la sentenza

Taranto, estorce 50mila euro alla madre: c’è la condanna per una 35enne

francesco casula

Per anni l’ha minacciata e perseguitata sottraendole denaro. La tarantina è stata condannata a 3 anni e 8 mesi di reclusione

Continue minacce per ottenere denaro: condotte che si sono protratte per anni al punto da riuscire a sottrarre a sua madre ben 50mila euro. È stata condannata a 3 anni e 8 mesi di reclusione una tarantina di 35 anni. Al termine del processo di primo grado, celebrato con rito abbreviato, la pubblica accusa aveva chiesto una pena ben più alta a 5 anni di carcere, ma il difensore della donna, l'avvocato Daniele Lombardi è riuscito a rimediare una pena decisamente più bassa nei confronti della sua assistita.

Stalking, estorsione e tentata estorsione erano le ipotesi di reato contestate alla donna dalla Procura ionica: una vicenda che, nel corso dell’indagine, ha portato alla luce il calvario vissuto da una madre a causa della tossicodipendenza della figlia.

Un incubo finito a settembre 2025 quando gli agenti della Squadra Volante della Questura di Taranto sono intervenuti per fermare l’ennesima aggressione alla madre: l’intervento dei poliziotti, però, inizialmente non ha fatto da deterrente per l'imputata che, alla vista degli agenti, ha estratto un coltello a serramanico, iniziando a brandirlo per minacciarli. I poliziotti, non senza alcune difficoltà, sono riusciti a riportare la calma e infine a bloccare la 35enne. In quel momento la madre ha scelto di raccontare la tragedia che viveva da tempo: agli inquirenti ha svelato che dal 2024, il rapporto con la figlia si era progressivamente e irrimediabilmente deteriorato e quotidianamente la 35enne pretendeva somme di denaro, generalmente comprese tra i 50 e i 100 euro al giorno. sotto la costante minaccia di arrecare danni e problemi anche sul luogo di lavoro.

Quella mattina, infatti, la figlia era entrata in ufficio e aveva chiesto denaro alla donna che però ne era sprovvista: la 35enne dopo aver dato in escandescenza aveva rubato dei documenti dalla scrivania ed era fuggita costringendo la madre a chiamare la Polizia e a inseguirla.

Durante la denuncia, inoltre, la madre ha confermato di aver già consegnato alla figlia una somma complessiva di circa 50mila euro, ritrovandosi spesso priva di risorse economiche e nell’impossibilita di garantire serenità e sostentamento al resto della propria famiglia.

Quella vicenda familiare quindi è finita da quel momento sul tavolo della magistratura tarantina e poi in un'aula di giustizia: al termine del processo di primo grado che, come detto, è stato celebrato con rito abbreviato è giunta per la 35enne la sentenza di primo grado e una pena minore di quella richiesta dalla pubblica accusa.

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