Ciarderie
Con il naso per aria a riveder le stelle
Mi è stato detto che il desiderio non bisogna dirlo però io sono anarchico e lo dico lo stesso
Buongiorno! Eccoci ancora. Nonostante me, è un prestigio continuare a scrivere sulla «Gazzetta del Mezzogiorno». «Nonostante me» è bellissimo. È un’espressione che serve per mettersi a parte civile, come potrebbe dire l’avvocato civilista. Capita l’antifona?
Le antifone sono una meraviglia. Attraverso loro si possono dire tante cose che, oddio, non sono per tutti. Possono far nascere anche equivoci sulle parole e comunque ci vuole un certo spirito per capirle.
Una volta venne a casa un imbianchino per imbiancarmi la volta del soggiorno.
Per finire la volta, la fece otto volte. Io gli chiesi: «Senti ma che stai facendo?»
«La volta», mi rispose.
«Sì, ma l’hai fatta otto volte, io ti avevo chiesto una volta».
«Sì, ma io l’ho fatta una alla volta, sa com’è? Alle volte non si sa mai».
«Anche l’altra volta hai fatto come dicevi tu. E quante volte te lo devo dire? Questa è l’ultima volta che mi fai la volta, lo dico una volta per tutte e adesso ti volti e te ne vai».
Questa storia mi fa venire in mente quando a Michelangelo chiesero di dare una seconda mano alla Cappella Sistina.
Ecco, questo è un esempio di equivoco.
Quando si incontrano elementi del genere bisogna essere santi per sopportarli.
Essere santi non vuol dire essere stati consacrati per davvero, però è un modo per dire di essere comprensivi.
I Santi sono un’altra cosa. Ogni Santo è legato ad una sua caratteristica. Santo non è Enzo, Gianni o Riccardo, ma è Santo Spirito, San Nicandro, San Dramilo, San Teramo, San ghellatte, San acqua, San Dokan, San Benedetto del Tronto, Santa Maria di Leuca, San gria, San Severo, San accise, San imbriacate, San fissate, San montate, San frecate e tanti altri che non dico per non fare pubblicità.
L’altro giorno, 10 agosto, a proposito di Santi, è stato San Lorenzo.
A lui è legato un avvenimento simpatico, quello delle stelle cadenti.
Ma è sicuro che le stelle cadono tutte e soltanto il 10 agosto? E come mai nessuno ne ha avuto mai nemmeno una in testa? E come mai si vedono soltanto il 10 agosto?
Beh, io personalmente ho visto le stelle, non una, ma almeno cinque o sei, quando urtai le dita del piede scalzo contro il divano del soggiorno di mia madre.
Lì vidi le stelle davvero!
Comunque, che si sappia: le stelle cadenti si vedono meglio d’estate, perché la posizione della terra e più propizia, però, si possono vedere anche in altri periodi dell’anno, se si è fortunati e il cielo è limpido.
Comunque sia, quando cade una stella è d’uso comune che si possa esprimere un desiderio. Le stelle possono anche nascere, tanto che si dice «è nata una stella!», però questa stella che nasce non sa che può cadere da un momento all’altro.
Io personalmente, sto sempre con il naso per aria ad aspettare di vedere una stella cadente. A dir la verità ne ho viste tante cadere nel nulla… (poi ti dico).
Però è bello pensare ad un desiderio. Per esempio, mi piacerebbe vedere a Bari qualche pista ciclabile in più. Oppure, la pace nel mondo? Oppure, vedere riapparire le penne stilografiche. Sentire il profumo della camomilla o della rucola.
Ritornare ad avere Bari come città unica e non «due».
Oddio, mi è stato detto che il desiderio non bisogna dirlo, perché sennò, non si avvera, però io sono anarchico e lo dico lo stesso.
Ormai, siamo al buio completo.
E così, mi viene da pensare che all’improvviso da questo buio completo mi appaia Gesù, il quale venendomi incontro mi dice: «Ehi, a te… stai ancora ad aspettare? Sei rimasto come la Zita di Ceglie».
So che si metterebbe a ridere e se ne andrebbe.
Per fortuna le stelle cadenti sono soltanto frammenti che sfiorano l’atmosfera e poi schizzano via come i sogni.
E questo mi da la possibilità di chiudere questa scemenza che ho scritto con una frase che ripeto costantemente di Albert Einstein: «La vita è un sogno e poi ci sveglieremo»… (poi ti dico!).