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«Asse Cosa nostra-Scu» Mesagne, moglie di Riina incontra moglie di boss?

«Asse Cosa nostra-Scu» Mesagne, moglie di Riina incontra moglie di boss?

«Asse Cosa nostra-Scu» Mesagne, moglie di Riina incontra moglie di boss?

 
«Asse Cosa nostra-Scu» Mesagne, moglie di Riina incontra moglie di boss?

Sabato 25 Gennaio 2014, 08:34

03 Febbraio 2016, 04:19

di PIERO ARGENTIERO

BRINDISI - Ninetta Bagarella, moglie di Totò Riina, il capo di Cosa nostra, sarebbe stata a Mesagne nei mesi scorsi a far visita a Domenica Bionda, cegliese, moglie di Giuseppe Rogoli, colui che ha creato la Sacra corona unita ma ormai da tempo messo da parte dai giovani rampanti. «A me non risulta nulla di questo incontro», dice l’avvocato Cosimo Lodeserto, da anni difensore di Rogoli e della moglie. Stessa risposta arrivata dalle forze dell’ordine. Non hanno notizia di un incontro tra le donne dei due capi mafia. Peraltro chi indaga da anni sulla mafia salentina è piuttosto scettico sul fatto che possa esserci stata la visita di Ninetta Bagarella a Domenica Biondi.

Due capi si, ma di pianeti totalmente differenti. Sfigato Rogoli che si è trovato con una mafia colabrodo. Arrestato per una rapina nel 1981, da allora non è mai più uscito dal carcere per colpa dei suoi affiliati che al primo tintinnio di manette se la sono cantata, inchiodandolo. Nella Scu sono pochissimi gli irriducibili. Ora Rogoli è rinchiuso nel carcere di Viterbo, sottoposto dal 1992 al 41 bis che sta per terminare. Ma il timore del suo difensore è che questo fantomatico incontro tra le donne dei due boss potrebbe portare a una nuova proroga.
Riina è invece il capo di Cosa nostra, rinchiuso nel carcere di Opera a Milano, ritornato a far parlare di sé per le confidenze fatte a un pregiudicato di mezza tacca, qual è Alberto Lorusso di Grottaglie, detenuto a Opera per un omicidio passionale. Lorusso, che è la badante di Riina, lo fa parlare durante l’ora d’aria. Viene tutto filmato e registrato. In queste occasioni Riina dice che vorrebbe ammazzare «come un tonno» il pm di Palermo Nino Di Matteo. Anche Riina è in attesa di decisione per il 41 bis. Le confessioni raccolte da Lorusso sicuramente porteranno ad un inasprimento.

Ma torniamo alla visita di cortesia che non si può escludere che ci sia stata. Magari la Bagarella, andata a trovare la figlia Maria Concetta, che vive a San Pancrazio Salentino dal novembre 2011 con il marito Antonino Tony Ciavarello e i tre figli che frequentano la scuola elementare del paese, ha ritenuto, in segno di rispetto, di andare a far visita a Domenica Biondi. E, peraltro, sicuramente in questi anni chissà quante volte Ninetta Bagarella è stata a San Pancrazio a trovare la figlia, nipoti e genero. Peraltro, lo scorso ottobre si era parlato di un possibile suo trasferimento a San Pancrazio in casa della figlia. Cosa che non c’è stata.

C’è da dire che la famiglia Ciavarello-Riina non risulta avere avuto, da quando vive a San Pancrazio, nessun contatto con malavitosi, né piccoli né grandi. A San Pancrazio la stessa famiglie arriva per un processo per truffa nei con fronti di un sacerdote. «Ci siamo trovati bene in questo paese e abbiamo deciso di stabilirci qua», spiegò a suo tempo Maria Concetta. Spiegazione che non bastò alle forze dell’ordine. Lei figlia del boss dei boss, lui in odore di mafia. Non vengono persi mai di vista. Il primo ad arrivare a San Pancrazio è Ciavarello. E’ novembre 2011. Trova la casa e il lavoro in un’azienda metalmeccanica. Dopo un paio di mesi lo raggiungono moglie e figli. E, come si diceva, sinora hanno condotto una vita irreprensibile e non risultano contatti con la mafia locale.
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