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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Politecnico

#seideinostri
Moto e auto d'epoca
per nuove matricole

Duemila studenti hanno affollato stamattina l’atrio coperto del campus universitario “Ernesto Quagliariello” per #seideinostri, la festa della matricola del Politecnico di Bari. I nuovi iscritti ai corsi di laurea di Ingegneria e Architettura sono stati accolti dal rettore, Eugenio Di Sciascio, che ha presentato l’ateneo, le sue caratteristiche e le prospettive al termine degli studi. «Nessuno pensi che si vada via di qui soltanto con le valigie in mano. In un mondo liquido, in continuo cambiamento, - ha aggiunto il rettore - noi vi diamo gli strumenti per essere protagonisti qui e in qualunque altro luogo, puntando tutto su quella che sarà la vostra professionalità. In cambio – ha detto ancora Di Sciascio – vi chiediamo molta dedizione e senso di appartenenza, per condividere il bene comune che questo Politecnico rappresenta».

Dalle classifiche di qualità della ricerca alla collocazione nel mondo del lavoro, attraverso un processo di ammodernamento della struttura amministrativa, dei servizi e delle strutture («Vedrete questi luoghi cambiare – ha detto il rettore – e dovrete “sopportare” la presenza di alcuni cantieri). Soprattutto, è stato confermato il modello di collaborazione, sempre più spinta, con le imprese, in particolare attraverso i laboratori misti, pubblico-privati. Presente il presidente di Confindustria Bari e Bat, Domenico De Bartolomeo. Per il Comune, è intervenuta l’assessore all’Università, Paola Romano. «Quella che vi presento – ha sottolineato il rettore rivolgendosi ai ragazzi – è un’università in piena trasformazione, dove non si sfornano laureati ma professionisti, in grado di trovare subito lavoro. Un’università nel Sud – ha concluso Di Sciascio – attiva, autorevole e affidabile, estranea agli stereotipi di un meridione sempre bisognoso di aiuto».

Al termine del saluto alle matricole, la consegna dei sigilli del Politecnico al professor Marcello Abbrescia, figlio di Giuseppe, primo laureato della Facoltà di Ingegneria, alla prima laureata donna, Cinzia De Monte, al primo laureato di Architettura, Vito Cascione e al nipote del padre fondatore Edoardo Orabona, il giovane Edoardo Malpica Orabona. Tra stand informativi, esposizioni di auto e moto d’epoca, esibizioni live in abiti anni Quaranta e Cinquanta, le matricole hanno rivissuto gli anni della fondazione (la facoltà di Ingegneria fu istituita nel 1946/47). Grande attrazione è stato, in particolare, il T-6 Texan, l’aereo-scuola della seconda guerra mondiale, ritornato al Politecnico dopo 12 anni di assenza e al termine di un restauro da parte dei tecnici del 36esimo stormo dell’Aeronautica. A tutti gli studenti, sono stati distribuiti gadget e, soprattutto, informazioni da parte del personale del Politecnico e delle associazioni studentesche, per aiutarli ad orientarsi nella vita universitaria e cittadina.

(foto Luca Turi)

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