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Regione, terzo no del Csm alla consulenza per Emiliano: ora per l'ex presidente un romanzo e una cattedra alla Lum

michele de feudis

La terza bocciatura, non ancora verbalizzata, segna l’avvio di una procedura istruttoria in base alla quale la commissione apre il confronto con Emiliano per valutare la sede più idonea nella quale ricollocarlo in servizio, lontano dai tribunali pugliesi

Il Csm, nella riunione di lunedì sera, ha sostanzialmente bocciato la terza richiesta avanzata da Antonio Decaro e della Regione Puglia per ottenere il via libera alla consulenza per l’ex governatore Michele Emiliano: all’unanimità la terza commissione ha considerato non accoglibile dal punto di vista normativo l’istanza per la collaborazione giuridica - nella modalità “fuori ruolo” - per i dossier industriali di Taranto. Il magistrato intanto ha ottenuto una docenza in procedura penale alla Lum e ha completato il suo romanzo, L’alba di San Nicola, in uscita per Solferino il 5 maggio.

La terza bocciatura, non ancora verbalizzata, segna l’avvio di una procedura istruttoria in base alla quale la commissione apre il confronto con Emiliano per valutare la sede più idonea nella quale ricollocarlo in servizio, lontano dai tribunali pugliesi. Il percorso si completerà con una delibera omnibus che conterrà le ragioni del diniego rispetto alla consulenza richiesta da Decaro, supportato dall’avvocatura regionale e dal capo di gabinetto Davide Pellegrino, insieme alla indicazione di ricollocamento che sarà sottoposta al voto del plenum del Csm.

Lunedì sera c’era chi voleva procrastinare ancora la decisione sul dossier Emiliano-Decaro, un plico che ha ondeggiato tra Bari e Roma fin dalla metà di gennaio, stante le tre riscritture (anche contraddittorie) della richiesta della Regione: dopo un dibattito appassionato, tutti però hanno convenuto che un ulteriore rinvio sarebbe stato un colpo per la credibilità della commissione, che in questa fase di riflessione è stata corroborata anche dai report dell’Ufficio studi, nei quali non c’è stata traccia di via libera a istanze analoghe.

Le ipotesi alternative al rientro in servizio, secondo alcune indiscrezioni, risulterebbero quanto meno strambe per il diretto interessato, ovvero lo stesso Emiliano: quella dell’assessore comunale (l’ha fatto a San Severo nel 2014) è una strada che non ha intenzione di ripercorrere (men che meno a Bari), mentre per fare il capo dipartimento regionale ci vorrebbe una quarta istanza al Csm, che dovrebbe autorizzarla, con il rischio di scadere in una forma di romanzo epistolare.

Il flop della procedura avviata dalla Regione non è passato inosservato al Nazareno, dove Elly Schlein aveva chiesto cura e impegno per risolvere il nodo Emiliano. Ma a via dei Marescialli, per ora, la richiesta di Decaro è stata considerata una citazione di Renzo Arbore. Ovvero un “papocchio”.

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