L'intervista
Mille vite, una sola storia: «Ex», fuori il nuovo album di Ciliari
Secondo lavoro per il cantautore di Noci, interamente prodotto da Riccardo Scirè
Si intitola «Ex» il nuovo album di Ciliari, uscito oggi 30 gennaio: un lavoro nudo e sincero, romantico e potente, secondo disco del cantautore originario di Noci (Ba) che in 11 canzoni racconta «mille vite, ognuna con la sua storia». Tutti i brani sono prodotti da Riccardo Scirè e all'interno ci sono le collaborazioni con Marco Cantagalli (Galeffi) e Adel Al Kassem.
Perché ha scelto di chiamare il disco «Ex», parla di amori passati?
«Parla di qualcosa che c'è stato, che in qualche modo ho vissuto, sia in prima persona che indirettamente. EX è quello che siamo stati e quello che ci ha fatto diventare ciò che siamo oggi».
Ci sono molti riferimenti culturali anche solo nei titoli delle tracce, da Fellini ai Cure: se dovesse racchiudere questo disco in un'immagine, quali sono gli elementi che non potrebbero mancare?
«Sicuramente vinili e vecchi film, le città di notte, una luce accesa di fianco al comodino di un monolocale, un pianoforte o una chitarra, gli amici di sempre e i nuovi incontri, qualche buon libro e un po' d'amore».
Che valore aggiunto ha portato al progetto Riccardo Scirè, e come sono entrati in gioco Galeffi e Adel Al Kassem?
«Scirè segue il mio progetto dal giorno zero. In qualche modo è anche grazie a lui che ho iniziato questo percorso che mi ha portato a realizzare già due EP e un disco. Probabilmente senza Scirè non ci sarebbe stato neanche Ciliari. Con Adel siamo amici da tempo ed è bravissimo sia nella scrittura che nei mix e mastering. Anche lui c'è sempre stato, ogni volta che magari mi blocco su qualche canzone lui riesce sempre a trovare la chiave giusta per andare avanti. Con Galeffi è stato un incontro casuale in studio e ci siamo trovati da subito. Abbiamo deciso di scrivere insieme, in maniera assolutamente naturale, senza un vero obiettivo, e alla fine, dopo soltanto qualche ora, avevamo già una canzone. Per me è stato un onore scrivere con lui perchè è un artista che ho sempre stimato tanto».
Che rapporto ha conservato con la sua terra? Sente qualche influenza del Sud nel modo di approcciarsi alla musica?
«La mia terra la porto sempre con me, ce l'ho nel cuore e nel sangue, in ogni cosa che faccio. Anche se ormai non abito più lì da tempo, è sempre casa mia, c'è la mia famiglia, ci sono i miei ricordi, la mia infanzia e la mia adolescenza. Quei posti, quei paesaggi, la casa in cui sono nato, le vie del paese, i muretti a secco, la campagna di mio padre, sono nei miei occhi e nella mia mente. E anche se dopo un po' ti abitui a vivere lontano, hai sempre la sensazione che ti manchi qualcosa, come se avessi lasciato una luce accesa a casa e prima o poi ci devi tornare».
Vista la fortuna dei suoi lavori precedenti, e il sound che è riuscito ad arrivare perfino in altre parti del mondo, in che direzione le piacerebbe che questo disco andasse?
«Il sogno più grande per questo disco, per ogni canzone, è che possa in qualche modo emozionare qualcuno, a prescindere da dove sia o dal numero di ascolti. Non mi interessano i numeri. Questo disco è per chiunque avrà voglia di ascoltare, di fare questo viaggio con me. Dietro ogni canzone c'è tanto lavoro, ci sono i ricordi, la vita vissuta fino a qui, c'è l'amore di tante persone, e già questa per me è una magia incredibile. E poi sarebbe bello riuscire a suonarlo dal vivo, perchè dal vivo le canzoni le puoi toccare, perchè il live è condivisione, e ci si emoziona insieme. Non vedo l'ora».