Il bilancio

Regione, il bilancio dei primi 100 giorni di Decaro: tra sanità e tante emergenze

michele de feudis

La nuova stagione politica del centrosinistra pugliese è iniziata il 7 gennaio, con la proclamazione del neogovernatore: 100 giorni caratterizzati da uno stile sobrio e da una dedizione al lavoro quasi francescana

Le luci accese il 7 gennaio in presidenza a sera inoltrata: l’immagine di Antonio Decaro, accompagnato dal dirigente Vito Montanaro, da Lucia Bisceglia dell’Aress e dal capo di gabinetto Davide Pellegrino, è il frame simbolo del nuovo corso regionale con a capo l’ingegnere barese. La nuova stagione politica del centrosinistra pugliese è iniziata il 7 gennaio, con la proclamazione del neogovernatore: i cento giorni del mandato (che ricorrono il 17 aprile) sono stati caratterizzati da uno stile sobrio e da una dedizione al lavoro quasi francescana, insieme allo staff e alla squadra di assessori nominata il 17 gennaio.

Decaro aveva annunciato che avrebbe contenuto la presenza social e lo ha fatto, riservando i suoi account per poche immagini extrapolitiche, come la foto con il toro a Putignano per la festa di Sant’Antonio Abate, un segnale di attenzione per il mondo degli animalisti, senza dimenticare la performance nella preparazione delle orecchiette a Ostuni (ma non vuole fare concorrenza a Nunzia di Barivecchia).

I provvedimenti salienti dei tre mesi hanno riguardato soprattutto la sanità: Decaro ha scelto una cura cortisonica per abbattere le liste d’attesa, introducendo anche il monitoraggio settimanale degli esami smaltiti, nonché le aperture fino alla sera il sabato e la domenica degli ambulatori e dei centri ospedalieri. I primi riscontri evidenziano progressi, anche se l’erogazione dei servizi del diritto alla Salute presenta una miriade di sfaccettature. Non a caso tra le priorità c’è un impegno per ridurre i viaggi sanitari extra-regione, quando le stesse prestazioni possono essere erogate da strutture del territorio.

Il nodo più spinoso è stato quello del buco sanitario di 369 milioni: mentre è in corso il dibattito politico su come siano salite alle stelle le spese (o gli sperperi per le opposizioni), si valuta l’ipotesi del commissariamento, con l’inevitabile aumento dell’addizionale Irpef. Basterà per riavere tutto in ordine? Da destra non escludono anche l’ipotesi di chiusure di plessi ospedalieri, mentre sono in fase avanzata di ultimazione i nuovi ospedali, a partire da quello di Monopoli-Fasano e Taranto. Il dio della pioggia ha aiutato a ridurre il problema idrico, ma il governatore era intervenuto subito con stanziamenti, confidando anche nella nuova governance di Aqp per ottenere risparmi significativi, nuovi impianti di depurazione e meno perdite nella rete.

Attenzione spasmodica allo stile e alla produzione dei dirigenti: il polso del capo di gabinetto Pellegrino si è subito fatto sentire con circolari che invitano a contingentare le presenze pubbliche dei dirigenti, nonché in alcuni casi con una stretta sullo smart-working. Sul piano delle nuove managerialità necessarie per nominare i dg delle Asl è stata stilata una nuova graduatoria, al fine di avere un quadro preciso delle competenze a disposizione dell’ente.

Sul piano della crescita economica, Decaro lavora per una rimodulazione dei fondi Fsc, per focalizzare le risorse sullo sviluppo. La stessa scelta (contestata da Confindustria) di bloccare i bandi dei Pia e MiniPia è volta a decifrare il quadro definitivo delle domande presentate e delle risorse per soddisfare tutti i richiedenti, al fine di avere una prospettiva sviluppista ben definita. In questo contesto da Bruxelles (anche per i buoni uffici con il vicecommissario europeo Raffaele Fitto) sono arrivati 679 milioni, ossigeno per le politiche economiche in una complessa fase internazionale che fa salire la bolletta energetica alle stelle.

La forza di Decaro si è manifestata anche nell’unire l’alto e il basso: una polemica molto accesa nella Conferenza delle Regioni per le pre-intese sull’autonomia proposte dalle regioni del Nord (che ha anche in parte spiazzato la resistenza di governatori meridionali come Roberto Occhiuto), con l’abbraccio sul palco del Petruzzelli stretto con l'icona della pugliesità Lino Banfi, o le partite del Bari in Tribuna Ovest al San Nicola, accanto all’amico Giovanni Sasso, senza dimenticare la visita al Vinitaly. Nelle ultime ore si è complicata la vicenda per l’attivazione della consulenza giuridica per Michele Emiliano (da gennaio senza stipendio) con i tre no del Csm, mentre l’agenda delle priorità, alla voce «discontinuità», si materializzerà nelle prossime settimane, quando matureranno i tempi per l’individuazione dei nuovi dg delle Asl, dei capi dipartimento e dei vertici delle agenzie. Allora il passato, comunque lo si voglia considerare sul piano politico, sarà archiviato e la nuova stagione sarà pienamente avviata.

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