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In Puglia e Basilicata

LA CRISI DELLA LETTURA

Trani, «La biblioteca di Babele» non c’è più

Il rammarico della proprietaria-libraia Rosangela Cito: «Ormai soli, meglio lasciare». Un chiusura che si aggiunge ai due cinema «sbarrati» in città

20 Luglio 2022

Nico Aurora

TRANI - «Si vendono sempre meno libri, ma il punto non è questo: ci siamo sentiti lasciati soli». E così Rosangela Cito, la libraia de «La biblioteca di Babele», annuncia ufficialmente la chiusura dell’attività dopo dieci anni intensi e ricchi di soddisfazioni e speranze, entrambe affieviolitesi con il passare degli anni. La libreria aprì il 4 febbraio 2012, sull’onda emotiva dell’inaugurazione, avvenuta solo due mesi prima, di una rinnovata piazza Longobardi. Fu presentata all’epoca come nuovo salotto della città grazie all’abbattimento delle pensiline del mercato del pesce, all’inserimento delle tavole degli Statuti marittimi, alla previsione che da lì a poco si sarebbe riaperto il Fondaco dei Longobardi per consentire l’agevole passaggio dalla piazza al porto, e viceversa.

La biblioteca intravide la possibilità di radicare in quel luogo la cultura. Ed effettivamente lo fece con brillantezza, anche e soprattutto con tante manifestazioni che si sono susseguite nel corso degli anni.
Con il passare del tempo, però, la piazza ha perso colpi: sono scomparse le tavole; il fondaco non è stato più riaperto; lo stabile che lo sormonta ha una stabilità compromessa; gli alberi si sono sostanzialmente rinsecchiti; nessun altro luogo di cultura si è aperto. Al contrario, sono spuntati i soliti locali della movida e le auto hanno sempre circolato nella piazza anche durante le presentazioni dei libri.

Per la libreria biblioteca è così nato un percorso ad ostacoli fra le scelte di tanti di comprare i libri sulle piattaforme on-line e quelle di altri di girare alla larga da un luogo che pure avrebbe dovuto rappresentare un presidio di cultura nel pieno centro storico della città. Si è così andati avanti a fiammate, grazie agli incontri con gli autori ed altre manifestazioni di promozione di singoli libri. Vi è stata anche una interconnessione con i Dialoghi di Trani ma, sostanzialmente, la libreria è rimasta isolata fisicamente e simbolicamente da una città ancora una volta troppo poco attenta alla cultura.
Prima della libreria di piazza Longobardi aveva già chiuso la Maria del Porto, diventata un ristorante. In molti si batterono il petto versando lacrime di coccodrillo, ma già in tempi non sospetti Rosanna Gaeta aveva lanciato l’allarme. Lei, però, con i Dialoghi di Trani e l’associazione a Maria del Porto è rimasta quanto meno sulla breccia. Rosangela Cito, invece, tornerà a fare l’insegnante a tempo pieno senza più profondere le energie del tempo libero in una scommessa nella quale, con il passare del tempo, è sembrato credere soltanto lei. «Tanto è vero - racconta -, che ho provato disperatamente a coinvolgere altri nel progetto e chiedere se qualcuno volesse rilevare l’attività, ma nulla. Mi sono ritrovata con un pugno di mosche e ho dovuto malinconicamente prendere atto del fatto che è arrivato il momento di lasciare, considerando però che ogni fine è anche un nuovo inizio». E pensare che fra le persone realmente dispiaciute c’è proprio il proprietario del locale, che avrebbe voluto che la libreria continuasse ad occuparlo e adesso si sta ponendo il problema di cosa fare dopo, magari mostrando un rigurgito di orgoglio morale tale da evitare che quelle mura non diventino un nuovo locale della ristorazione.

Intanto restano ancora aperte le librerie Luna di sabbia, in via Mario Pagano, Mondadori, in via Aldo Moro, Miranfù (per ragazzi), in via Pisa, e Amabile (religiosa), in via Cavour. Va ricordato che Trani ha anche due cinema chiusi (Supercinema e Impero) ed un circolo del cinema, il Dino Risi, che continua ostinatamente la sua missione pur facendo fatica a trovare soci e pubblico niente. Niente di sorprendente, purtroppo, in una città sempre più votata a cibo, bevande, musica e divertimento.

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