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In Puglia e Basilicata

L'inchiesta

Morte gruista a Taranto: indagata anche ArcelorMittal Italia

Taranto, nuovo incidente gru Mittal, nessun ferito

Il 10 luglio Mimmo Massaro è morto dopo la caduta in mare di una gru a causa del maltempo

08 Agosto 2019

Mimmo Mazza

Sale ulteriormente – toccando quota dieci - il numero degli indagati per concorso in omicidio colposo e rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro nel fascicolo aperto dal procuratore capo Carlo Maria Capristo e dai sostituti Raffaele Graziano e Filomena Di Tursi sull’incidente avvenuto lo scorso 10 luglio al quarto sporgente del porto di Taranto, incidente costato la vita al gruista Mimmo Massaro, dipendente di ArcelorMittal.

Ai nove indagati iscritti nell'immediatezza dei fatti, ovvero il datore di lavoro e gestore dello stabilimento di Taranto di ArcelorMittal Italia Stefan Michel Van Campe, il capo divisione sbarco materie prime Vincenzo Di Gioia, il capo area sbarco materie prime Carmelo Lucca, il capo reparto di esercizio Giuseppe Dinoi, il capoturno esercizio quarto sporgente Domenico Blandamura, il capo squadra esercizio quarto sporgente Stefano Perrone, il capo reparto manutenzione meccanica Mauro Guitto, il capo reparto di manutenzione elettrica Andrea Dinoi, e il capoturno di esercizio al quarto sporgente, Teodoro Zezza, in servizio nel turno precedente a quello nel quale si è verificato l’incidente, si è aggiunta la stessa ArcelorMittal Italia, indagata per l'illecito amministrativo della legge 231 del 2001 che disciplina la responsabilità delle imprese, in ordine all'omicidio colposo.

La vittima è stata ritrovata dal nucleo sommozzatori subacquei dei carabinieri di Pescara soltanto dopo tre giorni di ricerche alle quali hanno partecipato anche la Guardia Costiera e i Vigili del fuoco, con il supporto dello Spesal. Un lavoro di squadra, coordinato dalla Procura, che ha consentito di recuperare il cadavere di Massaro e dare una risposta alla famiglia che aveva fatto appello a tutte le istituzioni per cercare il corpo di Mimmo.

Stando a quanto emerso dall’esame eseguito dal medico legale Marcello Chironi, Massaro sarebbe morto per annegamento non essendo la ferita riscontrata alla testa in grado da sola di causarne il decesso.

I dieci indagati avrebbero consentito l’utilizzo di apparecchiature di sollevamento - le gru di banchina - non idonee all’uso da parte dei prestatori di lavoro, omettendo di collocare impianti destinati a prevenire infortuni sul lavoro, ovvero rimuovendoli o danneggiandoli, in tal modo cagionando l’infortunio mortale del lavoratore Mimmo Massaro.

La Procura ha nominato quale proprio consulente tecnico l’ingegnere Antonio Galati mentre ArcelorMittal si è rivolta al professor Giuseppe Carbone del Politecnico di Bari.

Lo scorso 24 luglio il custode giudiziario ha trasmesso una relazione relativa alle urgenti operazioni di messa in sicurezza, preliminarmente delle macchine scaricatrici Dm6 e Dm8, già sottoposte a sequestro, rimaste sul quarto sporgente (la Dm5 è invece finita in mare). I pubblici ministeri così hanno deciso di far svolgere un accertamento tecnico irripetibile per consentire al consulente, nel pieno contraddittorio delle parti, di ricostruire la dinamica degli eventi (individuandone le relative cause) che hanno determinato la caduta in mare della scaricatrice Dm5, a bordo della quale c'era il gruista Mimmo Massaro, e la traslazione delle gru Dm6 e Dm8. Il consulente dovrà poi accertare le condizioni strutturali e manutentive delle gru in questione al fine di verificare se le stesse esercitassero la loro attività in condizioni di sicurezza così come disposto dalla normativa vigente e e se l'attività lavorativa fosse svolta nel rispetto delle procedure e delle normative in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Le operazioni peritali cominceranno lunedì prossimo e dovrebbero concludersi tra due mesi. Il collegio difensivo risulta composto dagli avvocati Francesco Paolo Sisto, Elisa Surbone, Angelo Loizzi, Roberto Sisto, Armando Pasanisi, Franz Pesare, Biagio Leuzzi, Francesco Nevoli, Feliciana Di Taranto, Roberto Di Marzo, Maria Cristina Amoruso, Antonio Liagi, Enzo Sapia che hanno nominato quali consulenti di parte gli ingegneri Luca Tagliente, Maurizio Scudella e Angelo Gentile. Ammessi all'accertamento tecnico irripetibile anche i consulenti dei familiari della vittima.

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