il più famoso è stato Gino Paoli che fu eletto nel 1987 come deputato fra le file degli Indipendenti di sinistra. Nel 1992 tuttavia il cantautore diede l’addio all’attività politica e non fu rieletto parlamentare.

Il caso, lo «strano caso» del dottore e maestro pugliese Nitti è dunque un caso unico passibile di informazione e poi di dovuta considerazione: un accadimento certamente felice, ma che testimonia all’incontrario la difficoltà della musica di qualità (alias musica classica- musica d’arte) di essere rappresentata nei gangli vitali della nostra vita politico-legislativa. A scorrere il suo curriculum «extraparlamentare» infatti, apprendiamo che il neo on. le Michele Nitti ha trentasette anni, si è diplomato in flauto a Bari laureandosi poi in Lettere con lode nella nostra università (tesi in Storia della musica «Fra tradizione ed innovazione. Le concezioni armoniche di Mahler»); alla età di soli 24 anni si è diplomato in Direzione d’Orchestra presso il Conservatorio di Musica di Milano; ha seguito il corso speciale di perfezionamento in Direzione d’Orchestra presso la Scuola di Musica di Fiesole e infine è stato ammesso nella classe di Riccardo Muti presso la «Music Academy» di Malta. Dirige abitualmente in giro per l’Italia e un po’ anche all’estero.

Egli stesso ci ha così dichiarato: «…Mi sto ora occupando in Parlamento di tematiche relative all’Arte e alla Musica: un concetto fondamentale non solo per la formazione della persona, ma anche del buon cittadino, i valori dell’arte non sono poi così distanti da quelli della democrazia e più in generale della politica: iI legame tra arte e cittadinanza rinviene addirittura dalla cultura alessandrina. Io sono un direttore d’orchestra, e le prerogative per il buon funzionamento di un’orchestra sono la capacità di ascolto, il dialogo fra le parti, il principio dell’alternanza, la capacità di tendere ad un fine ultimo che è l’armonia (una sorta di bene comune). Cos’è tutto questo se non la “democrazia? Non è facile parlare di arte, parlare di musica colta con una società così segnata da crisi esistenziali e valoriali, in un’epoca costì attraversata dal disagio sociale. Eppure ogni epoca ha percepito un certo senso di decadimento, da Virgilio che vagheggiava un mondo che non esisteva più, fino a Gustav Mahler: alcuni però sono riusciti ad elaborare questo sentimento di decadenza e a farne addirittura un elemento di creatività artistica, altri invece lo hanno subìto o semplicemente non se ne sono avveduti. Ma è dai primi che dobbiamo trarre ispirazione. Sto cercando di vivere questa esperienza parlamentare con la responsabilità di chi cerca di assolvere al meglio la propria funzione, ma con l’auspicio di poter tornare nella società civile da cui provengo, forte dell’orgoglio e della consapevolezza di essermi speso per migliorarla.»

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