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In Puglia e Basilicata

I disegni

Il Coronavirus visto con gli occhi dei bimbi: tra mostri invisibili e mascherine giganti

Abbiamo chiesto ai più piccoli, dopo lo stop scolastico, di raccontarci con matite e pennarelli questo momento particolare: ecco il risultato

07 Marzo 2020

Graziana Capurso

BARI - Una corona, un albero, una mascherina gigante e tanti omini che si abbracciano, infischiandosene del metro di distanza. Così i bambini vedono il Coronavirus: una palla colorata che saltella e minaccia la Terra, un mostriciattolo da sconfiggere «tutti insieme», perché l'unione fa la forza. I loro occhi vanno oltre la psicosi e la paura. Questo stop alle attività scolastiche dettato dall'emergenza per il timore da contagio del Covid 19 da una parte li rallegra perché non dovranno più restare seduti per ore costretti dietro i banchi, ma dall'altra non ferma la loro fantasia. E così matite e fogli alla mano hanno cercato di spiegarci qual è la formula magica per contrastare il virus «cattivo». Ecco i loro disegni. 

Per Gaia, 12 anni, basta rispettare le norme e prestare un po' più di attenzione all'igiene personale: «Non è mica una cosa difficile. E soprattutto non dobbiamo preoccuparci perché il Governo sta provando ad affrontare il problema, sono ottimista - racconta - fra pochi mesi tutto si risolverà». Noi adulti speriamo che la soluzione arrivi prima di «pochi mesi»
Gabriel e David di 13 anni commentano invece: «Avevamo un po’ di paura di andare a scuola, ma anche grazie alle spiegazioni dei nostri genitori e dei professori, abbiamo capito che è necessario seguire quanto ci dicono i dottori. Adesso è inutile negarlo: siamo contenti di non dover andare a scuola, così possiamo giocare e dormire un po’ di più, ma ci preoccupa se dobbiamo restare troppo tempo a casa. Ci mancano i compagni. Per ora ci dedichiamo alla lettura, i nostri genitori ci hanno comprato dei libri e dalla scuola ci mandano i compiti da fare a distanza».

Tutti d'accordo quindi sul rispetto delle leggi ma qualcuno sottolinea che la vera difficoltà sta nell'arginare la diffusione: «Mi preoccupa perché è un virus che può contagiare chiunque - spiega Simona 16 anni - secondo me le misure adottate non sono sufficienti, poiché le persone possono continuare a muoversi in libertà. Onestamente ho reagito male alla notizia della chiusura delle scuole: non si può fermare il mondo così, costringendoci a limitare i contatti con i nostri amici».
Francesca e Ambra sono dello stesso avviso: «Per proteggere i nostri cari e chi è già affetto da gravi patologie, ci stanno privando di molte libertà, forse hanno un po' esagerato».

La positività tra di loro è quasi «virale»: arcobaleni, alberi della vita e bambini che se prima erano tristi, perché colpiti dal «nemico», poco dopo ritrovano il sorriso guariti grazie al vaccino, che prima o poi verrà trovato. Giovanni, di 8 anni, ne è convinto: «Sarà la scienza a tutelarci, per questo ho disegnato una mascherina gigante che protegge tutti i bimbi».
«Il Coronavirus non è come i soliti mostri - spiega Pierpaolo di 7 anni - è vero, è invisibile e attacca all’improvviso, ma se c’è una cosa che ho capito è che questo «fantasma» non può cambiarmi. Il trucco è essere gentili, anche con lui». Greta e Matilde sorelline di 10 e 5 anni lanciano quindi un appello: «Non vi preoccupate adulti, vinceremo noi contro il Coronavirus».

Un messaggio di speranza, condito con un pizzico di ingenuità e dolcezza, che fa tanto bene al cuore e all'anima in un momento «particolare» vissuto con apprensione da tutta l'Italia e il mondo.

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