La protesta

Le associazioni tornano in piazza contro ex Ilva: venerdì sit-in a Taranto

«Si prendono ancora decisioni in spregio della salute umana e dell’ambiente»

Cittadini e associazioni di Taranto tornano in piazza contro l’ex Ilva. Venerdì 30 gennaio è in programma, a partire dalle ore 9, un sit-in in piazza Castello, davanti al Municipio, dal titolo «Giù le mani da Taranto». E’ organizzato da Genitori Tarantini, Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, sindacato di base Lmo-Lavoratori metalmeccanici organizzati, e da Terra Jonica. Sarà l’occasione, hanno spiegato gli attivisti, «per rivendicare il diritto di autodeterminare il nostro presente e il futuro anche delle prossime generazioni».

Le ragioni dell’iniziativa sono state illustrate nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato Cinzia Zaninelli e Massimo Castellana dell’associazione Genitori Tarantini; Raffaele Cataldi del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti; e Stefano Sibilla di Lmo.

Per le associazioni, «istituzioni e sindacati sostengono di volere risanamento e decarbonizzazione, ma sanno tutti che non succederà mai. Eppure continuano ad assumere decisioni in spregio della salute umana e dell’ambiente, ad arrogarsi il diritto di parlare in nome di un’intera città sfinita, stanca di tutto. Abbiamo deciso, pertanto, di autoconvocarci nuovamente in piazza per ribadire i diritti fondamentali ai quali non siamo più disposte e disposti a rinunciare». «Saremo presenti - hanno riferito - davanti al Palazzo di Città, a partire dalle ore 9. La cittadinanza è tutta invitata all’assemblea pubblica alle ore 16 per concordare e redigere un documento conclusivo, collettivamente condiviso, da consegnare al sindaco di Taranto».

L’amministrazione «si coordini con la cittadinanza finalmente - hanno concluso - e rivendichi una soluzione strutturale per la città, che non può prescindere dalla chiusura dello stabilimento, nei tempi brevi che sono ampiamente fattibili e programmabili, e dalla bonifica dell’area, attraverso il reimpiego della manodopera diretta e indiretta, avviando la definizione indispensabile di alternative economiche sostenibili per l’intero territorio ionico».

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