UNA MELA AL GIORNO
Aromi, attenzione anche se il loro odore nei cibi e nelle bevande inebria
Naturali o sintetici, pullulano specie nei cibi ultraprocessati che se ne servono mascherare sapori industriali sgradevoli e fidelizzare migliorandone anche odore e appetibilità
Gli aromi, naturali o sintetici, pullulano specie nei cibi ultraprocessati che se ne servono per “indorare la…pillola”, mascherare, cioè, sapori industriali sgradevoli e fidelizzare migliorandone anche odore e appetibilità, sommandosi a zuccheri, grassi, emulsionanti, coloranti e conservanti. Il tutto denota un basso valore nutrizionale. Meglio non fidarsi: per noodles, merendine, gelati confezionati, snack salati, infusi, salse pronte, yogurt aromatizzati, ecc. Proprio la copresenza di aromi che, di per sé, non sono nocivi, salvo causare, in consumatori predisposti, allergie, si rivela, spesso, spia di alimento meno salutare (Il Fatto Alimentare).
La rivista francese 60 Millions de Consommateurs (a cura dell'Istituto Nazionale dei Consumatori) definisce l’aroma «profumo di illusione»; presente, spesso, nei prodotti di consumo per compensare materie prime di bassa qualità o per ridurre i costi di produzione”. La Rivista denuncia che «l'uso della parola generica "aroma" nell'elenco degli ingredienti è fuorviante. Se non è specificato "aroma naturale", si tratta solitamente di un aroma di sintesi chimica (artificiale). Gli aromi sono presenti in oltre il 30% dei prodotti alimentari, inclusi yogurt, formaggi spalmabili, gelati e bibite. Allerta è posta per le Eaux Aromatisées (acque aromatizzate)… tè freddi e infusi spesso sono "concentrati di additivi", con un contenuto di frutta reale quasi nullo, sostituito da aromi sintetici... Attenzione per l'aroma di fumo (usato per salsicce, salmoni, ecc. per i quali, però, essi sembrerebbero, di sicuro, più sicuri dell’affumicatura, (ma, da poco, l’EFSA ha evidenziato sospetti rischi di genotossicità).
“L’industria è accusata di voler standardizzare i gusti dei consumatori, allontanandoli dai sapori naturali. I 60 milioni di consumatori-lettori sono avvertiti: “è l’olfatto che, nella cavità retronasale, percepisce le molecole aromatiche. Alle sensazioni gustative (dolce, salato, acido, amaro, umami) e olfattive, si aggiungono le informazioni sulla consistenza e la temperatura degli alimenti, trasportate dal nervo trigemino. Tutti questi aspetti sono considerati dalle aziende, che durante la formulazione dei prodotti cercano di raggiungere il cosiddetto bliss point, ovvero il perfetto bilanciamento tra zucchero, sale e grassi in modo da dare al cervello di chi li consuma il massimo appagamento… gli aromi rappresentano una percentuale minima degli ingredienti di un prodotto (variabile dallo 0,1% al 2%), e si aggiungono per ripristinare quelli persi durante i processi produttivi, allo scopo di mantenere l’aroma fino alla scadenza negli alimenti a lunga conservazione e compensare le fluttuazioni delle materie prime. In casi estremi sostituiscono completamente ingredienti che non ci sono.
Le aziende, però, si sono spinte addirittura oltre, creando aromi inesistenti in natura, come ad esempio quello di granatina (melograno, agrumi e frutti di bosco). Esistono diverse tipologie di aromi, alcune naturali e altre sintesi”. 60 Milioni di Consommateurs consiglia di prediligere i prodotti con il minor numero dichiarato di ingredienti e di evitare quelli che indicano semplicemente «aroma» o «aroma artificiale».
À bon entendeur, ciao: assurez-vous de vérifier l'«étiquette» (espressione francese rivolta a coloro che sono in grado di comprenderlo) e può rappresentare un saggio consiglio, un avvertimento ad agire di conseguenza dopo aver compreso il significato di fondo. Nello specifico, esso invita il consumatore a controllare sempre l’etichetta presente sulle confezioni di alimenti prima di consumarli ed è rivolto a coloro che ne sono capaci e può rappresentare un saggio consiglio, un avvertimento che incoraggia ad agire di conseguenza dopo averne compreso il significato.