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Simbolo della Francia

Jean-Louis Trintignant, morto uno dei mostri sacri del cinema

Aveva 91 anni. Pellicole indimenticabili da «Il sorpasso» ad «Amour».

17 Giugno 2022

Ansa (Giorgio Gosetti)

E' stato un simbolo della Francia, del suo teatro e del suo cinema Jean-Louis Trintignant, morto oggi a 91 anni. Nato nel piccolissimo comune francese di Piolenc in Provenza l'11 dicembre 1930, ha avuto una carriera lunga oltre 70 anni, un vero mostro sacro, la cui vita privata è stata segnata da molti drammi, primo fra tutti quello della morte violenta della figlia Marie uccisa dal compagno Bertrand Cantat nel 2003. Indimenticabile protagonista con Vittorio Gassman del film «Il sorpasso» del regista Dino Risi.

Jean-Louis Trintignant

Si era ufficialmente ritirato dalle scene nel 2018, annunciando quasi con nonchalance di dover combattere contro un tumore che gli succhiava le forze. «Nei primi giorni ho deciso di combattere - ha raccontato - ma poi sono diventato un pò pigro, mi faccio accudire e aspetto. Non mi sento più sicuro, ho sempre bisogno di qualcuno che mi sorregga e soprattutto mi sento vecchio e inutile». Invece nel 2019 aveva ceduto al richiamo del vecchio amico Claude Lelouch per tornare a fare coppia con Anouk Aimè e per l’atteso ritorno dei personaggi di «Un uomo e una donna» che nel 1966 furono premiati con la Palma d’oro e diedero a Trintignant il successo mondiale. Il festival di Cannes ha applaudito «I Migliori anni della nostra vita», a metà fra finzione e confessione pubblica, ma c'era un pò di tristezza nascosta dal luccichio dei flash sul tappeto rosso. L'inimitabile pilota romantico Jean-Louis di «Un uomo e una donna» nasce a Piolenc.

Suo padre è un piccolo industriale, figlio e nipote di una famiglia di piloti da corsa che non fa mistero delle sue simpatie socialiste: milita nella Resistenza e poi sarà sindaco del paese. La madre è una robusta signora della piccola borghesia, andata sposa per un matrimonio combinato, protagonista di una storia d’amore con un soldato tedesco che segnerà i rapporti col marito e la prima infanzia del figlio che assiste ai litigi dei genitori e viene spesso costretto a vestirsi da donna per accondiscendere al desiderio della madre che voleva una figlia dopo il primogenito. La signora Trintignant - così la raccontava Jean-Louis - è passionale e romantica, ama la tragedia, adora Racine e lo incoraggia a recitare fin da ragazzo nell’allestimento locale de «L'Arlesienne».

Studente di legge, Trintignant sale a Parigi e trova i primi ruoli in teatro, ma nel 1955 fa le sue prime prove nel cinema: tre film in un anno tra cui «E Dio creò la donna» con Brigitte Bardot diretta da Roger Vadim. Il successo del film si riflette anche su di lui, Vadim lo richiama per «Le relazioni pericolose», i produttori lo usano come merce di scambio per le frequenti coproduzioni con l’Italia. Sbarca quindi a Cinecittà per «Estate violenta» di Valerio Zurlini (1959), il mitologico «Antinea» e infine, quasi per caso, lo sceglie Dino Risi per far coppia con Vittorio Gassmann ne «Il sorpasso» (1962).

Jean-Louis Trintignant

In carriera Trintignant ha interpretato oltre 120 ruoli, ha recitato con i più grandi (da Cavalier a Costa Gavras, da Bertolucci a Scola, da Robbe-Grillet a Chabrol, Da Rohmer a Deray, da Truffaut a Kieslowski), fino a Michael Haneke che lo ha riportato su un set dopo anni di silenzio in seguito alla morte dell’adorata figlia Marie. In teatro ha recitato tragedia e commedia, declamato Prè vert almeno 2000 volte, superato tutti gli interpreti della sua generazione ed è rimasto nel cuore degli spettatori per film memorabili. Oltre «Il sorpasso» e «Un uomo e una donna» non si possono dimenticare almeno: «Z - l’orgia del potere», «Metti una sera a cena», «La mia notte con Maud», «Il conformista», «La donna della domenica», «Il deserto dei tartari», «La terrazza», «Finalmente domenica», «Film rosso» fino al dittico finale «Amour» e «Happy end», confermando a più riprese un amore reciproco con il cinema italiano. Ma la costante è quel tratto sommesso, malinconico e gentile che sono la sua cifra più ricorrente. Costa Gavras gli mise addirittura un paio di occhiali scuri in «Z» per accentuare il tratto felicemente ordinario della sua presenza. E alla fine si pentì perché in fin troppe scene Trintignant sembrava sparire dallo schermo, intimidito tra la folla. Ma è proprio questo ad attrarre l’attore: un modo di essere che non appare, che non si fa notare e per questo lo fa diventare intimo con lo spettatore.

E vinse il premio a Cannes. Trintignant non amava il glamour, i premi, il gossip e anche per questo si è sempre riconosciuto in registi come Lelouch (che attira su di sè l’attenzione) o la sua prima moglie, Nadine, che era la sua prima complice. Per questo amava più di tutto il teatro (video Youtube).

Trintignant: Macron, un formidabile talento artistico

Il presidente francese, Emmanuel Macron, rende omaggio a Jean-Louis Trintignant, «un formidabile talento artistico» che ha «accompagnato le nostre vite attraverso il cinema francese». «E' una pagina che si volta», ha aggiunto il presidente, intervistato a margine del Salone VivaTech di Parigi, dopo l'annuncio della morte di Trintignant. Tra l’altro, Macron ha ricordato la «dolce voce» dell’attore dai 120 film, scomparso nella sua residenza del Gard.

Masset ricorda Trintignant con Gassman ne «Il Sorpasso»

«Addio a Jean-Louis Trintignant, gigante del cinema francese. Attore immenso, ha interpretato le nostre società in una carriera lunga quasi 70 anni. Lo ricordiamo con una delle foto più iconiche del cinema italiano insieme a Vittorio Gassman nel film "Il Sorpasso" di Dino Risi».

Lo scrive in un tweet l’ambasciatore di Francia in Italia, Christian Masset, allegando il celebre scatto di Trintignant e Gassman mentre viaggiano sulla costa tirennica a bordo della Lancia Aurelia B24S Spider del 1955.

Trintignant: l'omaggio di Rai3 e Rai Movie

In ricordo del grande attore francese Jean-Louis Trintignant, scomparso oggi a 91 anni, la Rai cambia la programmazione della prima serata di Rai 3, proponendo alle 21.20 il film «Il Conformista», per la regia di Bernardo Bertolucci, con Jean-Louis Trintignant, Stefania Sandrelli, Dominique Sanda.

Alle porte della Seconda guerra mondiale, Marcello Clerici, spia della polizia politica fascista, si reca a Parigi in viaggio di nozze. La luna di miele è una copertura: all’insaputa della moglie Giulia, Marcello deve eliminare il suo ex professore ora dissidente politico antifascista. In un turbinio d’intreccio erotico e politico, il protagonista sente vacillare la sua fede nel regime e s'innamora della moglie del professore.

Anche su Rai Movie, alle 22.55, è stata programmata una pellicola che vede Jean-Louis Trintignant protagonista. È «La donna della domenica», per la regia di Luigi Comencini, con Jacqueline Bisset, Marcello Mastroianni. Italia, anni 70. Un commissario romano si ritrova nella Torino bene alle prese con una serie di delitti e con una misteriosa aristocratica. Dal super bestseller di Fruttero e Lucentini.

Parla il regista Mathieu Kassovitz

Ecco il ricordo di Jean-Louis Trintignant da parte del regista Mathieu Kassovitz, ospite ieri sera a Piazza San Cosimato, de Il Cinema in Piazza. 

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