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In Puglia e Basilicata

Il concerto domani a Molfetta

Enrico Ruggeri: «Oggi musica senz’arte, solo meteore da consumo»

Enrico Ruggeri: «Oggi musica senz’arte, solo meteore da consumo»

«Il web lascia un mondo peggiore, del quale non resterà nulla»

03 Agosto 2022

Bianca Chiriatti

Sarà Enrico Ruggeri il protagonista della seconda tappa di «Parole e Musica», il format proposto da FMedia che domani (4 agosto), ospiterà il cantante milanese, oltre 40 anni di carriera, due volte vincitore del Festival di Sanremo, Premio Tenco 2021 e Presidente della Nazionale Cantanti. Ruggeri si esibirà alle 20.30 nella piazza principale del Puglia Village di Molfetta, per portare i suoi grandi successi sul palco della Land of Fashion pugliese, e per l’occasione i negozi del distretto rimarranno aperti fino alle 22.

In scena dialogherà con gli speaker di Radio Selene, e presenterà i brani del nuovo album La rivoluzione (Anyway Music), uscito nel marzo scorso, un racconto in undici tracce che parla di rapporti umani, di sogni adolescenziali e di una generazione che si è scontrata con la vita, rappresentata dall’iconico scatto di copertina, una foto della classe del cantante al Liceo Berchet, anno scolastico ‘73-’74: «Il disco racconta del salto che avviene tra adolescenza ed età adulta - racconta Ruggeri alla Gazzetta - assieme a tanti altri aspetti della vita e alle sorprese che ci riserva».

Lei ha tre figli di età molto diverse, come vive questo rapporto con generazioni differenti?

«Sono, appunto, mondi completamente opposti. La mia è la prima generazione che ha consegnato ai figli un mondo peggiore di come l’ha trovato, dopo secoli in cui le cose cambiavano in meglio. Oggi il mondo è più difficile, c'è il web che come un grande fratello sostituisce altri valori, non è semplice neanche per noi, non basta più immedesimarmi e ricordare com’ero io alla loro età».

E dopo quarant’anni di carriera come vede oggi, invece, il panorama musicale?

«Composto da centinaia di meteore che passano velocissime e non lasciano segni, che usano cinquecento parole invece di cinquantamila, e che considerano la musica un riscatto sociale, e non più un’arte. Io ho avuto la fortuna di fare tante cose diverse, sono nato con il rock e il punk, ho amato i cantautori francesi, Bowie, Emerson, Lake & Palmer, i Clash, non mi sembra di scorgere all’orizzonte i nuovi Beatles o Sex Pistols, è un periodo in cui si bada molto al presente. E tutti i grandi che conosciamo, Battiato, Dalla, Gaber e tanti altri, non hanno sfondato subito, facevano discorsi nuovi, portavano contenuti, e sono quelli che costruiscono, poi, carriere quarantennali».

Il suo pubblico negli anni è cambiato?

«I fan sono sicuramente cresciuti, hanno trasmesso la mia musica ai figli, è sempre però gente fuori dal comune, con una sensibilità diversa, che ha voglia di ascoltare musica dal vivo, vera, non chi canta in playback su delle sequenze. Poi il contatto con loro ovviamente grazie ai social è aumentato, ma il web dà voce a tutti, anche alla cattiveria, alla frustrazione e all’improvvisazione, ed ecco che allora Fragolina82 si sente legittimata a scrivermi e a spiegarmi come devo fare i dischi»

Le piace la Puglia?

«E a chi non piace? Si mangia bene, la gente è simpatica, avete posti splendidi, ci torno sempre volentieri. Ormai è famosa in tutto il mondo».

C’è qualcosa che la rende particolarmente contento di questi 40 anni di carriera?

«Il fatto di aver passato una vita facendo ciò che mi piaceva, non è poco. Non c’è stata una mattina in cui mi sia alzato senza aver voglia di lavorare».

Progetti?

«Navigo a vista. Forse comincerò a scrivere qualcosa, o farò un tour teatrale, o condurrò qualcosa in tv. O magari tutte e tre le cose insieme».

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