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Xylella, abbattuti 27 ulivi a Francavilla Fontana per contenere la malattia

Ne dà notizia Coldiretti Puglia, che rimarca l'importanza della tempestività degli interventi sulle piante malate

Al via il ‘Piano salva – ulivi’ di Arif con i 27 abbattimenti a Francavilla Fontana per contenere l’avanzata della malattia nelle province di Brindisi e Taranto e salvare il patrimonio olivicolo della Puglia. A darne notizia è Coldiretti Puglia che rimarca l’importanza di “abbattimenti chirurgici e tempestivi, perché intervenire senza tentennamenti su una pianta malata salva migliaia di ulivi. Il Commissario di Arif, Oronzo Milillo, come aveva annunciato alla Giunta dei presidente di Coldiretti Puglia circa un mese fa, ha incrementato le squadre a disposizione passate da 1 a 26 per dare seguito alle misure fitosanitarie imposte dall’UE e non incorrere in procedure di infrazione e ha dato mandato di monitorare le zone buffer dove negli anni è stata conclamata la malattia su ulivi espiantati solo oggi, con 2 anni di ritardo”, ricorda il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

“I 3 mesi di anticipo sull’avvio dell’attività di monitoraggio è un altro dato positivo, anche in considerazione dei risultati delle analisi molecolari, effettuate sugli individui adulti catturati che hanno evidenziato un andamento sostanzialmente costante degli individui positivi a Xylella fastidiosa (infettivi) nella zona infetta, passando dal 32% nella prima decade di luglio, al 36% in questo ciclo di monitoraggio, mentre nella zona di contenimento, nessun individuo è risultato positivo”, aggiunge il presidente Muraglia.

“Emblematico quanto accaduto a Martina Franca, dove nel 2016 è stato ritrovato un unico ulivo infetto e l'averlo espiantato tempestivamente ha bloccato l’avanzata della malattia, tanto che in quel comune non sono più stati accertati casi di ulivi positivi alla Xylella. Ne è stato abbattuto 1 per salvare tutti gli altri”, insiste Muraglia.
Avvio dell’attività di monitoraggio 2019/2020 già dal 5 agosto, con 3 mesi di anticipo rispetto all’annualità 2018/2019 partita a novembre 2018, 90 squadre di agenti fitosanitari ingaggiati per il monitoraggio 2018/2019, albo aperto che consente l'operatività di 26 ditte per l’abbattimento degli ulivi infetti e non più solo ad una, buste sigillate a doppio codice per blindare l’attività di campionamento e salvaguardare l'operato di agenti ARIF e dei laboratori di analisi, data base unico per gli abbattimenti. Sono solo alcuni dei punti cardine del piano 'salva ulivi' di Puglia che prevede più stringenti misure di contenimento anti Xylella, illustrate alla Giunta dei presidenti di Coldiretti Puglia dal commissario Milillo, in un incontro operativo, nel corso del quale 'sono stati individuate sinergie con il Commissario Milillo per coadiuvare l’attività di ARIF, che stanno trovando piena rispondenza nei fatti.

La Xylella nella zona di contenimento ha continuato ad infettare ulivi, tutti prossimi alle piante positive ritrovate con il monitoraggio 2017/18 ad Ostuni – aggiunge Coldiretti Puglia - ovvero quando il focolaio ricadeva in zona cuscinetto e quindi le norme comunitarie imponevano l’abbattimento delle piante ospiti ricadenti nel raggio dei 100 metri. “Evidentemente se fosse stata applicata per tempo e alla lettera la normativa comunitaria – aggiunge il presidente Muraglia - il focolaio sarebbe stato estinto, piuttosto che risultare ad oggi ancora attivo, con piante malate che costituiscono fonte di inoculo e diffusione ulteriore della Xylella”.

“Abbiamo già pagato noi agricoltori, e non i negazionisti che continuano a trovare spazio e credito in un contesto di confusione opportunistica, lo scempio che si è già perpetrato negli anni passati per esempio ad Oria e Francavilla, dove per non abbattere 47 ulivi malati, con espianti bloccati dai ricorsi al TAR, hanno fatto morire 3100 alberi – continua Muraglia - per colpa del batterio killer e consentito al vettore di continuare ad infettare migliaia di esemplari anche monumentali. La Xylella è certamente la peggior fitopatia che l'Italia potesse conoscere, che ‘cammina’ ad una velocità impressionante, considerato che in 5 anni il danno del patrimonio olivetato solo nel Salento ha superato 1,2 miliardi di euro", conclude il presidente Muraglia.

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