Nominato alcune settimane fa

Bari, da ex capo della Mobile a questore: insediato Gargano

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Dovrà affrontare questioni immediate, fra cui la sicurezza urbana e la pressione delle attività illecite legate alla criminalità organizzata, un tema su cui ha già lavorato in passato guidando indagini su omicidi di mafia

Non è solo una formalità amministrativa, ma un rito preciso della macchina dello Stato: l’insediamento ufficiale.  Annino Gargano, nominato questore di Bari alcune settimane fa, ha oggi preso possesso effettivo del suo ufficio, alla presenza del prefetto, nella cerimonia ufficiale del passaggio di consegne.

Gargano, Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza, con un passato da capo della Squadra Mobile di Bari e di Genova, ha ricevuto il saluto del personale e si è immediatamente intrattenuto con i dirigenti dell’ufficio per un primo briefing operativo. Fonti interne descrivono un clima di «attesa operosa», data la profonda conoscenza che Gargano già vanta del contesto barese e delle sue criticità investigative.

In questa fase di avvio, Gargano dovrà affrontare questioni immediate: la sicurezza urbana e percepita nei quartieri, la pressione delle attività illecite legate alla criminalità organizzata – un tema su cui ha già lavorato in passato guidando indagini su omicidi di mafia – e il coordinamento delle forze di polizia per eventi di ordine pubblico. La sua esperienza pregressa nella stessa Questura come capo della Mobile lo porta a conoscere non solo i nemici, ma anche gli strumenti e gli uomini a sua disposizione.

«Mi sento di tornare a casa - ha detto incontrando i giornalisti - e porterò avanti il nuovo incarico con impegno, dedizione, passione, testa e cuore». A Bari, da dirigente della Mobile, Gargano si è occupato di alcuni dei fatti di sangue e criminalità organizzata più cruenti di quegli anni, dalla guerra di mafia di Japigia, della primavera 2017, con tre omicidi in quattro mesi (il primo commesso la sera del suo insediamento, il 17 gennaio), all’agguato nel centro storico di Bitonto in cui, all’alba del 30 dicembre 2017, fu uccisa l’anziana sarta Anna Rosa Tarantino, vittima innocente di mafia ammazzata durante un inseguimento tra pusher rivali. «Su quel sangue - ha detto Gargano - avevo giurato impegno, per risolvere l’omicidio e sgominare i gruppi criminali che si contendevano le piazze di spaccio e far sì che la città non diventasse una seconda Scampia, come già stava diventando». I responsabili di quell'omicidio sono stati poi arrestati e condannati.


«Qui a Bari - ha aggiunto - c'è una squadra Stato forte. Le dinamiche criminali, le problematiche legate alla microcriminalità, disagio giovanile e movida violenta, il contrasto allo spaccio e all’abuso di droga, come il crac di cui stiamo registrando un immissione sul mercato sempre più importante, le violenze di genere e le truffe agli anziani, saranno - ha assicurato il questore - la stella polare del mio impegno, per proteggere i cittadini di questa bellissima terra. Un impegno - ha concluso - che assumo con onore e grande responsabilità».

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