ANIMALI IN FAMIGLIA

Mastocitoma cutaneo, che fare per cane e gatto

Marco Smaldone

Dagli interventi chirurgici alle cure quando si tratta di casi inoperabili. Indispensabile l’esame istologico

Il mastocitoma è uno dei tumori cutanei più frequenti nel cane e nel gatto: di solito ha un’incidenza fino al 25% dei tumori cutanei, con una presentazione clinica e macroscopica molto variabile. Ci sono casi in cui il mastocitoma si presenta con un singolo nodulo cutaneo o sottocutaneo inizialmente molto piccolo con successiva tendenza ad ingrandirsi o a scomparire. Il mastocitoma è molto frequente specialmente in alcune razze : il Boxer, il Bulldog, il Labrador ed il Cocker, ma è raro nell’uomo. Si tratta di una formazione neoplastica che origina dai mastociti, cellule del midollo osseo deputate alla difesa dell’organismo.

Di solito il grado di malignità di questi tumori è molto variabile, spaziando da un nodulo solitario tendenzialmente benigno alla malattia metastatica. In questa patologia quello che è più difficile è capire quando vi è un coinvolgimento degli organi interni, cosa non sempre facile perché, soprattutto nelle fasi iniziali della malattia, i segni clinici non sono visibili dall’esterno. Gli organi che vengono maggiormente colpiti da metastasi sono: il linfonodo sentinella, la milza, il fegato, lo stomaco e l’intestino e solo per ultimo i polmoni. Il mastocitoma può essere generato dal derma oppure dal sottocute e la differenza non sempre risulta agevole anche dal punto di vista istologico.

Alcuni aspetti del mastocitoma, come le dimensioni, la presenza o meno di ulcere, la localizzazione, la razza ed altro, possono essere indicativi per procedere ad una tempestiva enucleazioni chirurgica. Questo affinchè non si debba verificare la loro potenziale diffusione metastatica agli organi interni, come già detto, al linfonodo sentinella, milza, fegato ed intestino. Per quanto riguarda la cura, il trattamento di elezione è la «chirurgia radicale». Deve essere fatta ad ampi margini di escissione, di almeno tre centimetri, affinché poter evitare le recidive. Ovvero il reperto anatomico escisso ed intero che viene mandato in laboratorio per l’esame istologico, dopo averlo processato, deve risultare «libero» dalla presenza di cellule tumorali in tutti i suoi margini. Quando questo per svariate ragioni non è più possibile ottenerlo, perché ad esempio ci troviamo di fronte a soggetti con tumore ad altro grado di malignità e magari anche molto esteso e quindi non più possibile effettuare un’escissione del tumore in toto, ma solo parziale, si deve ricorrere ad altre terapie che adesso vedremo.

Per i soggetti non più operabili c’è la possibilità di effettuare una terapia innovativa intralesionale, praticando un’iniezione intratumorale in grado di distruggere il tumore. Questo rappresenta un’ottima alternativa non chirurgica poiché anche priva di effetti collaterali. Si tratta di un’importante farmaco che spesso viene utilizzato anche per i casi metastatici inoperabili: il Tigilanolo tiglato (Stelfonda). Ma sempre per questo genere di tumore molto aggressivo è previsto praticare sia la «chemioterapia» come la «radioterapia» e l’«elettrochemio-terapia».

La chemioterapia viene utilizzata soprattutto quando si è in presenza di tumore non più gestibile chirurgicamente e quindi di alto grado o di quelli recidivanti o non completamente asportabili. Questo vale anche per la radioterapia, presidio medico che di solito si rileva molto efficace, ed è particolarmente indicata per quei pazienti già operati, dove all’esame istologico i margini chirurgici non sono del tutto puliti dalle cellule tumorali, ma anche nei casi dove la massa tumorale non è stato possibile asportarla totalmente. A seguire poi ci sono anche dei farmaci di supporto, soprattutto gli antistaminici, poiché questo tumore rilascia istamina ed eparina che provocano prurito, edemi ed a volte ulcere gastriche in alcuni soggetti colpiti; come anche gli inibitori della pompa protonica per gestire il rilascio di istamina.

Concludo con la cura del mastocitoma nel gatto. I mastocitomi cutanei del gatto a differenza di quelli del cane sono quasi sempre benigni, ma possono essere multicentrici. Al contrario il mastocitoma intestinale e della milza nei felini è di solito in una forma molto aggressiva e per questo in questi casi la prognosi è sempre riservata. Sia per il cane che per il gatto l’esame istologico è sempre indispensabile affinché poter determinare il grado di malignità del tumore oltre alla terapia più adeguata da praticare.

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