i nodi dell'acciaio
Ex Ilva, 149 milioni di prestiti se la cessione non va in porto entro fine mese: approvato emendamento. Sì alla continuità operativa
La norma introdotta nel decreto stabilisce che il finanziamento a titolo oneroso è disposto con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze
Un prestito di 149 milioni per il 2026 all’ex Ilva di Taranto nel caso in cui la cessione a terzi non vada in porto entro il gennaio 2026, è previsto da un emendamento al decreto Ilva del relatore, Salvo Pogliese, approvato in commissione.
La norma introdotta nel decreto stabilisce che il finanziamento a titolo oneroso è disposto con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Il decreto è adottato su richiesta dell’organo commissariale, previa presentazione di un piano di gestione transitoria che risulti correlato allo stato e alle tempistiche previste per la conclusione della procedura di cessione dei compendi aziendali.
Le risorse possano essere utilizzate direttamente da ILVA s.p.a. in amministrazione straordinaria ovvero trasferite, su richiesta dell’organo commissariale, ad Acciaierie d’Italia s.p.a. in amministrazione straordinaria.
Il prestito è erogato applicando un tasso di interesse pari al tasso di riferimento maggiorato di 400 punti base (4%), in conformità con le normative europee. La restituzione di capitale e interessi deve avvenire entro sei mesi dall’erogazione.
Un altro emendamento approvato prolunga fino al 2028 la validità del Fondo, dalla dotazione di 1 milione di euro annui, istituito dalla legge di bilancio per il 2025 a sostegno delle imprese dell’indotto di ILVA.
Il Senato ha approvato il decreto per la continuità operativa dello stabilimento Ilva di Taranto, che ora passa alla Camera.
I sì sono stati 79, i no 63.
Il decreto autorizza Acciaieria d’Italia s.p.a. (ADI) ad utilizzare le somme residue trasferitele precedentemente da ILVA s.p.a., pari a 108 milioni di euro, per una finalità ulteriore rispetto a quelle indicate nella norma che ne disponeva l’erogazione, ossia per garantire la continuità operativa degli impianti di Taranto.
Nel corso dell’esame in Senato sono state introdotte nuove norme. La prima prevede un prestito di 149 milioni per il 2026 all’ex Ilva di Taranto nel caso in cui la cessione a terzi degli impianti non vada in porto entro il 31 gennaio 2026. La seconda prolunga al 2028 lo stanziamento di un milione di euro annui in favore delle aziende dell’indotto.