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Il caso

Monopoli, bimbo sta male per strada a Ferragosto. Ecco la telefonata al 118: mai chiamata l'ambulanza. I vigili: «Ve lo portiamo noi»

Monopoli, bimbo sta male per strada a Ferragosto. Ecco la telefonata al 118: mai chiamata l'ambulanza. I vigili: «Ve lo portiamo noi»

Di seguito le registrazioni delle telefonate in esclusiva che spiegano meglio la vicenda. La Asl: «Fare così è pericoloso»

18 Agosto 2022

Massimiliano Scagliarini

BARI - Non c’è mai stata alcuna richiesta di intervento di una ambulanza del 118 per il bambino di 10 anni colto da una lieve crisi respiratoria, a Ferragosto, nella piazza centrale di Monopoli. A smontare il caso, che ha fatto il giro d’Italia tanto da diventare oggetto di polemica politica (Salvini ne ha fatto oggetto di un post su Facebook) sono le registrazioni delle telefonate arrivate alla centrale operativa del servizio di emergenza: la Polizia locale di Monopoli ha infatti deciso in autonomia di portare il piccolo turista in ospedale, chiedendo agli operatori solo di «allertare il Pronto soccorso». L’ambulanza, dunque, non era in ritardo: non è arrivata semplicemente perché non era stata chiamata.

Alle 15,37 del 15 agosto il comando della Polizia locale di Monopoli chiama la centrale del 118. «Stiamo provvedendo noi. C’abbiamo un bambino che ha una crisi respiratoria». «Sì è meglio così lo portiamo direttamente al Pronto soccorso con la sirena, io c’ho il 118 in linea». Poi riprende a parlare con il 118 e spiega: «C’è un bambino in piazza Vittorio Emanuele di Monopoli che c’ha una crisi respiratoria un soggetto allergico e siccome non avete delle ambulanze sul posto… ». L’operatore del 118 prova a informarsi sulle condizioni di salute del bambino, accerta che si tratta di un soggetto asmatico, ma dalla centrale della Polizia locale ne sanno poco: «Non sto sul posto la pattuglia mi ha detto che sta avendo dei grossi problemi respiratori». E dunque la richiesta: «Se voi allertate il pronto soccorso di Monopoli stiamo arrivando noi con la macchina con la sirena». «Adesso allerto io. Quindi lo portate voi sì?», chiede l’operatore del 118 che alle 15,39 avverte il pronto soccorso e 51 secondi dopo ne dà riscontro alla Polizia locale. Il bambino (residente in provincia di Pavia, a Monopoli in vacanza con i genitori) verrà accettato al Pronto soccorso in «codice azzurro» (nessuna emergenza) con condizioni di salute buone: è stato dimesso dopo alcuni controlli.

L’episodio è stato ricostruito su Facebook dal direttore sanitario della Asl di Bari, Danny Sivo, in un lungo post intitolato «Sparare sulla croce rossa». «Abbiamo ascoltato le registrazioni della centrale operativa da cui è emerso che quando il 118 è stato chiamato è stato solo chiesto di allertare l'ospedale poiché la pattuglia sul posto procedeva ad accompagnare direttamente il piccolo che, lo dico chiaramente, è arrivato e classificato come "codice azzurro" e quindi senza alcun pericolo di vita. Nessun ritardo dell'ambulanza poiché nessuna procedura di emergenza è stata neppure attivata. Sostanzialmente un bambino in codice azzurro è stato accompagnato al Pronto Soccorso dai Vigili; tutto è bene quel che finisce bene? Non proprio. Ecco, il motivo per cui scrivo questo post è che l'analisi fatta su quanto accaduto e i titoli dei giornali rischiano di ingenerare un pericolosissimo effetto emulazione: il trasporto diretto di un soggetto bisognevole di cure direttamente in ospedale che non si fa mai. Il 118 non è un semplice mezzo di trasporto ma un sistema capace di indirizzare verso l'ospedale specifico il soggetto che ne ha bisogno o di dare indicazioni (es. come partorire) direttamente ai soggetti sul posto.
Si possono fare errori gravi muovendo un paziente e trasportandolo direttamente, bisogna sempre attendere l’ambulanza e seguire le istruzioni che ti dà la centrale operativa». Sivo conclude con una stoccata alla Polizia locale di Monopoli, che il 16 agosto in un comunicato ha accreditato la versione del mancato arrivo dell’ambulanza («La centrale operativa richiede l'intervento del 118 che però necessita di tempo per raggiungere la località indicata»): «Abbiamo immediatamente convocato alle ore 18 un incontro urgente in Ospedale - scrive Sivo - cui abbiamo formalmente invitato anche l'amministrazione locale ed i vigili urbani (che non si sono presentati poiché impegnati con la festa patronale e l'arrivo della nave dall'Ucraina); tutti presenti, invece i sanitari per capire come sono andate le cose per prevenire per il futuro».

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