La curiosità

GAZZETTA TV Benvenuti nel mondo di JF Gallery: a caccia del design d’autore in una masseria del Cinquecento a Conversano

Graziana Capurso (Video e montaggio Attilio Cucci e Giuseppe Viviani)

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Il sogno di due giovani, Fabrizia Franco e Jacques Leo: dalla Puglia all'export in tutto il mondo, così si scova l'anima dei grandi maestri del design

Due giovani, una masseria del Cinquecento a due passi da Conversano immersa tra gli ulivi della Puglia e un sogno condiviso: dare nuova vita ai capolavori del design italiano. Così nasce JF Gallery Design, il progetto di Fabrizia Franco e Jacques Leo, che ha scelto la campagna pugliese come quartier generale di un’attività che oggi conquista collezionisti da New York a Hong Kong.  

«Siamo dei cercatori di tesori. Il nostro lavoro è il lavoro più antico del mondo», racconta Jacques 33 anni, figlio di restauratori con un sorriso che tradisce la passione per ogni dettaglio. «Prima ancora di essere cacciatori o migratori, gli uomini erano raccoglitori. Noi cerchiamo pezzi unici che raccontino storie».

JF Gallery Design non nasce per caso: «Ci siamo incontrati e abbiamo capito subito che il design sarebbe diventato un progetto di vita», spiega con il suo brioso accento campano Fabrizia, ormai anche lei pugliese d'adozione. «Non era solo un interesse estetico, ma una vera vocazione: trasformare mobili d’autore in esperienze che vanno oltre l’arredo. Siamo una coppia prima ancora che sul lavoro, anche nella vita privata, e questa sinergia da casa e bottega ci aiuta tantissimo».

Dopo anni trascorsi tra Napoli e Milano, i due ragazzi hanno scelto di trasferirsi prima a Noci e ora a Conversano. «La masseria ci ha permesso di creare uno spazio che è al contempo atelier, galleria e laboratorio culturale», racconta Fabrizia. «Le vecchie stalle e i depositi oggi ospitano tavoli in pergamena di Aldo Tura, credenze in ottone e mogano di Luciano Frigerio, mobili funzionali di Angelo Mangiarotti, sedute di Tito Agnoli, arredi di Osvaldo Borsani, Luigi Saccardo, Willy Rizzo, Gio Ponti e Arnaldo Pomodoro».

Ogni pezzo ha una storia da raccontare e un’anima da far vivere: «Sul nostro sito diciamo che ogni pezzo ha un’anima», spiega Jacques. «Non scegliamo mai a caso: studiamo geometria, materiali, firma, anno di produzione, percorso dell’oggetto. Ogni mobile diventa un’esperienza che il cliente può vivere e narrare».

Il restauro Jaques lo ha nelle vene, figlio d'arte ha da sempre avuto l'occhio clinico per l'arte. Una passione che ha condiviso con sua moglie Fabrizia che l'ha trasformato in un gesto di cura: mai invasivo, pensato per conservare autenticità e rendere i pezzi contemporaneamente vivibili e collezionabili. Ma JF Gallery Design non vende solo oggetti d'arte "di lusso": vende storie e passioni. «Il racconto è fondamentale», evidenzia la coppia. «I nostri clienti vogliono conoscere ogni dettaglio, poter narrare la storia di un oggetto o viverla personalmente».

Da questa masseria, i mobili partono verso nuove destinazioni: case di collezionisti, gallerie e residenze d’autore in tutto il mondo. È un viaggio inverso e affascinante: dal silenzio del Sud verso le capitali internazionali, che racconta la forza e la continuità del Made in Italy.

Il progetto ha radici culturali profonde: nasce da Masseria Cultura, realtà associativa fondata nel 2019 a Noci e trasferita a Conversano nel 2022, che unisce eventi, workshop e residenze artistiche. «Stiamo costruendo archivi storici per aziende italiane come Aldo Tura e Luciano Frigerio», spiegano i due. «Così collezionisti, case d’asta e appassionati possono distinguere pezzi autentici da copie».

Molti dei pezzi arrivano da luoghi inattesi: «Abbiamo recuperato mobili destinati allo scarto: sedie dimenticate in uno scantinato a Napoli ora arredano l’atelier di Jean-Michel Basquiat», raccontano. «Ridare anima a questi oggetti, farli rivivere, è la parte più emozionante del nostro lavoro».

JF Gallery Design è oggi un piccolo avamposto di cultura, dove passato e presente dialogano tra muri di calce, volte a botte e luce naturale. Qui, il design diventa un atto di resistenza poetica, un modo per custodire la memoria materiale del Novecento e restituirla al mondo contemporaneo. «Il vero lusso oggi - conclude la coppia - è scegliere qualcosa che abbia una storia da raccontare e poterla vivere ogni giorno».

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