un nuovo punto di partenza
Golf, il pugliese Laporta in volo: è il migliore tra gli atleti italiani. «È bello essere davanti a tutti»
Il golfista di Castellana supera Manassero e Paratore nel ranking mondiale: «Una grande soddisfazione personale dato che vengo da un periodo difficile per problemi fisici. L’obiettivo è cercare di entrare nella top 100 entro fine anno»
Il 35enne golfista castellanese Francesco Laporta è da ieri il numero uno italiano nell’Owgr (Official World Golf Ranking), la classifica mondiale dei golfisti professionisti. Grazie ai punti conquistati con il 16° posto (277 colpi, -11) nel Bapco Energies Bahrain Championship, il portacolori del San Domenico Golfi di Savelletri di Fasano ha scalato cinque posizioni in classifica raggiungendo il numero 220 e scavalcando in un sol colpo i due azzurri che lo precedevano nella scorsa settimana: i più giovani Matteo Manassero (32 anni, 225) e Renato Paratore (29 anni, 226).
Una vetta raggiunta che è anche una sorta di promessa mantenuta, seppur con qualche settimana di ritardo: «Da anni - dichiarava Laporta alla Gazzetta nello scorso mese di luglio all’indomani dell’ottimo settimo posto ottenuto a Monaco di Baviera - rincorro la vetta italiana e vorrei finire la stagione al primo posto, ma per raggiungere questo obiettivo occorrono ancora diverse settimane positive. Si può fare». Rincorsa completata appunto ieri, all’indomani dell’ottava tappa del Dp World Tour 2026: «È bello essere lì sopra, una grande soddisfazione personale - ammette il golfista pugliese dal Qatar, dove giovedì inizierà il Masters di Doha - ma c’è ancora tanto lavoro da fare. Vengo da un periodo complicato sia per problemi golfistici che fisici. Sto lavorando per cambiare un po’ di cose anche nel mio swing (l’oscillazione del corpo tipica dei golfisti, ndc) e per superare il mal di schiena dovuto ad una discopatia lombare ma è tutto in fase di miglioramento. Questo piccolo traguardo, l’essere lì sopra, mi dà tanta gratitudine». Se nel 2025 il Bahrein coincise con un successo sfiorato, il buon piazzamento di quest’anno è arrivato come un dono: «Dopo una prova non bella a Dubai per la prima Rolex Series dell’anno - afferma Laporta - quella in Bahrein è stata una buona settimana in cui è arrivata una soddisfacente risposta golfistica grazie alla tanta pratica svolta nel week-end e nei giorni prima della gara per cercare di migliorare le cose che non andavano». Il primo posto italiano riporta la memoria agli inizi: «Ho cominciato davvero per caso - ricorda - quando avevo soltanto 13 anni durante una vacanza da parenti in Sudafrica. Mio padre, che giocava già da tempo, mi invitò a provare: da quel momento la voglia è cresciuta sempre di più fino a stabilire degli obiettivi cercando di arrivare il più in alto possibile. All’inizio era solo un piccolo sogno e poi, piano piano, è diventato sempre più grande ed ho iniziato a realizzare che avrei dovuto lasciare casa sin da piccolo». Sacrifici che hanno portato i primi frutti già da giovanissimo: «Il primo successo internazionale e personale - Laporta apre lo scrigno dei ricordi - è stato quello ottenuto a 19 anni nel Riverwoods Junior Open del 2010. Prima di allora non avevo mai vinto gare importanti e grazie a quella vittoria sono entrato in Nazionale dilettanti passando fra i professionisti dopo tre anni. Tutto questo è il frutto del percorso fatto negli anni, da quando avevo 15 anni ad adesso. Inseguire un sogno non è stato un passo facile ma è stato fondamentale per la mia carriera ed in questo momento non posso che essere grato per quello che mi è stato offerto, per le opportunità che ho avuto, per essere arrivato a questo punto e con questa consapevolezza di poter competere ad alti livelli. Mi sento bene, sono felice di questo piccolo traguardo che ripaga un po’ i sacrifici fatti. Essere lì, sopra tutti, è una bella soddisfazione personale ma cerchiamo di fare sempre meglio, testa bassa e pedalare, si lavora sempre per fare sempre meglio».
Lo sguardo è ora tutto proteso al futuro: «C’è ancora tanta strada da fare, l’obiettivo è salire sempre più in alto in classifica cercando di entrare nella top 100 entro la fine dell’anno - conclude Laporta, che ha avuto come miglior ranking personale il 117° posto raggiunto l’11 novembre 2019 dopo la vittoria nella Grand Final del Challenge Tour di Mallorca - entro la fine dell’anno. Questo l’obiettivo principale ma la stagione è lunga, ci sono tante gare e cercheremo di ottenere qualche ottimo risultato per tirare le somme a fine anno».