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Quel legame tra Bari e il lago di Como
Il gemellaggio fatto dal Comune di Bari ha voluto istituire un legame culturale fra via Manzoni e il lago di Como, creando una nuova ulteriore inutile pista ciclabile
Buongiorno! 23 febbraio, lunedì per chi non avesse cognizione del tempo. A proposito di tempo per alcuni il tempo è tempo perso.
Il tempo passa, i figli crescono, le mamme invecchiano, eccetera, eccetera.
Le banalità incombono sempre di più. Solo i ricordi, solo quelli, alcune volte, ci salvano. Forse qualcuno non lo sa ma oggi è San Renzo. San Renzo De Lucia.
«Questo matrimonio non s’ha da fare, né domani, né mai!»
Una frase rimasta nella mente di tutti. Alessandro Manzoni fu uno dei primi a scrivere una fiction e come location scelse il lago di Como.
Noi oggi a Bari ci ritroviamo una strada a lui dedicata, via Manzoni appunto.
Via Manzoni ci rappresenta con tutti quei negozietti come Santamato, Lisco biancheria intima, Cippone e le sue storiche scarpe e tanti altri negozi che hanno vestito i baresi. Per noi baresi è un prestigio avere una strada dedicata ad Alessandro Manzoni.
Il gemellaggio fatto dal Comune di Bari ha voluto così istituire un legame culturale fra via Manzoni e il lago di Como, creando una nuova ulteriore inutile pista ciclabile.
Ci fu un ramo sul lago di Como che caratterizzò totalmente il romanzo. Si sa che da cosa nasce cosa e il Manzoni, autore di una tra le storie più belle della storia, si trovava sulla riva del lago e mentre si sistemava per scrivere, scivolò facendo andare un braccio nel lago.
La riflessione immediata che fece fu la seguente: che differenza ci sarà tra un braccio nel lago e l’ago nel braccio? Capita l’antifona?
Comunque i tempi cambiano, una cosa è certa ed è che di Alessandro Manzoni non ce ne sono più, ma non possiamo non ricordare che grazie a personaggi come lui oggi come oggi abbiamo personaggi come Gianrico Carofiglio, Alessandro Piva e tanti altri di cui non voglio fare il nome, sennò diventa pubblicità.
Naturalmente, non vorrei fare confusione fra autori e registi, perché gli equivoci si sa possono confondere, bastando a volte cambiare una sola vocale, per ribaltare il senso di tutto.
Prendete la parola razzo e cambiate la vocale e avrete: rizzo, rozzo, o ancora pazzo, pezzo, pizzo, pozzo, puzzo… e basta così!
Come vedete, la confusione è tanta.
Poi ci sono i bugiardi. Per quelli conviene credere sempre più al contrario di quello che dicono che a ciò che effettivamente dicono. Naturalmente, non mi sto riferendo a qualcuno in particolare, anche perché se mi riferissi a qualcuno non basterebbe più né tutta la Gazzetta, né la Repubblica, con appresso il Corriere della Sera, Paese sera eccetera, eccetera. Non voglio suggerire niente a nessuno; non voglio dare consigli a nessuno; anzi no, un consiglio lo do ed è di non seguire mai i consigli che vi daranno. Lasciate spazio alla decisione del vostro cervello e se qualcuno vi chiede che cos’è il cervello? Voi rispondete così: «lasciami perdere ho altro per la testa!».
Detto questo potrete essere certi che sarà un modo come un altro per mettersi, come disse l’avvocato Perry Mason, a parte civile. Buon fine febbraio.