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A Massafra un «inferno simulato» per il 27° corso di medicina di combattimento

Ottavio Cristofaro

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Blindati colpiti, fumo e feriti: la Marina Italiana forma il personale sanitario alle emergenze in zone di conflitto con il Tactical Combat Casualty Care

Un blindato viene colpito e la scena si trasforma rapidamente in un inferno di fumo e feriti. Non è un bollettino di guerra, ma l'iper-realistico scenario simulato presso la Caserma Ciaravolo di Massafra, dove si è conclusa la 27ª edizione del corso di medicina di combattimento. Organizzato fin dal 1998, questo percorso formativo rappresenta il primo corso in Italia dedicato al "Combat Casualty Care". L'obiettivo è l'applicazione dei protocolli Tactical Combat Casualty Care (TCCC): un insieme di procedure salvavita fornite direttamente sotto il fuoco o in zone di conflitto, necessarie per stabilizzare i feriti prima del trasporto verso un Posto Medico Avanzato (PMA) o ospedali da campo.

Sotto il coordinamento dello staff sanitario del Comando in Capo della Squadra Navale (CINCNAV) e con il supporto della Brigata Marina San Marco, i partecipanti hanno messo in pratica i protocolli del Tactical Combat Casualty Care (TCCC). Queste procedure sono fondamentali per fornire cure immediate ai feriti prima del loro trasferimento verso un Posto Medico Avanzato (PMA) o verso ospedali da campo strutturati. La mattinata, aperta dai saluti dell'ammiraglio Comandante della Brigata Marina San Marco e dalle presentazioni tecniche del contrammiraglio Fabio Germano e del capitano di fregata Emilio Giannarzia, è proseguita con la visione diretta delle attività pratiche. Gli osservatori hanno potuto assistere a complesse operazioni di triage, trattamento e prima evacuazione in zona di conflitto, seguite dalla fase di stabilizzazione clinica presso il Posto Medico Avanzato, a conferma dell'alto livello di preparazione raggiunto dal personale sanitario della Forza Armata.

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