Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 03:11

La curiosità

San Giovanni Rotondo, Giovanni sfida la disabilità con l'esoscheletro più tecnologico d'Italia

La storia di Giovanni, paziente de Gli Angeli di Padre Pio, che dopo 16 anni in carrozzina è pronto per una gara d'atletica: la Robotic ReWalk Race di Grosseto

San Giovanni Rotondo, sfida la disabilità con l'esoscheletro più tecnologico d'Italia

FOGGIA - Una gara di atletica dopo 16 anni passati in carrozzina. Ecco la storia di Giovanni, 40enne di Taranto, paziente del centro di eccellenza «Gli Angeli di Padre Pio» che grazie all'ultima versione dell'esoscheletro ReWalk (più tecnologico d'Italia presente solo nel presidio riabilitativo di San Giovanni Rotondo) domani 15 settembre parteciperà alla Robotic ReWalk Race di Grosseto. Grazie ai progressi ottenuti dopo 45 giorni di training, l'uomo potrà quindi sfidare la sua disabilità.

«Ho girato l’Italia dopo l’incidente, ma non avevo mai ottenuto grandi risultati - racconta Giovanni - eppure ho cercato sempre di fare sport, soprattutto piscina. Per questo, all'inizio ero scettico sulla possibilità di poter partecipare a questo evento». Un passo dopo l’altro, grazie ai sacrifici e ad una gran forza d’animo, sono arrivati i primi risultati incoraggianti. Il morale è migliorato e così anche le prestazioni. «Dopo l’incidente, avevo dimenticato i gesti più semplici, persino come si muovono i passi nel camminare. Sono ripartito da zero, oggi mi sento più rilassato e mi rendo conto del benessere complessivo che sta guadagnando il mio corpo».

Iniziare a muoversi, riattivare la "macchina" per un paraplegico, infatti, significa migliorare anche la circolazione, la motilità intestinale, la diuresi e il tono muscolare. «Per me l’esoscheletro che ho acquistato è come un gioco che mi sta dando grandissime soddisfazioni - commenta ancora -, servirà del tempo per arrivare alla piena autonomia, ma il lavoro svolto con il personale dei Centri mi ha riempito di entusiasmo e ottimismo». I primi supporter saranno proprio i fisioterapisti Gianni e Michele, gli "angeli custodi" che hanno sostenuto il percorso riabilitativo.

Il 15 settembre, giorno della gara, è anche il giorno delle dimissioni di Giovanni. Quasi un segno del destino. Essere a Grosseto, nella gara del record mondiale - nessuna delle competizioni del genere ha mai fatto registrare 10 partecipanti - sarà già di per sé un grandissimo risultato. «A Palermo è stato battuto il record di lunghezza, con 13 chilometri consecutivi - ha chiosato Federica Ebau, tra gli organizzatori dell’evento - quest’anno segneremo un altro tratto nel cammino della solidarietà e della possibilità. Assieme alla Fondazione Padre Pio, ci sarà anche la Fondazione Foro Italico di Roma e la Domus Salutis di Brescia». E i normodotati. Per superare davvero ogni barriera.

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