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Lecce, due rare tele per la prima volta esposte al pubblico al museo Diocesano

Lecce, due rare tele per la prima volta esposte al pubblico al museo Diocesano

Lecce, due rare tele per la prima volta esposte al pubblico al museo Diocesano

 
Redazione online

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Si tratta di due tele di notevoli dimensioni: La predica di San Giovanni Battista (176 x250 cm) e Santa Filomena (120x80 cm)

Venerdì 10 Maggio 2024, 19:24

LECCE - Dall'11 al 19 maggio si svolgono anche nella diocesi di Lecce - a cura degli Uffici per i beni culturali ecclesiastici e per l’edilizia di culto - le Giornate di valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico 2024.

Le Giornate sono promosse in Italia dall'Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto della Conferenza episcopale italiana insieme a Amei - Associazione dei musei ecclesiastici italiani, Aae - Associazione degli archivisti ecclesiastici e Abei - Associazione dei bibliotecari ecclesiastici italiani.

In occasione di queste Giornate, ritornano nel Museo diocesano, arricchendone ulteriormente la collezione, due importanti opere. Si tratta di due tele di notevoli dimensioni: La predica di San Giovanni Battista (176 x250 cm) e Santa Filomena (120x80 cm), prima d’ora, entrambe le tele non erano state mai esposte al pubblico.

La prima tela raffigura La predica di San Giovanni Battista ed è un’opera proveniente dalla chiesa del Gesù o del Buon Consiglio di Lecce. Prima del restauro, la tela versava in pessime condizioni ed era in stato di abbandono in un angusto corridoio. L’opera è stata realizzata dal pittore mesagnese Luca Paciolla nel 1685, ed è un’opera di alta qualità artistica. Attualmente la tela è esposta nel museo, ma non nella sua collocazione definitiva. La posizione provvisoria consente di apprezzare il lungo lavoro di restauro che è stato eseguito.

La seconda tela rappresenta una Santa Filomena, di autore anonimo, realizzata tra la fine XVIII secolo e gli inizi del XIX secolo. L’opera raffigura la santa in una composizione pittorica di espressione popolare: la santa, semisdraiata, regge in mano i suoi attributi (un mazzo di gigli ed una freccia), mentre viene incoronata da un angelo con una corona di fiori.

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