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Lunedì 19 Febbraio 2018 | 13:13

una vera invasione

E per Barletta
passeggiano i cinghiali

Tra corse sul lungomare e disagi ferroviari. Troia: «Non debellabili completamente»

cinghiali a barletta

di GIUSEPPE DIMICCOLI

BARLETTA - Se per i cinesi il 2018 è l’anno del cane per gli abitanti della provincia di Barletta - Andria - Trani (ma non solo per loro) il 2018 è l’anno del cinghiale. Anzi dei cinghiali. Del resto chi li ha visti, qualche giorno fa, scorrazzare sul lungomare «Pietro Mennea» di Barletta giura che la loro velocità era pari a quella di «Pietro lo Zar».

Chi, invece l’altro ieri, ha subito gravi disagi sulla linea ferroviaria fra Trinitapoli e Barletta giura che «un tonfo così pazzesco» non lo aveva mai sentito. Insomma una presenza tanto ingombrante quanto pericolosa che pone un problema di non poco conto come è appunto quello della presenza dei cinghiali nelle città e lungo le strade ad alta presenza di traffico automobilistico. L’incidente ferroviario è avvenuto intorno alle 19.45, nella zona nord di Barletta, e ha determinato la sospensione del traffico ferroviario fino alle 22.10. Poi la rimozione della carcassa.

Nei giorni scorsi a Barletta, a seguito della presenza dei cinghiali, il sindaco Pasquale Cascella e il comandante della Polizia Locale Savino Filannino hanno inviato una nota al prefetto Maria Antonietta Cerniglia, al Comandante regionale Carabinieri Forestali, Valeria Flore, all’Ufficio Veterinario della Asl Bt chiedendo «che possano essere disposte e messe in atto tutte le misure finalizzate a prevenire e contrastare ogni pericolo a tutela della pubblica incolumità, manifestando la piena disponibilità a ogni forma di collaborazione». Al momento, però, non si conoscono i provvedimenti messi in campo.

Non ha dubbi Cesare Troia - vice presidente del Parco dell’Alta Murgia - certo che: «Serve una azione di carattere nazionale per la quale il Ministero competente deve offrire indicazioni precise non tralasciando la costituzione di un tavolo, così come ho proposto in sede regionale, di coordinamento costante per controllare la popolazione dei cinghiali avendo la consapevolezza che non è possibile debellare la problematica completamente».

E poi: «Noi proseguiamo nella nostra azione di prelevamento dei cinghiali nel Parco e preannuncio che nel bilancio del 2018 è prevista una somma che va in aiuto agli agricoltori al fine di creare reti elettrificate per evitare danni alle culture di pregio. La legge 394, sulle aree protette, obbliga il Parco a risarcire quando ci sono danni pertanto noi siamo parte lesa».

La conclusione: «I cinghiali furono introdotti senza una valutazione di incidenza ambientale dalle aziende venatorie e oggi ci troviamo in una condizione molto particolare e pericolosa. È opportuno che la Regione intervenga con una azione di selecontrollo. Una caccia mirata al capo particolare non dimenticando che purtroppo non esiste un centro di macellazione dei selvatici strumento utile di non poco conto. Noi ci stiamo attrezzando anche per un macello mobile. Quando siamo stati ascoltati in Regione abbiamo fornito tutti dati della problematica». [twitter@peppedimiccoli]

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