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Crisi di governo, Conte incassa la fiducia in Senato. La votazione: 156 sì, 140 no, 16 astenuti. Var sul pugliese Ciampolillo

A Palazzo Madama il giorno decisivo per il governo. Le comunicazioni del presidente del Consiglio: "È davvero molto complicato governare con chi ti accusa di immobilismo e di correre troppo, di non decidere e di decidere troppo"

Dopo aver incassato la fiducia alla Camera grazie al supporto dell’ex forzista Renata Polverini e sette ex M5s del Gruppo Misto, ottenendo 321 sì, 6 in più della maggioranza assoluta, anche al Senato il governo ottiene la fiducia con 156 voti favorevoli, ma è bagarre prima del risultato della votazione. A seguito dell'esame dei video delle telecamere dell'Aula di Palazzo Madama è stato verificato che il senatore pugliese ex M5S Ciampolillo e il senatore del Psi Nencini hanno annunciato il loro voto prima che la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, chiudesse la votazione. 

A controllo concluso, dopo l’ammissione al voto dei due senatori, su 313 presenti, i votanti erano 312: la fiducia è passata con 156 voti favorevoli, contrari 140, astenuti 16. 

"Se non ci sono i numeri il governo va a casa", aveva detto nel pomeriggio il presidente del Consiglio Giuseppe Conte proprio nel giorno più difficile per il suo esecutivo. I senatori di Italia viva si sono astenuti mentre, a sorpresa, due senatori di Forza Italia, Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin, hanno votato sì alla fiducia.

Matteo Renzi va all'attacco del premier nel suo intervento al Senato - "Signor presidente , se lei parla di crisi incomprensibile, le spiego le ragioni che hanno portato la nostra esperienza al termine - esordisce il leader Iv -. Non è il governo più bello del mondo: pensiamo ci sia bisogno di un governo più forte, non pensiamo possa bastare la narrazione del 'gli altri paesi ci copiano'. Non è stata aperta ancora una crisi istituzionale perché lei non si è dimesso". "Lei ha avuto paura di salire al Colle perché ha scelto un arrocco che spero sia utile per lei ma credo sia dannoso per le istituzioni", ha aggiunto l'ex presidente del Consiglio.  "La crisi istituzionale non è aperta ma l'Italia vive una crisi sanitaria ed economica", spiega Renzi sottolineando come l'Italia sia il Paese con il "più alto numero di morti di Covid in rapporto alla popolazione". "Sono mesi che chiediamo una svolta, non è vero che siamo stati irresponsabili, siamo stati fin troppo pazienti. Questo è un "kairos", un momento opportuna, ora o mai più si può fare una discussione", ha proseguito. "Ha cambiato la terza maggioranza in tre anni, ha governato con Matteo Salvini - ha aggiunto ancora Renzi -. Oggi so che è il punto di riferimento del progressismo e ne sono contento, ma ha firmato i decreti Salvini e quota 100. Ora si accinge alla terza maggioranza diversa ma ci risparmi di dire che l'agenda Biden è la sua agenda dopo aver detto che l'agenda di Trump era la sua sua agenda. Se va all'assemblea generale dell'Onu e rivendica il sovranismo, non può dirsi antisovranista, se va alla scuola di Siri e si dice populista, ora non può dirsi antipopulista. Non può cambiare le idee per mantenere la poltrona". "Quando si fa politica - ha detto ancora - si può anche rinunciare a una poltrona non a un'idea, mi auguro che metta al centro le idee e non lo scambio di poltrone perché il Paese non si merita un mercato indecoroso". 

È in corso l'assemblea dei senatori di Iv con Matteo Renzi, per decidere la linea finale sul voto di fiducia sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte. Sui banchi ad ascoltarlo gli ormai ex alleati Matteo Salvini e Matteo Renzi, e dopo aver rivendicato quanto fatto dal governo e sottolineato la necessità di coesione nella "sfida epocale" della pandemia il premier, che ha sostanzialmente ricalcato l'intervento di ieri alla Camera, è andato all'attacco ma ha anche fatto un nuovo appello ai 'volenterosi' anche contro il rischio che alcune istanze "rischino di restare ai margini o peggio di sfociare in rissa o scontro violento". Ribadisce la propria astensione Iv con la ex ministra Teresa Bellanova. Secondo i conti dell'ultima ora la maggioranza sarebbe a quota 156. "I voti - dice Saverio De Bonis del Gruppo Misto a un giorno da Pecora - che si avranno oggi sono tra 156, 157, c'è ancora qualcuno esitante nel Misto come i senatori Martelli, Drago e Ciampolillo".

La replica del premier Conte - “E’ molto complicato governare con chi dissemina mine”. Giuseppe Conte si presenta a Palazzo Madama per chiedere la fiducia e ribadisce la chiusura a Italia viva. È il secondo round, quello decisivo, di questa crisi di governo aperta proprio da Matteo Renzi. Come già fatto a Montecitorio, anche a Palazzo Madama Conte si è appellato ai “volenterosi” che vorranno sostenere l’esecutivo. Dopo le comunicazioni del capo del governo è cominciata la discussione generale con l’intervento di Renzi. Se nel suo discorso Conte non aveva citato Italia viva, al contrario, l’ex premier ha attaccato a testa bassa il suo successore: “Lei – ha detto -ha avuto paura di salire al Colle perché ha scelto un arrocco che spero sia utile per lei ma credo sia dannoso per le istituzioni. Ha cambiato la terza maggioranza in tre anni, non può cambiare le idee per mantenere la poltrona”. Il dibattito durerà tutta la giornata: l’esito del voto di fiducia è atteso dopo le 20 e 30. Nell’Aula di Palazzo Madama, piena come nelle grandi occasioni, è arrivata anche la senatrice a vita Liliana Segre, accolta da applausi in piedi dei senatori della maggioranza. Al fianco del premier squadra quasi al completo con i ministri Alfonso Bonafede e Paola De Micheli. Presenti anche Luigi Di Maio, Francesco Boccia, Federico D’Incà, Lorenzo Guerini, Roberto Speranza, Sergio Costa, Vincenzo Spadafora e il sottosegretario Riccardo Fraccaro. Il premier Giuseppe Conte ha posto la questione di fiducia, nell’aula del Senato. L’ha fatto al termine del suo intervento di replica e con qualche secondo di ritardo. A 'richiamarlo' su questo è stata la presidente Elisabetta Casellati, che gli ha fatto notare la 'dimenticanza'. "Signor presidente doveva esprimersi sulla risoluzione», gli ha detto riferendosi alla mozione presentata dalle forze di maggioranza. A quel punto Conte ha recitato la formula di rito.

Bellanova: “Italia Viva si astiene” – “Abbiamo sempre chiesto una strategia sull’emergenza e sul dopo. Presidente, ci siamo dimessi come atto di responsabilità sperando che servisse a farla riflettere. La mediazione è un lavoro complicato e lei non è stato adeguato, incurante del rischio enorme a cui espone il Paese”. Al termine di un durissimo intervento contro il premier Conte, la senatrice di Italia Viva Teresa Bellanova – dimessasi una settimana fa dalla carica di ministra dell’Agricoltura – ha confermato che il partito di Renzi si asterrà nel voto di fiducia.

Salvini attacca i senatori a vita citando Grillo: scoppia la bagarre in Aula – “Ricordo ai senatori a vita che voteranno la fiducia insieme ai colleghi del M5S all’avvocato Conte cosa diceva il leader dei 5 stelle dei senatori a vita, e cioè i senatori a vita non muoiono o muoiono sempre troppo tardi. Che coraggio avete senatori a vita”, ha detto il leader della Lega Matteo Salvini citando una frase pronunciata da Beppe Grillo quando chiedeva il taglio dei senatori. In Aula anche Liliana Segre, arrivata a Palazzo Madama per votare la fiducia al Senato. Dalla maggioranza e dall’opposizione si sono alzate urla di protesta. “E’ una frase di Beppe Grillo,  invito i 5 stelle a chiedere scusa”, si è difeso Salvini. “Le magie del suo prode casalino arrivano ovunque ma non nella redazione del Wall Street Journal. Ricordo che stiamo discutendo di una crisi che è tutta in casa vostra, perché voi un anno e mezzo fa faceste nascere il governo della green economy e dell’Europa per scongiurare le destre e siamo punto e a capo. State litigando tra di voi anche sull’utilizzo dei fondi europei che sono per due terzi dei prestiti: non è cosa forza, è cosa di tutti”,  ha esordito Salvini  nel suo intervento in Senato. “Ci fosse un governo che ha tenuto sotto controllo la crisi avremmo detto siamo all’opposizione ma andate avanti. Invece è avvenuto tutto il contrario, e non votare la fiducia è un dovere nei confronti dei cittadini. Ricordo a chi conia neologismi che state cercando complici per non lasciare la poltrona, non costruttori. Se state facendo tutto bene, che problema c’è a chiedere il giudizio agli italiani su quello che state facendo?”, ha chiesto retoricamente Salvini. “Questo è un governo europeista o di incapaci? Un governo che senza muovere un dito permette che la Fiat diventi francese, è un governo di fessi. E poi lezioni di diritti umani da chi strizza l’occhio all’Iran e al Venezuela e da chi mette sullo stesso piano Stati Uniti e Cina noi non ne prendiamo”, ha detto ancora il leader della Lega. “Ritengo che sarebbe una follia azzerare quota 100 e aumentare l’età per andare in pensione. Vedo nervosismo, qui c’è gente che credeva di portare a casa la poltrona, ora siete un po’ meno contenti. L’avvocato Conte voleva immigrazione controllata e integrazione vera. Questa versione apre i porti fa regali agli scafisti e l’integrazione la apre ai calciatori di serie A che non parlano l’italiano”. “Sulla famiglia, siamo per la difesa sempre e comunque e non per le pillole abortive regalate a chiunque. Per una mamma che si chiama mamma e un papà che si chiama papà. L’Italia che abbiamo in testa ha come orizzonte San Patrignano e non le droghe libere”, ha continuato Salvini. “Ricordo ai senatori a vita che voteranno la fiducia insieme ai colleghi del M5S all’avvocato Conte cosa diceva il leader dei 5 stelle dei senatori a vita, e cioè i senatori a vita non muoiono mai. Che coraggio avete senatori a vita. Concludo con una riflessione sull’avvocato Conte: chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola. Noi siamo con l’Italia, viva l’Italia che non ha paura. E andate a casa che è ora”, ha concluso Salvini.

Bernini (Fi): “No alla fiducia, non crediamo a Conte” – “Ci sembra di stare in una Guerra dei Roses in cui abbiamo la sensazione di non entrarci più. È evidente che questa maggioranza non c’è più”, dice la capogruppo dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini. “Il presidente del Consiglio invece fa finta che i problemi non esistono. Non possiamo dare la fiducia a questo governo perché non crediamo a un presidente del Consiglio che offre posti a destra e a manca e pensiamo che il suo esecutivo sia supponente”.

IL VOTO IN DIRETTA - Al Senato sono terminate le dichiarazioni di voto e si procede ora con il voto sulla risoluzione della maggioranza per la fiducia al premier Conte. 154 sì alla prima chiama. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha lasciato intanto Palazzo Madama al termine della votazione della fiducia. Il premier non ha rilasciato dichiarazioni. Dopo l'ammissione dei due senatori assenti (Ciampolillo e Nencini) i voti favorevoli sono stati alla fine 156.

Casellati ricorre al Var su voto Ciampolillo – La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati chiede di vedere il video della votazione del senatore Ciampolillo. Da decidere se sia arrivato in tempo per esprimere il voto oppure no. Commento scherzoso di alcuni senatori: “È l’assistenza video, il Var”. Bagarre in Aula dopo la seconda chiama per i voti dei senatori Ciampolillo e Nencini, assenti al momento del voto. Si attende l’esito finale della votazione. Caos sul voto di Alfonso Ciampolillo, ex-M5S del gruppo Misto. Il senatore chiede di votare ma la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, lo ferma: “Avevo già chiuso la votazione della seconda chiama”. Saranno i senatori questori a dirimere il caso del voto del senatore ex M5S, Lelio Ciampolillo, che è risultato assente alla prima e seconda chiama, ma che ha chiesto di esprimersi quando le votazioni si erano appena chiuse. Essendo un voto importante la presidente del Senato Casellati ha quindi deciso di rimandare la decisione ai questori. Riammessi al voto sia Nencini (assente alle due chiama) sia Ciampolillo che hanno votato sì. Un applauso ha accolto invece il sì con cui la senatrice a vita Liliana Segre ha dato il suo voto favorevole alla fiducia al governo Conte.

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