Sabato 25 Settembre 2021 | 02:52

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

Il restauro

San Nicola, nuova vita
per affreschi di Cristo
e Santi nella Basilica

San Nicola, nuova vitaper affreschi di Cristoe Santi nella Basilica

Splendono nuovamente di antichi colori Cristo e i santi affrescati nella basilica di San Nicola, grazie a un restauro condotto da docenti e studenti dell’Università di Bari (corso di laurea in Conservazione e restauro dei Beni culturali). Per un anno i dipinti dell’abside destra della basilica sono stati indagati e, sui dati raccolti, è stato condotto un accurato ripristino conservativo e cromatico. Accanto a una centrale immagine di Crocefissione, appaiono un più integro santo vescovo che la legenda (S. MAR.) indica essere il santo vescovo di Tour, Martino; inoltre, una probabile santa Caterina di Alessandria a sinistra, e un san Giuliano, a destra; sotto la Crocefissione, è raffigurato un Cristo «passo» (o «sposo»), attorniato da due busti di sante; mentre un lacerto superiore dell’affresco ritrae un palchetto ricoperto di drappi, vi si intravedono le gambe esili di un paggio e il probabile lembo inferiore del vestito della Vergine.

Il restauro è stato presentato al pubblico giovedì scorso nel Portico del pellegrino. Dopo una introduzione di padre Giovanni Distante, rettore della basilica, in cui è stato sottolineato il rapporto tra san Nicola e san Martino che trova collante in Carlo d’Angiò (la basilica fu scelta come una «sainte chapelle» dal sovrano, e Martino era un santo francese), Pasquale Acquafredda ha illustrato l’impegno del corso universitario, di cui è coordinatore, attivo anche per il restauro degli affreschi presenti nella cattedrale di Bari.

Ma ora, dopo l’intervento restaurativo diretto da Maria Luisa De Toma e Antonella Martinelli in collaborazione con la Soprintendenza, è possibile identificare data e autori dell’apparato pittorico? La storica dell’arte Giulia Perrino ne ha illustrato epoca, stili e tecniche compositive; ricordando che un’epigrafe, purtroppo perduta, testimonia la presenza nella basilica di Bari del pittore Giovanni da Taranto, nei primissimi anni del ‘300. Tuttavia gli affreschi non sono databili agli stessi anni. Più arcaico appare il San Martino, quasi bizantineggiante; mentre la scena di Crocefissione adombra stile tardo-giottesco, e rimanda in alcuni dettagli ai modi di Simone Martini. I procedimenti del restauro sono stati chiariti dai giovani studenti, apprendisti restauratori (F. Decaro, E. Gadaleta, M. Gnurlatino e V. Sblendorio).

Gli affreschi dell’abside indicano che l’intera basilica era in origine un «palinsesto» di immagini sacre e di scene bibliche, che facilitavano la devozione dei fedeli e l’apprendimento visivo del Vangelo. Un felice destino è riuscito a salvare almeno questa parte: nel ‘700 infatti l’abside fu adattata a cappella con cantoria, e gli affreschi furono obliterati. E solo nei restauri dei primi ‘900, riemersero: come una preziosa pagina di un particolare momento dell’arte pugliese, che viveva il passaggio dall’iconografia bizantina a una più moderna arte allineata con le innovazioni della scuola toscana e «giottesca».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie