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Scandalo Sanità La Cassazione: Lady Asl va arrestata

Scandalo Sanità La Cassazione: Lady Asl va arrestata

Scandalo Sanità La Cassazione: Lady Asl va arrestata

 
Scandalo Sanità La Cassazione: Lady Asl va arrestata

Giovedì 24 Giugno 2010, 15:08

02 Febbraio 2016, 21:59

BARI – La Cassazione ha confermato il provvedimento del tribunale del Riesame di Bari che aveva disposto gli arresti domiciliari per l’ex direttore generale della Asl di Bari, Lea Cosentino, soprannominata dalla stampa 'Lady Asl'. L’ex manager, libera dal 21 maggio scorso nell’ambito di un’altra indagine sulla gestione della sanità pubblica pugliese, sarà arrestata nelle prossime ore. 

Il Riesame di Bari, l’11 maggio scorso, accogliendo l’appello della procura contro il 'no' all’arresto del gip Vito Fanizzi, aveva disposto i 'domiciliari' per Lady Asl (provvedimento non esecutivo fino alla pronuncia della Cassazione) rimarcando che a suo carico vi erano sia i gravi indizi di colpevolezza sia le esigenze cautelari. 
L’inchiesta è quella sulla gestione degli appalti alla Asl Bari, sistematicamente assegnati – secondo l'accusa – all’imprenditore Gianpaolo Tarantini che con Cosentino, all’epoca dei fatti, ha detto di aver avuto una relazione sentimentale. I reati contestati nell’inchiesta su cui si è pronunciata la Cassazione ordinando il nuovo arresto di Cosentino sono, per i cinque indagati coinvolti, a vario titolo, associazione per delinquere, corruzione, peculato, turbativa d’asta e falso. 

L'appello della procura è stato accolto dal Riesame per l'associazione per delinquere e per tre episodi di corruzione. Assieme a Cosentino sono indagati 'Gianpi' Tarantini, e i funzionari della Asl Bari, Antonio Colella, Michele Vaira e Francesco Lippolis. Il precedente provvedimento di arresti domiciliari per Lady Asl (revocato circa un mese fa) fu eseguito il 14 gennaio scorso nell’ambito di un’inchiesta della procura di Bari su un concorso da primario per l’ospedale di Altamura, e per la bonifica degli uffici della Asl Bari fatta – secondo i pm – per rimuovere eventuali microspie fatte installare dalla magistratura.
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