«Taranto avrà un Frecciarossa per Milano. La Regione cercherà un accordo diretto con Trenitalia per mantenere un collegamento rapido tra il capoluogo ionico e la metropoli lombarda». Lo ha detto l’altro ieri l’assessore ai Trasporti, Gianni Giannini, dopo le polemiche sulla cancellazione del collegamento (finanziato dalla Regione Basilicata) che dal prossimo orario invernale (15 dicembre) partirà, invece, da Metaponto. I lucani avevano chiesto alla Puglia 835mila euro di contributo annuo per confermare il servizio. E dell’argomento si è parlato l’altro ieri in una audizione in Consiglio.
Sin qui, l’assessore regionale. Dal canto suo, il presidente del Consiglio comunale di Taranto, Lucio Lonoce, prende la palla al volo e scrive un post sulla sua pagina Facebook, e aggiunge: «Ai cittadini di Taranto (e ai turisti) verrà, quindi, garantito il collegamento diretto con Milano e, in aggiunta, verranno potenziati quelli con la stazione di Bari, grazie al raddoppio della tratta Bitetto - Sant’Andrea, infrastruttura che sarà completata entro il prossimo dicembre, per poi essere definitivamente connessa a Bari centrale, e quindi operativa, entro il 2020».
Dal Comune di nuovo alla Regione. Il consigliere regionale tarantino, Gianni Liviano propone di chiedere «di far rientrare la tratta Taranto - Salerno negli accordi nazionali quindi tra quelle non a mercato». Si tratta di una ipotesi che il consigliere regionale spiega con il fatto che il Frecciarossa «nel tratto Taranto - Salerno marcia a una velocità massima di 90 chilometri orari, la stessa degli Intercity e degli interregionali treni garantiti con contratto dal governo. In più, il costo del biglietto sulla tratta Taranto - Salerno è uguale a quello degli Intercity. Per cui, sarebbe opportuno che Regione e governo insieme - insiste - chiedano a Trenitalia di allungare il Freccia a Taranto senza considerare il tratto Taranto - Salerno (da Salerno in poi diventa un treno ad alta velocità) a mercato cioè privo di contributi pubblici». Per quanto riguarda poi l'esiguo numero di passeggeri in partenza da Taranto, «credo - commenta Liviano - vada considerato il fatto che il Frecciarossa parte da Taranto alle 5.50 del mattino per cui, non essendo stati garantiti dalla Regione collegamenti idonei per chi dalla provincia deve raggiungere la città capoluogo, molti sono costretti a raggiungere Taranto con mezzi propri e con grandi disagi». E qui sorge spontanea una domanda, aggiunge il consigliere regionale tarantino. «Poiché mi risulta che la stazione di Metaponto, dove dal 15 dicembre il Frecciarossa Taranto - Milano fermerà la sua corsa, non sarebbe dotata delle attrezzature idonee alla pulizia del convoglio, non è che poi il Frecciarossa dovrà comunque raggiungere la stazione di Taranto per effettuare lì le operazioni di pulizia? Se così fosse, perché non far viaggiare il treno con passeggeri a bordo visto che comunque dovrà finire la sua corsa nel capoluogo ionico?».
E, infine, la questione rimbalza dal centrosinistra al centrodestra. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Renato Perrini, la vede così: «È vero: esiste il mercato, ma anche la politica che ha a cuore un territorio. Bene ha fatto il dirigente della sezione trasporti della Regione, Enrico Campanile, a rendicontare quanto costerebbe alla Regione Puglia mantenere il collegamento Taranto - Roma con il Frecciarossa. È apparso chiaro che investire 800mila euro all’anno, di denaro dei pugliesi, per una tratta che ad oggi serve una media di 40 passeggeri al giorno è una cifra troppo alta, almeno allo stato attuale, ma questo ragionamento - attacca Perrini - potrebbe essere esteso a molti servizi pubblici. Le attenzioni verso un territorio, però, non devono essere fatte solo con gli occhi del ragioniere, ma con il cuore. Per questo chiedo all’assessore ai Trasporti, ma soprattutto al presidente Michele Emiliano se Taranto meriti di avere un collegamento con Roma?».
















