la decisione
Maxi prestito «Boc» da 250 milioni: il Comune di Taranto non deve restituire nulla
La Corte d’Appello di Lecce dichiara immorale il contratto del 2004: salvo Palazzo di Città, resta l’incognita Cassazione
Il Comune di Taranto non dovrà restituire nemmeno un centesimo del maxi prestito obbligazionario da 250 milioni concesso nel lontano 2004 da un istituto bancario (nel corso del tempo assorbito da Banca Intesa) all'ente guidato allora dalla sindaca Rossana Di Bello. Lo ha stabilito la Corte d'appello di Lecce che ha dichiarato immorale il contratto stipulato allora dall'istituto bancario facendo tirare un sospiro di sollievo: una sentenza che avesse condannato il Comune a restituire quella somma avrebbe chiaramente spinto il Municipio nuovamente nel baratro da dissesto finanziario.
Il verdetto favorevole a Palazzo di Città, assistito nel procedimento dall'avvocato Andrea Sticchi Damiani, consente di utilizzare un “tesoretto” che attualmente supera di poco i 40 milioni di euro, prudenzialmente accantonati da Palazzo di Città (con Ezio Stefàno erano 64 poi si sono progressivamente e parzialmente ridotti).
Una buona notizia che ha immediatamente generato entusiasmo tra i corridoi del Municipio e non solo, ma senza trionfalismi: è necessario comprendere, infatti, se la Banca presenterà nuova mente ricorso in Cassazione.
LA STORIA IN PILLOLE - Oltre 20 anni fa l’approvazione da parte della massima assise cittadina (sindaco Rossana Di Bello, assessore al Bilancio, Michele Tucci, alleato di Bitetti alle ultime Amministrative) di un prestito obbligazionario da 250 milioni di euro. All’epoca, il Comune acquistò questi buoni ordinari comunali (Boc) per raggiungere due obiettivi: estinguere una serie di mutui accesi, in passato, con Cassa depositi e prestiti (142 milioni di euro) e realizzare alcune opere pubbliche nelle aree periferiche della città (108 milioni).
LA SUPREMA CORTE - Per la cronaca, dopo i primi due round giudiziari favorevoli al Municipio, nel 2019, la Cassazione rinviò tutto alla Corte di Appello affinché si pronunciasse definitivamente sulla complessa vicenda. In particolare, dopo aver accertato nei primi due gradi sia la nullità del contratto sottoscritto con la banca che quello con la società che aveva svolto il ruolo di consulente (advisor), ai giudici salentini spettava il compito di stabilire una nuova sentenza se il Comune di Taranto avesse dovuto restituire o meno i soldi incassati. E se, inoltre, bisognerà includere nel calcolo anche gli interessi maturati (ipotesi più remota).
LE DICHIARIAZIONI DEL SINDACO DI TARANTO - «La sentenza permette finalmente alla città di guardare avanti senza il peso di un debito che avrebbe compromesso ogni prospettiva di sviluppo». Così il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, ha commentato la decisione della Corte d’Appello di Lecce che ha escluso l’obbligo per il Comune di restituire a Banca Intesa i 250 milioni di euro dei Buoni obbligazionari comunali (Boc), chiudendo una vicenda durata oltre vent'anni.
Nel corso della conferenza stampa convocata a Palazzo di Città, il primo cittadino ha espresso soddisfazione per l’esito del giudizio: «Possiamo finalmente tirare un sospiro di sollievo e continuare a muoverci nella programmazione per riportare Taranto a essere una comunità in cui il benessere raggiunga obiettivi sempre più alti». Bitetti ha sottolineato come la stabilità finanziaria dovrà produrre benefici «a tutte le fasce della popolazione, soprattutto a quelle famiglie che hanno meno voce ai tavoli decisionali». Il sindaco ha quindi rimarcato il contributo della struttura comunale e del collegio legale che ha seguito il contenzioso: "Accanto a me ci sono amministratori, dirigenti, professionisti che hanno combattuto con determinazione, coraggio e abnegazione», animati da «un forte senso di appartenenza alla comunità e alla categoria professionale».
Un ringraziamento particolare è stato rivolto agli avvocati dell’ente. «Lo dico io perché loro non lo direbbero mai: hanno trasformato il coraggio in responsabilità e la responsabilità in signorilità», ha affermato Bitetti, esprimendo «un ringraziamento sincero, di cuore» al professor Ulisse Corea e all’avvocato Andrea Sticchi Damiani.
«La decisione ci restituisce margini di azione, serenità e soprattutto la possibilità di programmare il futuro senza l'incubo di un nuovo dissesto», ha concluso il sindaco, ribadendo che «da oggi possiamo tornare a lavorare con più forza per la Taranto che vogliamo».