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Brt a Taranto, spunta un cavalcaferrovia sulla tratta «Paolo VI-Cimino»

FABIO VENERE

Rfi ha chiesto al Comune una polizza assicurativa da 20 milioni

Il Bus rapid transit porta in dote a Taranto anche lo scavalco ferroviario “Ep4”. Ed è questa l’ultima novità in ordine di tempo.

Ora, se dell’acronimo Brt, in questi anni, ormai tutti nel capoluogo ionico hanno imparato il significato, di certo Ep4 è avvolto nel mistero più profondo. Eppure, c’è un legame con i futuri bus veloci ed elettrici, che entro l’anno circoleranno a Taranto.

E allora, acronimi a parte, di cosa si tratta? Il progetto delle Brt made in Taranto, ormai in fase di esecuzione, prevede infatti nel percorso della Linea Rossa “Paolo VI-Cimino” la realizzazione di quello che, in gergo, viene definito uno scavalco ferroviario. Che Rete ferroviaria italiana (Rfi), negli atti sinora a disposizione, identifica appunto come Ep4. Sostanzialmente, si tratta di un’infrastruttura su cui transiteranno i bus Brt della Linea Rossa e che sovrasterà una parte dei binari della stazione di Taranto.

IL PERCORSO In particolare, nel tratto preso in esame, il percorso della Linea Rossa si sgancerà dalla Linea Blu, con cui sino all’isolato precedente era invece sovrapposto, all’incrocio tra via Masaccio e Giardini Curci. Da qui, nel suo percorso, transiterà da via Machiavelli, via San Brunone e via della Croce; a questo punto, supererà proprio lo scavalco ferroviario previsto dal progetto e si immetterà su via Cristoforo Colombo (zona Porta Napoli), proseguendo fino all’incrocio di quest’ultima con via Mercato Nuovo e via Duca D’Aosta.

Rfi, nei mesi scorsi, aveva però posto al Comune una condizione vincolante per sottoscrivere la convenzione necessaria per far aprire un cantiere su delle aree di propria competenza. Quale? Sottoscrivere una polizza per Rct (Responsabilità civile verso terzi).

E, proprio nei giorni scorsi, il Municipio ha definito anche quest’aspetto. La polizza, quindi, coprirà i rischi derivanti dalle attività di gestione e manutenzione dello scavalco ferroviario. Del resto, senza questa specifica copertura assicurativa Rete ferroviaria italiana non avrebbe dato il via libera alla sottoscrizione della convenzione necessaria per intervenire sulle aree che interferiscono direttamente con il transito dei treni. La polizza garantisce un massimale adeguato (20 milioni di euro) a coprire eventuali danni accidentali che potrebbero verificarsi durante le fasi di manutenzione dell’opera, tenendo conto che ogni interferenza con i binari o con la linea elettrica ferroviaria comporta potenziali danni materiali e interruzioni di pubblico servizio con costi elevatissimi. Del resto, per un’infrastruttura di questo tipo la manutenzione dello scavalco dovrà convivere con il passaggio costante dei treni sottostanti. Si tratta, quindi, di una misura di protezione patrimoniale che mette al riparo il Comune di Taranto da pretese risarcitorie di terzi, o in teoria della stessa Rfi, nel lungo periodo, assicurando che la futura gestione della Brt non gravi sulle casse comunali in caso di imprevisti tecnici o incidenti legati alla struttura Ep4.

A questo punto, risolta la questione legata alla copertura assicurativa, prossimamente i tecnici potranno avviare un’opera che, una volta completata, permetterà ai bus elettrici di superare la barriera della ferrovia, ma senza interferire con il traffico su rotaia.

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